Associazione Amici Israele Toscana

Associazione Amici Israele Toscana L’associazione si prefigge di accrescere l’apprezzamento, la diffusione in Toscana della realtà dello Stato di Israele e della cultura ebraica.

PER IL GIORNO DELLA MEMORIA
26/01/2026

PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

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30/12/2025

E adesso, dopo il caso Hammoun, che fanno i propal italiani? Continuano a gridare dal fiume al mare?

DA NEW YORK AI FUOCHI DI PARIGI CONTRO GLI " INSOUMIS" ANTISEMITI La strumentalizzazione della causa pro-Pal attecchisce...
22/11/2025

DA NEW YORK AI FUOCHI DI PARIGI CONTRO GLI " INSOUMIS" ANTISEMITI
La strumentalizzazione della causa pro-Pal attecchisce e oscura ogni altra guerra

Bernard Henri Lévy su La Stampa del 16 novembre 2025 (Traduzione di Anna Bissanti)

Prima delle elezioni a sindaco di New York , ho messo in guardia dal rischio di veder trionfare Zohran Mamdani . In quell ' occasione ho spiegato che il problema non era che il giovane candidato è " progressista" o " socialista" , ovviamente . Bensì antisemita . « Sul serio ? » , hanno reagito molti commentatori . « E quali elementi hai per dirlo ? Quali prove ? E che cosa è questa mania di vedere l ' antisemitismo ovunque ? » . Ebbene , ripeto e puntualizzo . Un uomo la cui prima reazione dopo il 7 ottobre è stata quella di chiedere ( su X , l ' 8 ottobre del 2023 ) « la fine dell ' occupazione » e lo « smantellamento dell ' apartheid » non è esattamente un amico degli ebrei . Un militante che si rifiuta ( intervista con Tim Miller per il sito The Bulkwark , 17 giugno del 2025 ) di condannare il progetto di « globalizzazione dell ' Intifada » ( vale a dire , se le parole hanno ancora un senso , uccidere ovunque il maggior numero possibile di ebrei e , in particolare , di sionisti ) è , nella migliore delle ipotesi , un irresponsabile . Nella peggiore , è un sostenitore del terrorismo . Infine , un oratore capace di dire ( all ' assemblea generale dei socialdemocratici americani , nell ' agosto del 2023 ) che « lo stivale della polizia newyorchese che preme sul collo » di un manifestante è stato « allacciato dall ' esercito israeliano » è un antisemita nel profondo , uno che ricicla i cliché più stantii sugli ebrei padroni del mondo . Ecco tre fatti . Tre citazioni precise e documentate . Dopo di che , fare il broncio , esprimere scetticismo e fare come la tarantola di Nietzsche ripetendo , come un disco rotto , « le prove ! Vogliamo le prove ! » non fa che confermare un ' unica cosa : abbiamo perso tutti i punti di riferimento , ogni senso etico , la bussola . Stiamo attenti : la Storia non propina mai gli stessi piatti , ma ripete in continuazione le vecchie infamie .

La stessa cosa accade a Parigi . L ' Orchestra filarmonica di Israele ci fa l ' onore di ve**re alla Filarmonica di Parigi . Nell ' orchestra suonano - occorre precisarlo ? - ebrei , drusi , arabi . Il suo direttore musicale , Lahav Shani è nemico dichiarato di Netanyahu ed è una voce di pace in Israele . Non importa ! Le bande filo-Hamas , i fanatici del boicottaggio e , soprattutto , il sindacato francese Cgt Spectacle chiedono la cancellazione dell ' evento . Un gruppo di imbecilli , prendendoli in parola , dopo l ' inizio del concerto si alza in piedi , urla al genocidio , lancia opuscoli , accende fumogeni e provoca non soltanto il panico ma anche un principio d ' incendio . E come reagiscono a quel punto gli amici francesi di Mamdani ? Che cosa dicono i responsabili di Insoumis , di fronte a questi ebeti che credono di manifestare per la giustizia interrompendo un ' orchestra di pace ? Mélenchon spiega che « non si può impedire alle persone di esprimere la propria protesta contro un genocidio » . Thomas Portes plaude agli scontri e invita a « moltiplicare le azioni » . Altri ancora , cast di supporto , assicurano il loro « appoggio totale » a queste coscienze senz ' anima che ignorano tutto della causa che sostengono di difendere . Domanda : cos ' altro serve prima che queste persone inizino a ribellarsi contro questa lebbra che avanza ? Un linciaggio ? Un 7 ottobre francese ? Un altro 13 novembre ? Questo non è un incidente : è un avvertimento . È indispensabile capirlo , prima che il fuoco che cova in una delle più belle sale da concerto d ' Europa divampi sul serio negli animi . I grandi incendi iniziano tutti così : con un fuocherello spento male , una rinuncia di troppo , una vigliaccheria in più .

