Istituto Del Nastro Azzurro - Federazione Provinciale di Firenze

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Istituto Del Nastro Azzurro - Federazione Provinciale di Firenze Benvenuti nella pagina dell’Istituto del Nastro Azzurro Federazione Provinciale di Firenze.

29/10/2026

🇮🇹 UN INVITO NEL SEGNO DELLA MEMORIA E DEL VALORE
La storia delle nostre famiglie custodisce spesso esempi straordinari di coraggio, sacrificio e dedizione alla Patria. Storie di Uomini che hanno lasciato un segno profondo e che meritano di essere ricordate, tramandate e valorizzate.
L’Istituto del Nastro Azzurro si impegna a mantenere viva la memoria di questi Uomini straordinari e a promuovere i valori che il loro esempio ci ha consegnato. Lo fa attraverso le sue Federazioni e, fra queste, quella di Firenze, che ho l’onore di presiedere.
Ma la memoria, per continuare a vivere, ha bisogno di essere condivisa.Ha bisogno di persone che ne riconoscano il valore, che sentano il desiderio di custodirla e che scelgano di farsene testimoni, affinché le storie di chi ha sacrificato tanto per la Patria non restino soltanto ricordi familiari, ma diventino patrimonio comune delle generazioni future.
È questo il tempo.
Perché siamo l’ultima generazione che ha avuto la possibilità di conoscere direttamente tanti di coloro che hanno vissuto e combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Perché abbiamo il dovere di proteggere ciò che ci è stato affidato e di trasmetterlo a chi verrà dopo di noi perché li aiuti nei momenti di difficoltà.
Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma scegliere, oggi, di essere parte di una storia che continua.
Ogni persona che si avvicina all'Istituto del Nastro Azzurro, ogni voce che si unisce, ogni testimonianza che viene raccolta contribuisce a rendere questa memoria più viva, più forte, più duratura.
Non restiamo spettatori della memoria. Perché ci sono storie che non devono finire.
avv. Gioia Marotta
Presidente della Federazione Provinciale di Firenze dell’Istituto del Nastro Azzurro

23/04/2026

Ieri era programmato l' incontro del Col.Paglia con la Sindaca Funaro per discutere sulla delibera comunale di modifica della toponomastica di via Reginaldo Giuliani atta a rimuovere la menzione della medaglia d’oro al Valor Militare. Ebbene per impegni della Sindaca l' incontro è stato rinviato ad altra data.
Tutti sanno chi è il Col. Paglia e per la sua personalità e la sua storia militare, per ciò che ha dato al nostro Paese, ma anche semplicemente per il rispetto che si deve a chiunque soprattutto in una democrazia, il rispetto e il servizio che le Istituzioni devono ai cittadini, avrebbe meritato una migliore considerazione. Quale improvvisa emergenza stiamo vivendo a Firenze per costringere la Sindaca a disertare l’appuntamento? Quando onorerà gli impegni presi a chi ha dato tanto alla Nazione, a tutti noi? Siamo fiduciosi che questa Amministrazione così attenta e sensibile al rispetto umano e istituzionale rimedierà con solerzia.
Dott. Andrea Checchi
Vicepresidente dell’Istituto del Nastro Azzurro tra Combattenti e Decorati Federazione di Firenze

12/04/2026

La Nazione

11/04/2026

"Ci sono alcune strade intitolate in epoca fascista ad alcuni eroi fascisti. In parecchi ci tengono a togliere la dicitura. Chi la vuole buttare in caciara dice che il Comune pensa a togliere ‘medaglia d’oro’ e non pensa agli spacciatori: è un commento da tirargli una testata”. Così il presidente del quartiere 5 di Firenze. Complimenti.
Se per sostenere una posizione serve evocare una “testata”, forse il problema non è la toponomastica ma la qualità del confronto.
Si può discutere, anche criticamente, della guerra d’Etiopia. Ma non capire che il rispetto per chi ha ricevuto una medaglia al valor militare non è una difesa di un regime, ma il riconoscimento di un sacrificio individuale è qualcosa che dovrebbe davvero fare riflettere.
Dietro quelle medaglie al valor militare non ci sono slogan, né ideologie astratte. Ci sono uomini. Soldati, aviatori, marinai. Persone che non decisero la guerra, ma la subirono. Che partirono perché mandati, non perché la scelsero. Giudicarli oggi in blocco, come “dalla parte sbagliata della storia”, cancella le loro storie, le loro paure, il loro sacrificio.
A me sono state lasciate dieci medaglie al valor militare. Non sono un simbolo politico: sono una responsabilità. Custodirle significa difendere il rispetto dovuto a chi le ha meritate.
E il rispetto non si riscrive.
avv. Gioia Marotta

10/04/2026

Si cancella "medaglia d'oro" da via Reginaldo Giuliani, non potendo eliminare via Reginaldo Giuliani, perché "la toponomastica cittadina deve riflettere valori coerenti con la Costituzione repubblicana e deve promuovere una memoria pubblica consapevole e responsabile”.
Essere consapevoli e responsabili vuol dire anche rispetto. Anzi soprattutto.
Accettare che oggi, comodamente seduti in un Consiglio Comunale, si stilino liste di buoni e cattivi, meritevoli e non, è per me inaccettabile e lo voglio dire con chiarezza estrema.
Per fortuna che via Saverio Marotta Medaglia d'oro al valor militare è ad Ancona.
Per fortuna che via Saverio Marotta Medaglia d'oro al valor militare è ad Avellino.
Per fortuna che piazza Saverio Marotta Medaglia d'oro al valor militare è a Porto Potenza Picena.
Per fortuna che lungomare Saverio Marotta Medaglia d'oro al valor militare è a Falconara.
Per fortuna.
Voglio ripeterlo. Possono non condividere. Devono rispettare. Tutto qui.
Gioia Marotta

Sempre a titolo personale. Una medaglia d'oro al valor militare non è, ripeto non è, un bene disponibile. Non è il Comun...
09/04/2026

Sempre a titolo personale.
Una medaglia d'oro al valor militare non è, ripeto non è, un bene disponibile.
Non è il Comune a decidere a chi riconoscere il valore militare. Possono non condividerlo, ma DEVONO rispettarlo.
A Don Reginaldo Giuliani è stata riconosciuta la massima onorificenza e lo stesso Quirinale, come si vede, non lo ha cancellato dal dopoguerra in poi.
Chi decide di rimuoverla compie un atto arbitrario su di un bene che appartiene alla collettività e alla storia della Nazione. Il diritto di decidere chi sia meritevole è stato esercitato dallo Stato nel momento del conferimento. Una volta cristallizzato su una targa nessuno ha il diritto di rimuoverlo.
Il Comune ne è il custode, non il proprietario.

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Florence

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