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È la giornata del centenario, chi sono io per commentare una partita di questo livello di fronte a questa platea?Beh, co...
29/08/2026

È la giornata del centenario, chi sono io per commentare una partita di questo livello di fronte a questa platea?

Beh, comunque sono uno dei tanti stronzi che hanno visto Bati e Rui abbracciarsi in campo dopo una delle tantissime reti fatte... Mentre ahimè molti di voi si saranno emozionati a vederli abbracciarsi solo oggi in tribuna.

Me li sono goduti con la mia maglia dal vivo e per tanti anni consecutivi assieme al centravanti del Brasile e al portiere della nazionale italiana e rimango enormemente triste e con tanta malinconia nel pensare che nell’anno domini 2026 nel giorno del centenario la Fiorentina si ritrovi a perdere 3-0 senza toccare la palla contro una neopromossa.

Beh, succede questo quando contro un ottimo allenatore che ha fatto decenni di gavetta ti presenti con l’ennesimo allenatore scommessa, che dopo un 4-0 ridacchia e oggi per rimediare ne prende 3 soli.

Oramai ho l'età per dirvelo: la Fiorentina non era questo.
Oggi invece la Fiorentina è esattamente questo.

Svegliamoci da questo incubo lungo oramai quasi 15 anni prima possibile.

Ora guardatevi tutti i nostri fantastici ex, augurandoci che tra un ventennio - alla festa dei 120 anni - ci si ritrovi a festeggiare qualcuno di quelli in campo poco fa, magari portatori di un trofeuccio come qualche volta in passato ci capitava.

Magari festeggeremo Oulai, Zirkzee o Beto, Mastantuono, Viery, Atta….

Di una cosa però sono certo: a quella festa non ci saranno Dodô e Ndour.

Tanti auguri Fiorentina.







29/08/2026

0-3


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29/08/2026

David De Gea, Jimenez, Dragusin, Pongracic, Valdepenas, Ndour, Oulai, Arthur Atta, Mastantuono, Gudmundsson, Pellegrino. ▮
ACF Fiorentina
Città di Firenze

Sappiamo come funziona il mercato.Sappiamo che le manfrine spesso sono comandate dalle squadre coinvolte nella compraven...
28/08/2026

Sappiamo come funziona il mercato.
Sappiamo che le manfrine spesso sono comandate dalle squadre coinvolte nella compravendita e di certo non vogliamo mettere bocca sulla fine di questa breve storia in maglia viola perché la verità la conoscono solo i protagonisti.

Possiamo però parlare di quel che sono stati questi 2 anni.

E se togliamo i primi fantastici 6 mesi poi ne rimangono altri 18 dove ci sono state delle disgrazie (e su quelle giusto tacere e comprendere) oltre a tante ed enormi mancanze di professionalità mai ben descritte dalla iper colpevole stampa locale, sempre pronta nel difendere l'indifendibile.

Nessun rancore.
Perdiamo un attaccante di buona qualità e grande potenzialità, lo sappiamo.
Ma di quelli come te è bene liberarsene.

Prima di avere un buon calciatore è d’obbligo essere certi di avere a che fare anche con una persona seria, leale, con carattere e personalità.

Non era certo questo il caso.
Dario Del Gobbo


Cento anni di NOI.Mentre Firenze celebra la sua squadra e ripercorre cento anni di gioie e passioni, il  pensiero non pu...
26/08/2026

Cento anni di NOI.

Mentre Firenze celebra la sua squadra e ripercorre cento anni di gioie e passioni, il pensiero non può che andare anche a chi quella passione ha contribuito a trasformarla in qualcosa di unico.

Agli Ultras 1973.

A quelli che sono ancora con noi e a quelli che ci hanno lasciato troppo presto.
Per generazioni di ragazzi fiorentini non sono stati semplicemente un gruppo di tifosi. Sono stati un punto di riferimento, un’autentica esperienza formativa, il primo vero incontro con un modo nuovo di vivere lo stadio, la Fiorentina, la città.

Con loro, a Firenze, il tifo organizzato ha segnato un cambiamento radicale. La Curva ha cominciato a parlare un linguaggio nuovo, fatto di presenza, identità, creatività e appartenenza. Un’esperienza che avrebbe lasciato un segno profondo anche ben oltre Firenze, diventando uno dei riferimenti della nascita e dello sviluppo del movimento ultras italiano.

Per tanti di noi, gli UV73 rappresentavano anche una specie di iniziazione. Si andava in Curva, si guardavano quelle bandiere, quegli striscioni e si entrava in un mondo che affascinava e che, in qualche modo, insegnava cosa volesse dire sentirsi parte di qualcosa.

Per ricordare chi ha dato origine a un modo di vivere la Curva che ha accompagnato e formato più di una generazione di fiorentini.

