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ACCVC Associazione Centro Coordinamento Viola Club⬇️Direttore Fabio Paratici,a dicembre scorso mentre Lei stava accordan...
27/05/2026

ACCVC Associazione Centro Coordinamento Viola Club
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Direttore Fabio Paratici,

a dicembre scorso mentre Lei stava accordandosi con il Presidente Rocco Commisso per arrivare alla Fiorentina, l’Associazione Centro Coordinamento Viola Club a nome dei suoi 152 Viola Club in quei giorni aveva dichiarato di non condividere più il “modus operandi“ di questa Proprietà tanto da affermare in un comunicato che
“… le nostre strade da questo momento si dividono “ .
Poi tutto è stato messo in stand-by per concentrarsi al raggiungimento di una salvezza che, in quel momento, appariva disperata.
Oggi, pur considerando il comportamento poco professionale tenuto da buona parte dei giocatori nel corso della stagione, confermiamo che secondo noi la responsabilità principale di tutto questo ricada sulla Proprietà per il suo modo di interpretare il mondo del calcio, in maniera completamente diversa rispetto a quella tradizionale.
Per noi e per tutti coloro che non sono dei “neofiti” del calcio risulta, infatti, inconcepibile ad esempio, assistere a post di congratulazioni alla squadra da parte del Presidente per la conquista della salvezza (sic!) oppure a post pubblicati in maniera sistematica dopo ogni vittoria, anche quando fino a se stessa, come in occasione del successo contro il Crystal Palace che ci aveva comunque condannato all’eliminazione in Conference League.
Allo stesso tempo mai una parola quando, si manifestavano momenti di difficoltà o sconfitte che invece avrebbero avuto bisogno di un intervento della Proprietà così come è mancato qualunque cenno di consapevolezza o di scuse di fronte al disastro di questa stagione e alle conseguenti sofferenze provocate ai tifosi.

Questo modo di interpretare il calcio da parte della Proprietà ci ha costretto a 7 anni di pura mediocrità sotto l’aspetto sportivo, che ha portato ad un progressivo distacco ed ancor peggio ad una indifferenza dilagante tra i tifosi.
Il suo arrivo a Firenze è stato interpretato da molti come il preludio di un auspicato cambio di proprietà dove Lei fosse chiamato a gestire il traghettamento ed iniziare una nuova avventura con la Fiorentina.
Noi sappiamo che Lei è l’unico che in questo momento ci può capire perchè conosce le dinamiche del calcio , il modo di pensare dei tifosi e quelle che sono le aspettative di una piazza come Firenze.
Lei sa benissimo, a differenza del Direttore Generale e del Presidente, quali giocatori negli anni passati hanno indossato questa maglia, quali fossero le ambizioni della tifoseria e le sollecitazioni esercitate sulle varie Proprietà pro-tempore che si sono susseguite, per raggiungere gli obbiettivi sportivi.
Capiamo che ogni sua scelta tecnica sarà in linea con le ambizioni sportive della Proprietà che in questi anni per la verità non sono state mai all’altezza .
La sua professionalità e la sua competenza sono le nostre ultime speranze per un cambio radicale “su come fare calcio a Firenze” e pertanto le chiediamo, di rapportarsi con la tifoseria viola, nel riportare le intenzioni e le ambizioni dell’attuale Proprietà, in modo CHIARO e TRASPARENTE in linea con il suo prestigio internazionale.
Confidando nel suo operato, la salutiamo cordialmente …

SEMPRE FORZA VIOLA !!! Il Presidente Filippo Pucci

AngelaFabrizioNadiaCaterinaDarioUna ferita che appartiene a tutti noi.Via dei Georgofili.Città di Firenze Libera Firenze
26/05/2026

Angela
Fabrizio
Nadia
Caterina
Dario
Una ferita che appartiene a tutti noi.

Via dei Georgofili.
Città di Firenze
Libera Firenze

23/05/2026

A me non era mai capitato di fare così tanta fatica a trovare uno spunto per buttar giù qualche pensiero, relativamente alla Fiorentina.
Mi infastidisce non essere in grado di rispettare un impegno. Arrivo a sforzarmi, leggendo e ascoltando qua e là, per ritrovarmi comunque ferma al punto di partenza.
Faccio fatica perché, probabilmente, ho bisogno di scaricare un po’ di pesantezza a livello mentale. È stata una stagione surreale per la sua bruttezza.

Seguire le mirabolanti avventure di questa accozzaglia di mestieranti ha provato la mia persona. Tante volte mi sono detta fosse giunto il momento di diventare insensibile ma non esiste un interruttore e, per quanto tu possa indossare un’ armatura di cinismo e indifferenza, il cuore fa come gli pare. Ed è anche il suo bello.