Per me , ebreo universalista , gli sbraiti di questi presunti insoumis , la loro strumentalizzazione della causa palestinese e il loro antisemitismo sempre più sfrenato hanno una conseguenza ulteriore : una parte dei giovani di oggi , negli Stati Uniti , in Francia , altrove , è resa sorda e cieca nei confronti delle altre guerre e delle altre disgrazie che tormentano il pianeta . L ' ho già detto . E lo ripeto oggi che a Gaza sembra imporsi un fragile cessate il fuoco . Vorrei tanto che gli indignati di buona volontà , abusati da questa propaganda , si preoccupassero per esempio del genocidio in corso tra gli Uiguri in Cina . Riterrei bello che dedicassero anche solo una piccola parte della loro collera a quegli autentici buchi neri , dimenticati dal resto del mondo , che sono le guerre in Africa . Come sarebbe migliore il mondo se si prendesse atto una buona volta del disastro umanitario , dell ' affamamento organizzato e anche lì , come nel caso degli Uiguri , delle vere mire genocidarie di cui è teatro un Paese come il Sudan ! Documento questo abominio da un quarto di secolo . Ho realizzato , assieme ad altri , reportage sul campo a Khartum , a Porto Sudan , nel Darfur , e ho tutta l ' intenzione di ricominciare . Ma perché siamo così pochi ? Così soli ? Perché gridiamo nel deserto ? Che cosa impedisce a tutte e tutti coloro che nei campus universitari gridano tutto il giorno AllEyesOnGaza ( tutti gli occhi puntati su quello che accade a Gaza ) di gridare anche AllEyesOnSudan ? Forse il tremendo adagio " No Jews , no news" ( se non ci sono di mezzo gli ebrei , non fa notizia ) ... Oppure , forse , l ' idea funesta che , se non si possono incriminare gli ebrei , una catastrofe non suscita interesse... Non voglio credere che sia così .

Da ITALIA OGGI 23 SETTEMBRE 2025 di Giovanni CominelliLO STATO UNICO DI HAMASIeri è stato indetto uno sciopero nazionale...
23/09/2025