A chi c’è ancora e a chi, purtroppo, non può più leggere queste parole, ma continua a vivere nei ricordi, nelle fotografie conservate negli album e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di esserci.

Buon compleanno, Fiorentina.

Grazie UV73 per quello che siete stati e per quello che, nella storia di questa città, continuerete a rappresentare per sempre.

25/08/2026
25/08/2026

Doveroso fare un respiro profondo e procedere per gradi.

Intanto i luoghi comuni, quelle ovvietà che al pari dei proverbi prendono sempre spunto da una base di verità.
La Roma è una squadra non solo forte, in termini di singoli, ma anche collaudata. Che porta avanti già dalla passata stagione un’identità tattica definita e riconoscibile. Senza contare che affronta il campionato con obiettivi sportivi di primo livello.
La nostra rosa è incompleta. Quelle che, sulla carta, sembravano essere le priorità per mettere Grosso nella condizione di fare ciò che lo contraddistingue ad oggi permangono come lacune.
In ultimo, anche se suona come il mantra tipico di chi è abituato a buscarle ma vuole farlo con stile, “a Roma ci sta di perdere. È perdere così che non va bene.”

Ci sono anche delle attenuanti che si possono riconoscere, trattandosi della prima uscita stagionale. A partire dalla preparazione (non ce ne è stato uno dei nostri in grado di tenere il passo dell’avversario) arrivando fino alla gestione dei nuovi innesti. Tenendo conto anche della finestra di mercato ancora aperta. La formazione iniziale ci ha fatto pensare per qualche istante che quella di ieri fosse una partita dell’anno passato da recuperare.

Infine ci sono le perplessità, sacrosante nonostante tutto quanto scritto sopra.
Prima tra tutte la gestione di Moise Kean, preservato forse per ragioni di mercato ma buttato dentro quando ormai la partita era compromessa. (Giocatore che oltretutto non può essere l’alter ego, a livello tattico, di Pellegrino.)
Sulla stessa lunghezza d’onda si può parlare di Gudmundsson, punto fermo del precampionato e desaparecido all’Olimpico. O di Valdepenas, che deve aver dato a Grosso la sensazione fosse più saggio adattare Joao Mario che schierarlo dal primo minuto. Per non parlare di Dodò, che è forse uno dei giocatori più in difficoltà degli ultimi mesi. Senza contare le questioni di mercato che lo riguardano. Mentre scrivo penso anche a quanto sia sprecato e forse delittuoso avere a disposizione un giocatore come Atta e farlo giocare in quella posizione, con quel tipo di ruolo.
C’è la questione relativa ai cambi ma anche quel senso di poco coraggio che abbiamo respirato per novanta interminabili minuti.

Oggi siamo legittimati a farci queste domande. Senza farci prendere dalla frenesia di sentenziare o bocciare quanto di buono è stato fatto.
Al contempo la passata stagione ci insegna che, quando il campo parla, bisogna ascoltarlo. Sapendolo fare nel modo giusto e nei tempi giusti.

Questi ultimi giorni di mercato avranno un forte impatto sulla stagione.
Ma non potranno diventare l’ennesima scusa per rimandare l’appello definitivo.

Chiara Andrea Bevilacqua

LE PAGELLE DI "GHEBBE" PER INDIPENDENTIAS ROMAMERDA   -   100 ANNI CHE E’ QUESTA STORIA     4   -   0Torniamo all’Olimpi...
24/08/2026