Ci sono alcuni, pochissimi a voler essere schietti, che si salvano.
Per serietà, dignità, abnegazione e dedizione alla causa. Per il resto mi angoscia l’idea di doverli ritrovare con quei colori addosso, tra una manciata di settimane. Vorrei si potessero mandare via tutte le scorie di questa stagione. C’è bisogno di spalancare le finestre e cambiare l’aria all’ambiente. Tutto.

Occorre anche prudenza nel provare a proiettarsi al futuro, analizzando possibili scelte tecniche e operazioni di mercato. Sarà importante comprendere la portata delle aspettative, specialmente dopo un campionato che ha spinto tantissimi tifosi a dover prendere una pausa da un dolore sportivo che ha messo a dura prova anche il più stoico.

I miracoli accadono raramente ma se si parte sconfitti e remissivi, l’estate sembrerà più lunga della lista delle mancanze e delle responsabilità dell’annata appena conclusa. Soprattutto, lo sconforto e la disillusione rischiano di abbassare ulteriormente l’asticella dell’ambizione.
Termine quasi estinto a queste latitudini che, però, rappresenta l’unico antidoto esistente per chi viene punto dalla mediocrità.
Servirà la perfetta sintesi tra la lucida consapevolezza della nostra realtà e la solida volontà di non far disperdere del tutto il peso e il valore dell’orgoglio che ha sempre rappresentato questi colori.

Con un campionato così intenso e con un futuro così incerto, c’è bisogno di metabolizzare, respirare e ripartire.

Io quindi oggi mi limito ad augurare un buon recupero psicofisico a tutti i tifosi viola che hanno addosso i segni degli ultimi mesi.
Ci tengo anche a ringraziare chi, tutto l’anno, mi ha fatto compagnia leggendo i miei pensieri. Non necessariamente condividendoli ma dimostrando che possono coesistere visioni differenti quando, quel che ci accomuna, è comunque il bene della Fiorentina. Ed ognuno lo intende come crede.

Sarà fondamentale che chi ha in mano il nostro futuro lo intenda nel modo migliore possibile.

Buona estate del centenario, eroi!
Voi sì che lo siete.

Chiara Andrea Bevilacqua

100 anni di orgoglio.10 anni di sbandierata mediocrità.ACF Fiorentina Città di Firenze
22/05/2026

100 anni di orgoglio.
10 anni di sbandierata mediocrità.
ACF Fiorentina Città di Firenze

19/05/2026

19 maggio 2013.
Se ne andava Carlo Monni.

Genio e sregolatezza.
La faccia più vera, f***e e poetica di Firenze.

LE PAGELLE DI "GHEBBE" PER INDIPENDENTI BELLINA ANCHE L'EUROPA LEAGUE   -   PICCOLI MOMENTI DI INUTILE GIOIA    0   -   ...
17/05/2026

LE PAGELLE DI "GHEBBE" PER INDIPENDENTI

BELLINA ANCHE L'EUROPA LEAGUE - PICCOLI MOMENTI DI INUTILE GIOIA 0 - 2

L'idea era di non farle perché avevo anche un impegno serio, istituzionale, la comunione del figlio di uno dei miei migliori amici... Niente da fare, quando non devono rompere i co****ni questi maledetti si mettono a giocare a calcio e anche bene e allora le scriverò col cellulare. Questa vittoria direi che l'ennesimo chiaro segnale di un paraculismo indegno che ci ha condannati al niente pur essendo una buona squadra come ho sempre pensato. Sicuramente esageravo ad inizio stagione, a me piacevano tantissimi acquisti (Piccoli in primis!) e pensavo ai primi 6-7 posti... Sbagliavo e di grosso. Ma da primi 10 posti sì, dovevamo e potevamo fare ben altro. Chi è andato in campo avrà pensato che questa era l'ultima occasione per dare un senso ad una stagione oscena, quella del centenario.... Pensiero corretto e vittoria quantomeno dal sapore dolce, per una volta abbiamo recato un enorme danno alla squadra che una volta era la nostra rivale in assoluto e ora è la nostra partner in affari. Un grande abbraccio al simpatico Vlahović che quando conta è decisivo come solo lui sa essere, che incula anche la stessa Juve andandosene a parametro zero, un tizio che probabilmente sta sui co****ni anche ai suoi familiari. Nel mentre lo prendiamo per il c**o però non dimentichiamoci che sarebbe ora di godere per qualcosa di nostro, piuttosto che per le disgrazie altrui.

DE GEA 7 – Non certo interventi clamorosi ma una presenza scenica fissa. Da sottolineare il braccio alzato alla Baresi sul fallo presunto di McKennie, la sicurezza dell'esperienza per evitare un gol preso a bischero.

DODO’ 6,5 – Con Cambiaso davanti diventa facile perfino per lui.