Da ITALIA OGGI 23 SETTEMBRE 2025 di Giovanni Cominelli
LO STATO UNICO DI HAMAS
Ieri è stato indetto uno sciopero nazionale organizzato da vari sindacati per solidarietà a Gaza contro “il genocidio” israeliano a danno dei Palestinesi. Sono forse gli unici orrori al mondo quelli di Gaza? Secondo qualche comunicato sindacale pare di sì. Intanto, sul fronte russo-ucraino i giovani già caduti sono centinaia di migliaia, da ambo le parti, i profughi ucraini sono 6 milioni. La guerra civile sudanese ha già prodotto circa 150 mila morti. Ciò che sta accadendo nel centro-Africa, tra Congo, Nigeria e Boko-Haram arriva a malapena sui nostri teleschermi: si tratta di massacri quotidiani. Vogliamo passare alla Birmania?...
L’orrore è dappertutto lo stesso, ma l’ideologia e la politica politicante annebbiano lo sguardo. Secondo quello di una quota notevole di opinione pubblica italiana, a Gaza è in corso un massacro sistematico di civili inermi ad opera di un esercito armato fino ai denti. L’operazione pertanto può essere nominata in un solo modo: “genocidio”, appunto.
Piazze, sindacati, partiti, rettori e senati accademici rifiutano ostinatamente di prendere atto di un paio di verità-realtà: che a Gaza è in corso una guerra e che Hamas è un movimento politico-militare che a Gaza ha costruito uno Stato, dotato di un Esercito per farla. Hamas, fondata nel 1987, da Ahmed Yassin, un religioso palestinese attivista dei Fratelli Musulmani, ha sì esordito sulla scena del Medioriente con attentati terroristici suicidi. Perciò decine di Paesi, tra cui Israele, Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito sono corsi a classificarla come organizzazione terroristica. E’ stato un errore di sottovalutazione. Hamas ha praticato il terrorismo sanguinario, ma non è le BR dei Palestinesi: è l’Isis impiantato a Gaza. Gaza è uno Stato islamico.
Il 7 ottobre 2023 questo Stato ha scatenato una guerra di lunga durata contro lo Stato di Israele. Per conquistare un pezzo di territorio di Israele, per allargare il territorio di Gaza, per “Due popoli, due Stati”? No. Hamas non vuole allargare Gaza, non vuole “due Stati”, ne vuole uno solo per sé e perciò vuole fare sparire Israele dalla carta geografica del Medioriente. Secondo la definizione di Lemkin, è questo il genocidio! La tecnica del “pogrom” è simbolicamente coerente con questo obbiettivo mai nascosto. Per realizzare il quale Hamas si è lungamente preparata, con la formazione di un esercito di decine di migliaia di soldati/miliziani inquadrati e ben retribuiti, con l’accumulo di missili, bombe, droni e con lo scavo di centinaia di km. di tunnel, il tutto al costo di miliardi di dollari. E al prezzo dell’uso bellico e del martirio dei civili, se é vero che scuole, uffici, ospedali, grattacieli sono utilizzati per la guerra totale.
La rappresentazione, secondo cui Hamas è un popolo di civili inermi, sui quali l’IDF spara sadicamente, é propaganda di guerra, non è la realtà. E’, semmai, la realtà atroce della guerra, nella quale i militari palestinesi e israeliani si uccidono a vicenda e i civili muoiono in quantità maggiori dei militari. E’ la storia della Seconda guerra mondiale e di quelle successive. In Europa eravamo stati abituati a pensare la guerra come un fenomeno del passato. E’ riapparsa dapprima sul fronte russo-ucraino e un anno dopo in Medioriente. Essa interpella la nostra umanità più profonda.
Cosa fare per contribuire a fermarla?

Occorre incominciare da una terapia del linguaggio. “Guerra” qui significa che l’aggressore è Hamas, che l’aggredito è Israele. O no?! C’è un modo semplice e immediato per porre fine alla guerra a Gaza. E’ stato proposto da Israele, dall’Autorità nazionale palestinese e dalla Lega Araba: che Hamas consegni gli ostaggi e deponga le armi. Finora, in nessuna manifestazione in Italia si è mai sentito questo appello elementare. Tutti in appoggio ad Hamas. D’altronde, perché Hamas dovrebbe arrendersi, se l’opinione pubblica europea chiede, invece, a Israele di farlo? Se Hamas non consegna le armi e gli ostaggi, la guerra continua. Alla guerra di annientamento, dichiarata da Hamas, Israele non può dare nessun’altra risposta che quella di cercare di annientare l’annientatore. Hi**er voleva annientare gli Ebrei, ma si limitava a voler sottomettere i popoli baltici e balcanici. Hamas non vuole sottomettere Israele, lo vuole distruggere. Per decenni la sinistra israeliana aveva puntato su “Due popoli, due Stati”. Né la Lega Araba, né l’ANP hanno mai accettato, fino a qualche mese fa, questa prospettiva.
Con ciò hanno ottenuto tre effetti: la guerra endemica in Medioriente, la perdita di credibilità della sinistra israeliana, la vittoria del Likud e delle posizioni integraliste di estrema destra, che allo slogan di Hamas “la Palestina dal Giordano al mare”, rispondono “Israele, dal Nilo all’Eufrate”. Landini chiama a schierarsi con Hamas. Perciò la guerra non si fermerà. Ma se ne può sempre fare un cinico uso politico interno. Tra un po’ si vota…

21/09/2025

Grande cautela del Cardinal Parolin, riallineato al Papa, su temi internazionali, della pace e della guerra. E avviso a vescovi e preti con la kefiah sull'uso facile del termine genocidio, che pare esimere costoro dal pensare prima di parlare
Parolin: dall'Europa al Medio Oriente c'è il rischio di un'escalation senza fine - Vatican News

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