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📅 SABATO 17 OTTOBRE 2026📌 CASA DEL POPOLO DI GRASSINA (Firenze)Assemblea nazionale del movimento eco-sociale"Questo clim...
11/10/2026

📅 SABATO 17 OTTOBRE 2026
📌 CASA DEL POPOLO DI GRASSINA (Firenze)
Assemblea nazionale del movimento eco-sociale
"Questo clima non è vita"

- compila il form per logistica - la Casa del Popolo di Grassina è raggiungibile con la linea urbana 31 direzione "Grassina Umberto I" oppure con la linea extraurbana 365 A direzione "Ferruzzi"
https://forms.gle/agdyJiDY8Uf9g5BE9

- testo istruttoria
https://cryptpad.fr/doc/ #/2/doc/view/fFlG-hkMRpEeqDWfaB1+nGz++AjL85PfZbICMEyay6w/

Convergenza EcoSociale

10/10/2026

LA PALESTINA NELLE PERIFERIE! 🇵🇸

Nella giornata internazionale della mobilitazione per la Palestina in tante centinaia per le vie di Quinto.
Le persone scendono dai palazzi e si uniscono al corteo via via che si addentra per le strade del quartiere!

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Venerdì 16 ottobre, Climate Strike – “Questo clima non è vita”La mattina stato di agitazione in università e nelle scuol...
10/10/2026

Venerdì 16 ottobre, Climate Strike – “Questo clima non è vita”
La mattina stato di agitazione in università e nelle scuole. Scrivici se vuoi attivarti nella tua scuola!
H 11:00 convergiamo in via Cavour, presidio contro l’agrivoltaico sionista.

C’è stato un tempo in cui le piazze per il clima hanno dato l’allarme: “il pianeta sta bruciando”. C’è stato poi allora un tempo in cui le istituzioni hanno preteso di intestarsi la transizione ecologica – il fantomatico Green Deal. Poi c'è stato anche il tempo in cui abbiamo smesso di scendere in piazza per la crisi climatica. Perché la LORO transizione ecologica non è esistita, perché nel frattempo hanno deciso che i miliardi di euro pubblici non si utilizzavano per cambiare sistema energetico e produttivo, ma si utilizzavano per armare l'Europa, per finanziare Israele, per bombardare Gaza, per sterminare l3 palestinesi. E sì, siamo sces3 in piazza per dire Free Palestine, Stop Genocide. Era urgente e necessario, era il minimo e non è comunque bastato. Nel frattempo, la crisi climatica ha continuato a mietere vittime. Ovunque (Gaza inclusa). E la mancata transizione ecologica a farsi sentire: soprattutto sulle bollette della gente e il costo della vita.

Il tempo è scaduto per dare l'allarme e per credere alla transizione ecologica di COP e governi. E' scaduto il tempo di mettere da parte un problema per un altro. Perché oggi è diventato evidente che il capitalismo fossile, bellico, sionista sono facce di una sola medaglia, che bloccarli tutti è necessario e urgente. Ce lo dice chiaramente il territorio toscano, dove aziende genocidarie come Shikun & Binui si apprestano a insediarsi con progetti "green"(washing!) di agrivoltaico o fotovoltaico. Articolazioni del colonialismo sionista fuori Palestina, che fanno profitti qui e li usano per lo sterminio là. "Palestina Libera" significa anche liberare i nostri territori: Israele non potrebbe nulla senza il nostro sostegno politico ed economico.
E allora è tempo di tornare in piazza per insorgere contro tutto questo insieme. Contro i profitti fossili, il greenwashing, il carovita, il sionismo. E costruire un mondo nuovo di giustizia climatica e sociale.