LE PAGELLE DI "GHEBBE" PER INDIPENDENTI

AS ROMAMERDA - 100 ANNI CHE E’ QUESTA STORIA 4 - 0

Torniamo all’Olimpico esattamente nello stesso modo in cui ce n’eravamo andati l’anno scorso ovvero facendo una straordinaria figura di m***a. Cambiano molti giocatori, cambiano gli allenatori ma evidentemente non siamo poi così bravi a sceglierli: l’esordio di Grosso va oltre le più funeree previsioni. Se non voglio mettere troppo bocca sulla ridicola formazione titolare schierata (finché il mercato non sarà chiuso temo che le scelte dei titolari non le farà unicamente lui) sono deliranti gli accorgimenti presi a partita in corso. Pellegrino in campo senza che nessuno crossi un pallone quando la sua qualità migliore è il colpo di testa, Pongracic e Gudmundsson manco visti, Brescianini titolare e la grande idea di ripresentarsi nella ripresa tenendo in campo Fagioli e Dodò, l’effettiva controprova del non avere potere decisionale oppure di essere totalmente pazzo. L’apice del non senso lo si raggiunge subito dopo aver preso il 3-0 inserendo in campo il probabile partente Kean, l’ottimo Oulai e il frizzante Jimenez, tre individui che in 4-5 minuti faranno ben più dei loro compagni in campo per oltre 60. Lo sconosciuto Lulli rade al suolo un Joao Mario straordinariamente incapace ed è praticamente impossibile commentare la partita di Dodò senza guadagnarsi una querela per la quale – sono certo – in diversi avvocati lettori delle mie pagelle mi difenderebbero gratis. Grosso inoltre dovrà spiegare perché non è andato a fare un marasma contro la panchina della Roma dopo l’1-0. Noi mettiamo la palla fuori quando c’è uno di loro in terra (un’assurdità dovuta molto probabilmente al non sapere che c***o fare col pallone tra i piedi) e gli altri invece ci fanno gol quando c’è uno dei nostri giù? Una panchina che si rispetti va di là e mette un dito in un occhio a una decina di persone come minimo. Pochissime le note positive di questa gara: un discreto Mastantuono, il buonissimo atteggiamento tenuto dai ragazzi entrati a partita finita (Mandragora escluso), la straordinaria capacità da parte dei compagni di reparto di Dodò di mantenere la calma senza ucciderlo in campo, la buona atleticità di Atta che corre per quasi 10 km in soli 74 minuti di gioco senza riuscire a fare mai una segaccia nulla. Ottimo lo sprone prepartita con abbraccio accademico del giovane Presidente Joseph. Buon campionato e buon secolo di vita cara Fiorentina.

DE GEA 5 – Lo abbiamo tenuto in rosa per fare splendide parate come quella su Mora nel primo tempo, non certo per vomitate come quella fatta sul 2-0 preso sul suo palo in modo indegno che di fatto chiude la partita.

DODO’ 2 – A mio parere rinnovare il tuo contratto equivale a bere il proprio pi**io. Finiva qui la pagella fatta giusto tre mesi fa in quel 4-0 sempre contro la Roma all’Olimpico ed è giusto ripartire da qui. Noi abbiamo bevuto il nostro pi**io e lo abbiamo sbandierato ai quattro venti come se fosse un ottimo Verdicchio dei Castelli di Jesi. Lo abbiamo voluto mettere “in vetrina” riproponendolo oggi contro la squadra di Gasperini che come sappiamo sugli esterni è scarsa, ottima idea davvero. Se qualcuno avesse avuto una minima voglia di offrirci un prosciutto scaduto per il prestito gratuito di questo equivoco ora sarò curioso di capire come faremo a togliercelo dai co****ni. Sulla prima rete è incredibile la sua amnesia a 2 metri da Malen, memorabile il tiro al volo fatto nella ripresa uscito completamente dallo stadio. Anche solo un minuto in più giocato da questo signore con la nostra maglia sarà un minuto rubato alla nostra vita, dobbiamo fare di tutto per impedirlo. Promettetemelo. Promettiamocelo.

DRAGUSIN 5 – Inizia con pochissime colpe, finisce avendocene sempre di più. Certo, giocare a calcio con Dodò sulla propria destra, Ranieri sulla propria sinistra e Fagioli di fronte penso potrebbe portare alla psicoterapia nel giro di 20-25 minuti. Finché c’è stata partita a me non era dispiaciuto, anche la rete del 2-0 dove in tanti dicono sia colpevole a me non sembrava certo responsabile: contiene Malen mandandolo sul fondo e sul piede meno buono costringendolo a ti**re sul palo del portiere. Se poi De Gea sposta il muso e manco alza le mani e si fa bucare alla figura avrebbe colpa lui? Sulla terza rete invece fa una figura veramente magra.

RANIERI 4,5 – E’ già molto difficile immaginare che possa giocare a calcio, ma nel caso davvero fosse capace è assurdo pensare che possa farlo facendo il difensore centrale di una difesa a 4. Altra scelta f***e.

JOAO MARIO 4 – Se il buongiorno si vede dal mattino questo qui ci farà divertire non poco. Un ragazzino all’esordio in serie A lo asfalta dal primo all’ultimo minuto, quando si avvicina Dybala il gelo lo si percepisce perfino dallo schermo della TV, la buca sulla seconda rete è di livello amatoriale. Mi auguro vivamente sia stata solo una br**ta giornata, altrimenti rendiamolo subito prima che chiuda il mercato.

NDOUR 4 – La narrazione di questo calcio dove la pirateria è il male assoluto lo sta disegnando come il centrocampista del futuro, il giovane (!!! 22 anni !!!!) in rampa di lancio per la nazionale, la mezzala capace di cantare e portare la croce. Forse la croce la potrà portare davvero, ma solo alla Rievocazione Storica di Grassina. La solita inimitabile fuffa-partita che solo lui sa fare.

