04/06/2026
Il Parlamento ha approvato una legge che limita l’educazione affettiva e sessuale rendendo obbligatorio il consenso scritto delle famiglie per potervi partecipare. Quello che dovrebbe esser chiaro, però, è che non si tratta di questioni private, ma di benessere, salute e sicurezza pubblica.
Quello di dare una cassetta degli attrezzi per leggere le relazioni, imparare a starci dentro, educare al rispetto e al consenso dovrebbe essere una parte fondamentale del ruolo della scuola. Invece di continuare a limitare questa dimensione nell'ambito scolastico, bisognerebbe studiare le modalità con cui inserirla, con quali figure professionali, in quali aule, in quali orari, come retribuire maggiormanete professori e professoresse che accompagnano percorsi del genere.
La rinuncia all'educazione affettiva e sessuale priva le nuove generazioni degli strumenti necessari per affrontare dinamiche relazionali spesso distorte e violente, già presenti nella loro quotidianità reale e virtuale. Insegnare il consenso e il rispetto è fondamentale per contrastare la violenza maschile contro le donne, anche online. Proprio per questo nasce la campagna "Libere anche qui" e la nostra determinazione nel supportarla, con l'obiettivo di rimettere il consenso al centro del dibattito pubblico e degli spazi digitali.