Riprendiamo da Collettivo Diritti in Palestina di Ribolla:16 ottobre: Presidio sotto la Regione per dire NO all'Autorizz...
09/10/2026

Riprendiamo da Collettivo Diritti in Palestina di Ribolla:

16 ottobre: Presidio sotto la Regione per dire NO all'Autorizzazione Unica Energetica all'impianto agrivoltaico "Ribolla" dell'azienda genocidaria Shikun&Binui, inserita nella Black list ONU per violazione dei diritti umani in Palestina. Sembra assurdo ma è così, la Regione Toscana è ad un passo dal concedere l'autorizzazione. Ma c'è di più, Shikun&Binui ha presentato progetti per 5 impianti tra la provincia di Grosseto, Livorno e Pisa che, se fossero autorizzati, frutterebbero all'azienda israeliana oltre 100MW e 180 000 pannelli su un latifondo multicentrico di 150 ettari complessivi che sarebbero così completamente deturpati e colonizzati. La transizione ecologica che vogliamo dev'essere etica, giusta e democratica, e lo ribadiremo insieme nel giorno del Climate Strike. Dopo due mesi di resistenza, 17 000 firme raccolte, l'appoggio di Francesca Albanese e Moni Ovadia, ci troveremo per rammentare alla Regione Toscana che ha l'obbligo morale di rispettare i diritti umani, come sancito dall'art 3 dello Statuto Regionale e di onorare il Riconoscimento - avvenuto l'11 febbraio 2026 - dello Stato di Palestina da parte della stessa Regione Toscana.

Come cittadini, non abbiamo intenzione di accettare che il nostro sole produca alcun MW che alimenti il genocidio a Gaza e in Cisgiordania, nemmeno se dovessero esserci vantaggi per il territorio. Non solo non accetteremo ulteriori complicità con Israele, ma chiediamo l'interruzione di ogni rapporto con Israele, perché finora è stata la mancanza di azioni concrete per interrompere il ciclo di impunità che ha permesso ad Israele di portare avanti il genocidio.

Se passa Ribolla, è probabile che anche gli altri impianti passino. Se non passa Ribolla, avremo fatto quello che ci chiedono i Palestinesi quando ci dicono "Grazie di tutto, ma fate qualcosa dove siete voi per fermare il sistema economico finanziario di Israele, altrimenti questo inferno non finirà mai"

Ci vediamo il 16 ottobre, via Cavour ore 11!

Cara catastrofe, che ci fregano sempre Lo sciopero climatico è oggi più che mai sciopero contro il caro-carburanti e il ...
07/10/2026

Cara catastrofe, che ci fregano sempre

Lo sciopero climatico è oggi più che mai sciopero contro il caro-carburanti e il caro-vita. Dove sono finiti i cari troll: "questi non hanno nulla da fare...invece di pensare a noi itagliani".

Ecco ora alla p***a trovi il prezzo del qualunquismo e della catastrofe: guerra, crisi climatica, mancata transizione energetica ci spingono verso un' ondata inflattiva più grande del 2022 (che fu la maggiore dagli anni '70).

E vuoi saperla tutta? Non c'è nessuna prospettiva che i prezzi scendano né che le guerre rientrino né che il clima migliori.

Nessuna prospettiva a parte la lotta. Ecco perché il 16 e 17 ottobre non sono date di routine. E oggi il climate strike è più che mai contro il carovita.

Dal testo delle slides:

"Il rapporto ONU di questo settembre ha sancito che la soglia di sicurezza di 1.5 ° C di innalzamento di temperatura media globale è definitivamente superato. Il limite di sicurezza che segnava la differenza tra un pianeta climaticamente abitabile e uno bombardato di disastri è alle nostre spalle.