FAGIOLI 3 – Partita imbarazzante. Prima mezz’ora dove non sembrava nemmeno che toccasse a lui, poi ha uno scatto d’orgoglio e riesce a fare un passaggio utile poco prima del termine del primo tempo. Nella ripresa non se lo aspettava in campo neppure la sua famiglia, Grosso però insiste convinto che potrà dare una mano per trovare il pareggio. Gasperini ringrazia, anticipa i cambi e ci ara.

BRESCIANINI 4,5 – Non ha senso ripresentarci con questo tizio in campo a meno che anche lui non sia stato messo in questa fantomatica vetrina che mi sto immaginando quantomeno per dare un senso a una serie di scelte che definire raccapriccianti è poco.

ATTA 4 – Non credo che il suo ruolo sia la mezza punta. Atta è un calciatore che deve toccare tanti palloni nel bel mezzo del campo. Lì deve giocare, deve cambiare gioco, lanciare, ti**re, stare nel vivo. Se lo avanzi troppo finisce per correre a vuoto in continuazione, cosa che era già capitata più volte. Era una cosa evidentissima già dopo 10 minuti di gioco eppure è rimasto in quella posizione finché non è uscito. A me piace tantissimo questo ragazzo, credo che dovremo mettergli le chiavi del nostro gioco in mano e dobbiamo farlo prima possibile.

PELLEGRINO 5 – Ali messe in campo per crossargli un pallone? Zero. Mezze ali che avevano le direttive di cercare la sovrapposizione per arrivare sul fondo e calciare in mezzo? Zero. Utilità di questo tizio senza che ci siano dei cross dal fondo? Zero.

MASTANTUONO 6,5 – Ce la mette tutta, tiene anche troppo il pallone ma ha qualità e cattiveria. Quando prendiamo la quarta rete ha un giramento di co****ni notevole e inizia a sb****re le scarpe per terra, atteggiamento più unico che raro a queste latitudini dove la grinta è un lontano ricordo. Tieni duro giovane ragazzo, io ti adoro.

JIMENEZ 6 – Fa tre o quattro scatti disumani, ma per quale assurdo motivo non ha giocato dall’inizio?

OULAI 7 – Voglio osare con questo voto, premiando un ragazzo che entra sul 3-0 come se fosse 0-0. Cambi di gioco, lanci d’esterno, recuperi di palla, impressione eccellente. Non schierarlo titolare quest’oggi un crimine contro l’umanità.

KEAN 6 – Il motivo per il quale entra in campo è non solo sconosciuto ma ridicolo qualsiasi esso sia. Prova a ti**re una trentina di volte ricordandoci come il calcio non sia il suo sport di squadra preferito ma è chiaro che rispetto a quel che avevamo visto fino al suo ingresso in campo è un alieno. Non vedo l’ora che venga venduto e che al suo posto venga preso un calciatore capace per 30 domeniche su 38 e non un paraculo che gioca 6 mesi sì e 18 no. Le sue qualità non si discutono, così come le sue carenze caratteriali (che termini da paraculo che uso, sto invecchiando).

MANDRAGORA 7 – Grande l’assist per il 4-0 finale. Vuol sempre entrare nel tabellino lo splendido impomatatissimo Rolly. Ci mancherai. No, forse no.

VALDEPENAS 6,5 – Dieci minuti di grande speranza. La speranza di non rivedere Joao Mario a sinistra almeno per un bel po’.

GROSSO 2 – Esordio straordinario, possibile che abbia anche sbagliato la porta per rientrare negli spogliatoi, che si sia pisciato nelle mani quando gli è scappata, che gli si sia rotto un laccio quando si è allacciato le scarpe. Se stasera ci dava 85 numeri uscivano gli altri 5, non c’è una decisione che abbia avuto senso. Joao Mario a sinistra; Fagioli, Dodò e Brescianini titolari, Atta avanzato, Pongracic e Gudmundsson manco messi in campo, Oulai e Valdepenas in panchina, cambi ritardatissimi e poi fatti una volta presa la terza rete. Una serie di cose totalmente senza senso per le quali è inutile anche dilungarsi oltre. Non sempre ci troveremo contro una squadra così forte e soprattutto allenata dal più grande allenatore in Serie A degli ultimi 15 anni, l’importante però è che noi non ci si ritrovi sempre con uno in panchina che scenda da Saturno come sembrava lui oggi altrimenti siamo rovinati. Mentre sto chiudendo le pagelle sto vedendo la sua intervista... Ha un sorrisetto amaro, dice che dovremo lavorare e che c'è molto da fare. Fabietto, io te lo dico per il tuo bene. Sbrigati veloce a cambiare la situazione e ridi poco perché la campagna acquisti è stata molto importante. Un'altra partita così e ti trovi i fratelloni sotto casa che ti spremono un pomodorino sul naso.






24/08/2026

4-0


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24/08/2026

David De Gea; Dodo, Dragusin, Ranieri, Joao Mario; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono, Atta; Matteo Pellegrino ▮

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