GOSENS 6,5 – Morbidino, ma gli avversari ancor di più.

PONGRACIC 7 – Annullato un individuo che di fatto è una nullità. Chissà perché continua ad alternare partite simili a partite come quelle che abbiamo visto molto più spesso.

RANIERI 7 – Mezzo voto in più per l'espulsione dalla panchina che gli vale le ferie anticipate. Il solito mastino semi-sociopatico contro un avversario vivo, Conceiçao. Bravo.

BRESCIANINI 6,5 – Sarebbe da 6 ma insomma, s'è vinto una bella partita via. Poi costa 14 mln, bisogna far finta sia forte.

FAGIOLI 7 – Loro si tengano Locatelli e K. Thuram. Noi fino a giugno si tiene te, poi si vedrà.

NDOUR 7,5 – Uno dei giovani più interessanti della Serie A. Ho sempre creduto in te. Non sto a ribadire cosa credo, chi mi segue lo sa. Qui ridacchiano.

PARISI 8 – L'unico sul quale dovevamo costruire il futuro e infatti si spezza tutto. Tanti auguri, per davvero.

PICCOLI 9 – Lui vale 27 mln di euro. Il suo alter ego bianconero quasi 80. Di due un se ne fa uno!! Ahahaha, si scherza chicco. Io ti adoro perché te almeno in campo ti ammazzi per davvero, tvb.

SOLOMON 6 – Ho sempre pensato che non serva a una sega questo tizio. Non cambio certo idea oggi. Addio.

HARRISON 7 – Invece lui ho sempre pensato che fosse utile, eccome. Non cambio idea manco in questo caso. Addio.

MANDRAGORA 9 – Rete, l'ennesima, di classe purissima, c'è poco da dire. A me non piace in mezzo al campo, non piace la sua teatralità, non piace quasi niente di questo signore al quale però va reso l'onore delle armi. Mandragora ha fatto 7 gol, quasi tutti belli, importanti. Questo poi è stato eccezionale e anche di un certo valore. In questa Serie A dove gente come Locatelli viene vista come centrocampista importante e della nazionale purtroppo la mia onesta intellettuale mi impone di dover dire una cosa che non vorrei dire: liberarsene potrebbe essere un problema.

COMUZZO 7 – Dagli retta quest'altra volta perché quello ti ammazza.

GUDMUNDSSON 8 – Riesce a non fare una sega anche oggi, eroico. Ad ogni modo al fischio finale pensa bene di provocare un po' Spallettone che in queste situazioni è simpatico come la sabbia nel c**o e quasi riesce nel farlo impazzire. La faccia a c**o che ha lui non si è vista mai.

BALBO s.v. – Fa qualcosina più di Gudmundsson, quindi quasi una sega nulla.

VANOLI 10 – Oggi è stato fatto un capolavoro. Sicuramente aiutato da una Juventus che nei primi 25 minuti a malapena correva ma di fatto almeno un mini premio (se il voto di queste stupide pagelle può essere considerato tale) glielo voglio dare. Immenso quando alza di peso Comuzzo ricordando il povero Mondonico quando alzò la sedia per protestare contro gli arbitri che stavano rubando la coppa UEFA al suo (e anche un po' nostro) adorabile Torino. Qui hai ragione Mister, quel ragazzo dorme in piedi dio bono (non posso bestemmiare qui), qualcuno glielo doveva pur dire. Ti confermerei? Col c***o. Tante buone cose.







17/05/2026

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17/05/2026

David De Gea, Dodó, Pongracic, Ranieri, Gosens, Fagioli, Ndour, Brescianini, Parisi, Solomon, Piccoli ▮
ACF Fiorentina

Ci sono ferite sportive che il tempo non chiude. E poi ci sono storie che diventano identità collettiva. Perché Baggio n...
15/05/2026

Ci sono ferite sportive che il tempo non chiude. E poi ci sono storie che diventano identità collettiva.

Perché Baggio non era soltanto il numero 10 della Fiorentina. Era il sogno di una città intera. Era il bambino col pallone sotto il braccio, il ragazzo innamorato del calcio, l’orgoglio di un popolo.
Tutti a Firenze si erano innamorati di lui: bambini, uomini, donne, anziani. Tutti.

E quando venne brutalmente scippato alla Fiorentina, Firenze non p***e soltanto un campione: sentì strapparsi via un pezzo di cuore.

Quella cessione non fu un normale trasferimento di mercato. Fu un sopruso. Come l’ennesima dimostrazione di un calcio dove qualcuno decideva tutto, dove certi poteri muovevano fili invisibili e nulla accadeva senza il loro consenso.

Firenze si sentì umiliata, schiacciata, derubata del suo simbolo. E ancora oggi, a distanza di decenni, quella rabbia non è mai davvero scomparsa.