Che con il business as usual di combustibili fossili saremmo arrivati a questo, lo sappiamo da decenni. Lo sapevano benissimo già dagli anni ’70 anche le stesse oil companies – Shell, Eni, … - che da allora hanno finanziato propaganda negazionista a livello mondiale

I profitti storici sono incommensurabili, ma guardiamo all’oggi. Secondo uno studio del Guardian nel secondo semestre del 2026 le multinazionali del fossile hanno guadagnato 700 mila dollari al minuto; ogni ora, 30 milioni di dollari in più rispetto a prima dell’attacco statunitense all’Iran. La chiusura dello stretto di Hormuz di fatto ha rafforzato la posizione USA sul mercato fossile, mentre gli stati europei pagano ogni giorno 500 milioni di euro in più l’utilizzo di combustibili fossili. La crescita dei prezzi dei Beni Energetici (+22,3%) sta gonfiando l’inflazione, che questo settembre ha segnato il record dal settembre 2023 (+ 4,2%, dati ISTAT). Secondo FMI, l’impatto del rincaro energia sulle spese di una famiglia italiana per il 2026 andrebbe dai 450 ai 2270 euro."

16-17 ottobre: la lotta è respiro16 ott: climate strike ovunque17 ott: assemblea nazionale eco-sociale a  (Fi), h 14.30S...
05/10/2026

16-17 ottobre: la lotta è respiro
16 ott: climate strike ovunque
17 ott: assemblea nazionale eco-sociale a (Fi), h 14.30
Stay tuned per i dettagli

Le mobilitazioni sul clima non possono essere routine. La catastrofe eco-climatica non è un elemento normalizzabile a cui poterci abituare. E’ per definizione un processo in accelerazione conseguenze imprevedibili e drammatiche.

Processi del genere impongono analisi, convergenze, organizzazione lotte crescenti, non rituali.

Solo una vera transizione ecologica può invertire la rotta, minando alla base l’accumulo di profitto tramite l'estrattivismo dalle terre e dai corpi.

Una transizione ecologica giusta implica una discussione democratica di che cosa si produce, quanto, per chi e per quale idea di futuro. E’ ideologicamente opposta alla guerra e al colonialismo: non c’è sostenibilità sotto le bombe, nè giustizia climatica e sociale.

La transizione ecologica non è terreno di conquista. Sorgono sempre più numerosi in Italia progetti di enormi parchi fotovoltaici e agrivoltaici in capo a aziende israeliane implicate nell’occupazione di territori palestinesi e nel genocidio. E’ il caso di Ribolla (GR) e del progetto agrivoltaico di 30mila pannelli in mano a Shikun & Binui, già responsabile del muro tecnologico intorno a Gaza e del fotovoltaico nel deserto di Naqab realizzato con la distruzione di 1200 abitazioni beduine.

La stessa Regione Toscana che in questi 5 anni di vertenza operaia ex-GKN ha lasciato marcire la reindustrializzazione dal basso con cui adesso staremmo producendo pannelli solari per comunità energetiche, oggi si accinge a autorizzare l'impianto sionista in Maremma.

Saremo a fianco di Ribolla affinché non un solo metro di terra venga svenduto al sionismo. Lo faremo coi nostri corpi, con la lotta per la reindustrializzazione ecologica dal basso, che sarebbe non solo un passo avanti nella lotta climatica, ma anche un presidio strutturale, sociale, di transizione socialmente giusta

Francia, ora. E' la semplicità della rivolta. Quella che non si evoca, ma si pratica. La cosa più naturale e umana da sp...
04/10/2026

Francia, ora.
E' la semplicità della rivolta. Quella che non si evoca, ma si pratica. La cosa più naturale e umana da sperare e aspettare.
Perchè il quartiere è povero, la scuola cade a pezzi, le classi sono sovraffollate, le tasse ingiuste, il futuro di morte e precarietà. E' tutto così semplice quando improvvisamente scatta la scintilla.

E ora il movimento in Francia si avvia verso lo sciopero generale del 6 ottobre: perché la Cgt appoggia il movimento e nessuno si fa impressionare dal tema della violenza. Così fa anche la France Insoumise.

E' una radicalità popolare, scomposta, ma ampia. Nessuna estetica minoritaria. E' solo la semplicità della rivolta.

