19/11/2025
E' trascorsa praticamente una settimana dalla pubblicazione del Decreto del Ministero dell'Ambiente in riferimento al Piano di Sviluppo Aeroportuale al 2035. Figuriamoci se i soliti noti, a notizia appena pubblicata, non si sarebbero buttati a capofitto per contestare criticità procedurali e di contenuto, apparse " sin da una prima ricognizione". Difficile non pensare ad una frase già pronta e bella confezionata, qualunque fosse stato il contenuto della pubblicazione ministeriale. Cerchiamo allora di fare chiarezza: il decreto ministeriale impone 13 prescrizioni vincolanti in materia di monitoraggi acustici e atmosferici, compensazioni ambientali per la perdita di habitat negli Stagni della Piana, un piano di Monitoraggio Ambientale da attuare prima dell’apertura dei cantieri e un sistema di mitigazioni idrauliche in raccordo con la Regione Toscana. Sono tutte questioni note ad Enac e Toscana Aeroporti e già prese in considerazione in quanto proponenti ma sulle quali il Ministero insiste proprio ai fini di un controllo ed un monitoraggio nel corso ed al termine dei lavori. Il solo ostacolo è la perdita di un luogo naturale comunitario ( un piccolo laghetto.... " artificiale") che si sostanzia in una sottrazione permanente di habitat naturali ed in parte, di specie. Per quanto il buon senso e la realtà dei fatti ( vedasi stagno formatosi in occasione dei lavori di costruzione della nuova Coop di Campi Bisenzio ed immediatamente popolatosi di specie aviarie) ci dicono che, spostando questo laghetto altrove o nei pressi della sua ubicazione attuale, si ricostituisce immediatamente l'habitat dismesso, il proponente è stato costretto ad attivare una istanza di procedura di deroga come da paragrafo 3 dell’articolo 6 della Direttiva 92/43/Cee “Habitat”, con la produzione di specifica documentazione per garantire tutte le necessarie misure di compensazione e ripristino in coerenza con quanto espresso dala direttiva europea rete Natura 2000. Questo è il solo ed unico punto ancora in attesa di essere sbloccato e sul quale è chiamata ad esprimersi una Commissione a Bruxelles. La materia è complessa e le implicazioni sono molteplici ma troviamo del tutto fuori luogo tutto il consueto catastrofismo montato ad arte dai noti amministratori. L'Associazione InPista! ribadisce la propria presenza a fianco degli attuali sorvolati i quali, a pochi metri dall'agognato traguardo dopo decenni di aerei sulla testa, si vedono minacciati dai rinnovati ricorsi al Tar da parte di chi, nel corso degli anni, non ha mai speso una parola in loro favore, anteponendo sempre gli interessi legati alla fruibilità dei propri territori. Come già avvenuto in una precedente occasione, sapremo dare corpo alle istanze dei veri protagonisti di questa vicenda che chiedono a gran voce la realizzazione della nuova pista.
P.S.: a proposito di catastrofismo, invitiamo l'ex Sindaco di Sesto Fiorentino, da sempre sostenitore della tesi che la nuova pista servirà sostanzialmente ad incrementare il fenomeno dell'overtourism, a prendere visione della intervista rilasciata in data 15 u.s. a La Nazione, da parte della Dottoressa Patrizia Lattarulo di IRPET nel merito della questione. Non possiamo che essere particolarmente soddisfatti riguardo la coincidenza di posizioni fra IRPET e quanto da sempre sostenuto da parte della nostra Associazione.