Poi arrivò il 6 aprile 1991. Fiorentina-Juventus. Il ritorno di Baggio al Comunale con la maglia bianconera. Una delle partite più cariche di tensione, dolore ed emozione che Firenze ricordi.

La Curva Fiesole quel giorno insegnò al mondo cosa significhi trasformare una coreografia in identità, appartenenza, amore e rabbia popolare.

In campo invece successe qualcosa che i fiorentini non hanno mai dimenticato.

Alla Juventus venne assegnato un rigore. Roberto Baggio però quel rigore non volle tirarlo.

Al suo posto andò tale Luigi De Agostini. E Gianmatteo parò.

In quell’istante Firenze si prese la sua rivincita.

Non fu solo una vittoria Fu qualcosa di molto più profondo. Fu l’orgoglio di un popolo ferito che, riuscì a guardare negli occhi chi gli aveva portato via il proprio simbolo.

E in quel momento il protagonista silenzioso di quella rivincita fu proprio Gianmatteo Mareggini.

Per questo, alla vigilia dell’ennesimo Fiorentina-Juventus, oggi spesso svuotato di quella tensione autentica che lo rendeva unico, un ringraziamento va detto forte e chiaro.

GRAZIE GIANMATTEO.

Per quella parata. Per quell’orgoglio.
Per aver regalato a Firenze un momento che non è mai stato dimenticato.

Premesso: non è una critica per gli organizzatori, non è assolutamente un problema che venga fatta, capiamo bene lo spir...
13/05/2026

Premesso: non è una critica per gli organizzatori, non è assolutamente un problema che venga fatta, capiamo bene lo spirito goliardico, ne comprendiamo la leggerezza. Ma ne approviamo la leggerezza? Forse è questa la domanda da porsi.

Sappiamo che i pellegrinaggi salvezza a Monte Senario si facevano anche negli anni 70, ma negli anni 70 c'era parallelamente anche una decisa severità da parte del tifo nei confronti delle società.Oggi è ancora il momento di essere leggeri riguardo alla Fiorentina? Una stagione come questa va alleggerita con la goliardia di una passeggiata in campagna o probabilmente sarebbe il caso di sottolinearla con un corteo di contestazione stile quello contro Cecchi Gori?

Perché una volta le lotte per non retrocedere, la mala gestione societaria o la vendita dei migliori giocatori erano occasioni di riflessione e di unione in difesa della Fiorentina e ora sono l'occasione per le passeggiate goliardiche e per ripartire con il “pettiamo... vediamo...” dopo un sospiro di sollievo? Cos'è cambiato nel DNA del tifoso viola? Cos'ha portato la Fiorentina da essere “UNA COSA SERIA” ad essere uno svago, un'occasione di evasione dalla routine, alla stregua di una scampagnata con gli amici ?

Queste sono le domande che dovremmo porci.

Perché nessuno si incazza più per la Fiorentina? Perché nessuno la difende più da chi la sfrutta per i propri interessi, da chi la umilia ogni anno?

Perché abbiamo accettato la mediocrità con il sorriso?

Tutte domande che probabilmente rimarranno per molti di voi senza risposta, ma non perché la risposta non ci sia: perché non avete il coraggio di guardarla.

La Fiorentina non è più una cosa seria e ci dispiace dover dire che iniziative come questa rappresentano fattori di mantenimento e di alimentazione di questo nuovo modo mediocre di fare i tifosi.

Noi pensiamo sempre ai bambini, alle nuove generazioni. Ci pensavamo quando contestavamo frasi come: “Non possiamo competere per il bacino d'utenza”, “senza stadio si vivacchia”, “i conti a posto prima di tutto”, “i giocatori buoni non si possono tenere”, “se tu vuoi vincere vai a tifare le strisciate”, “comprala te”. Tutte frasi che negli ultimi 25 anni sono diventate il vademecum del tifoso viola e che sono la criptonite per la passione di un bambino.

Se dopo una stagione come questa si porta un bambino a una passeggiata goliardica, l'imprinting nella mente di quel bambino, la sua normalità, sarà che quando la Fiorentina viene gestita male non si deve contestare e difenderla pretendendo prima di tutto rispetto, per lei e per noi che la seguiamo con amore e passione, ma si ringrazia il cielo e si va in pellegrinaggio per essere rimasti in Serie A a fare la comparsa per un'altra stagione.

Sicuramente ci infamerete perché è un ragionamento che rende pesante una cosa che per voi deve essere leggera, ma è proprio questo il nostro obiettivo: far tornare la Fiorentina ad essere “UNA COSA SERIA” nella testa dei suoi tifosi.

Le passeggiate e i pellegrinaggi facciamoli per le vittorie. Per le salvezze all'ultima giornata facciamo le contestazioni, come abbiamo sempre fatto.

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