La repressione dello Stato è furiosa: 5000 arresti in pochi giorni. Ci sono casi di ragazze e ragazzi minorenni che si ritrovano senza un occhio o con la mandibola frantumata per lacrimogeni e pallottole di gomma.

La Francia affonda insieme a tutto il resto d'Europa in una inflazione record, un deficit in rapida crescita, una industria spappolata dalla speculazione finanziaria, la povertà in ogni periferia.

E naturalmente da noi si moltiplicano le prese di distanza, dal "caos", dalla "violenza". Ma come? Non volevate la guerra?

Non parlate forse continuamente di guerra, riarmo, fronti, droni, esplosioni, devastazioni, demolizioni, strumenti di distruzione, sgomberi, manganelli?

Non era in Francia dove un generale invitava il paese ad essere pronto a "perdere i suoi figli" in guerra o dove le circolari invitavano gli ospedali a un futuro dove si sarebbero ricevuti più feriti per via dei conflitti?

E dunque, non vi aspettavate che con tanto parlare di guerra, arrivasse la diserzione sociale? E con tanto parlare di soldi per il riarmo, non li si pretendesse per le scuole?

No, decisamente vi aspettavate più pace sociale in tutta questa guerra. Peccato, vi è andata male.

Il paese ha perso i propri figli. Ma non perchè arruolati in guerra. Ma perchè in rivolta.

Viva le studentesse e gli studenti francesi perchè comunque finirà questa storia, loro hanno saputo cominciarla.

10 ottobre non è una data nazionale, ma internazionale. E l' internazionalismo è uno dei valori che ci muove.Cena all' E...
03/10/2026

10 ottobre non è una data nazionale, ma internazionale. E l' internazionalismo è uno dei valori che ci muove.

Cena all' Emerson alle 20, Urlo per Gaza alle 22

10 ottobre, data lanciata sin dal 18 agosto dalla Global Alliance For Palestine, come una vasta coalizione di forze di boicottaggio, di disinvestimento, sanzionamento, mutualismo conflittuale, collegato alle Flotille, alla necessità di scioperare, manifestare, bloccare le catene di guerra e ogni pezzo dell' economia genocidiaria. Un fronte di forze ampio, come ogni movimento solidale tende ad essere, ma apertamente antisionista.

E mentre Gaza resiste, ogni giorno più devastata da fame e distruzione, in Cisgiordania arriva la stagione delle olive. I varchi per entrare sono stati chiusi (solo fino ad oggi?). Smotrich ha chiaramente detto che l'obiettivo è fare in Cisgiordania quanto fatto a Gaza.

Internazionalismo non è sostituirsi alla resistenza, né evocarla a distanza. È praticare la lotta sociale dove ci si trova e contemporaneamente mettere a disposizione corpi e risorse a chi resiste.

Partono "Flotille" agricole a sostegno della stagione delle olive. La nostra mobilitazione le accompagni. Una di queste è il progetto Casa, di Mondeggi, ma saranno centinaia e centinaia le compagne/i di Fasa e di altre missioni mutualistiche in partenza.

10 ottobre,
h 20.00 cena all' Emerson per sostenere chi parte
H 22.00 Urlo per Gaza

AIUTATECI a evitare spreco alimentare
Prenotati al form: https://forms.gle/Yr5vRoff9EftkxabA

La resistenza prolungata è una pratica, non qualcosa da evocare
Continuiamo a urlare nelle strade delle nostre periferie
Meglio mettere la politica in periferia che il politicismo al centro
Provare a essere umile differenza, non divisione

Dress code della serata: rabbia, indignazione, amore
Strumenti utili: tutto ciò che fa rumore e luce
E come sempre: astenersi perditempo perché tempo non ce n'è più

Nè a Rho, nè altroveNel Belpaese del consumo del suolo e dello spreco record di acqua potabile, con la speculazione che ...
02/10/2026

Nè a Rho, nè altrove

Nel Belpaese del consumo del suolo e dello spreco record di acqua potabile, con la speculazione che devasta tutto e i prezzi dell'energia alle stelle, i Data Center non possono e non devono passare.

Per questo rilanciamo il corteo a Rho (prov di Milano) di domani. E riprendiamo dal comunicato degli organizzatori:
⏰ Sabato 3 ottobre
🤖 CORTEO: STOP DATA CENTER Fermarli è possibile
🤝 Bloccarli a Rho per bloccarli ovunque
📌 Rho - Stazione FS (lato via Magenta) - h. 14:30

Sono 3 i progetti di data center che si concentrano in un fazzoletto di terra di 3 km² nella sola città di Rho: via Buonarroti, via Moscova e via della Mosa. Se si allarga lo sguardo ai vicini comuni del Rhodense, in 5 km² i nuovi progetti sono 8. E oltre il Rhodense, in tutta la provincia di Milano, da Bollate a Cesate, da Magenta ad Abbiategrasso fino a Lacchiarella e in molti altri comuni i piani per l'immediato futuro prevedono l'insediamento di decine e decine di queste moderne infrastrutture del capitalismo digitale. Progetti che garantiranno guadagni miliardari alle Big Tech proprietarie o usufruttuarie di questi impianti, vomitando nel contempo sui territori di insediamento nocività ambientale e miseria economica.

Non ci sono ricadute positive per il territorio di questi ecomostri dal rilevante impatto ambientale: dal calore generato al rumore, dalle emissioni di gas di scarico fino allo stoccaggio di grandi quantità di carburante, passando per lo stress causato dagli enormi consumi alla rete energetica locale (già soggetta a continui blackout), sono molte le criticità che minacciano direttamente la salute e la qualità della vita della comunità.

Sul piano sociale, a fronte di poche decine di posti di lavoro, il saldo diventa addirittura negativo. I Data Center sono le fabbriche fisiche del capitale algoritmico. Servono ad alimentare Intelligenze Artificiali e a immagazzinare l'immensa mole di dati che le Big Tech ci sottraggono quotidianamente. Questi colossi speculano direttamente sulle nostre esistenze: sostituiscono il lavoro vivo cancellando impieghi e mansioni in ogni settore, rastrellano ogni nostro dato e relazione per trasformarli in profitti privati, e scaricano infine sui nostri territori devastazione sociale e ambientale. Questo scellerato sviluppo prospettato per il nostro territorio va fermato.

Raccogliamo dunque la volontà di mobilitazione espressa dal territorio nei momenti di confronto e dibattito cittadino avuti tra fine luglio e inizio settembre, per convocare per sabato 3 luglio con concentramento alle 14:30 presso la Stazione FS di Rho un grande corteo in difesa delle nostre comunità contro l'insediamento dei data center e contro le nocività e la miseria sociale scaricate dalle Big Tech nei nostri territori.

Scenderemo in piazza per chiedere una moratoria immediata su tutti i progetti di Data Center, pretendendo una Valutazione Ambientale Strategica che analizzi gli impatti cumulativi devastanti a partire dal nostro territorio, dove si vuole concentrare l'assurda quota di 3 impianti nella sola città di Rho e oltre una decina nell'intero Rhodense. Mitigazioni e compensazioni possono accompagnare una scelta sostenibile, ma non possono sostituire la tutela della salute o peggio esser scambiate con la compromissione della qualità della vita.

Vogliamo fermare i Data Center a Rho per fermarli ovunque. Sconfiggere i colossi del digitale qui è possibile e significa aprire la strada alla resistenza in ogni altra città.

Serve aprire urgentemente un ampio confronto democratico con la cittadinanza: vogliamo decidere in prima persona la città che vogliamo costruire a partire dai nostri reali bisogni. Vogliamo una città a misura di chi la abita e non un territorio svenduto agli interessi economici delle Big Tech, i cui profitti andrebbero redistribuiti alle comunità attraverso forme di welfare metropolitano così da riappropriarsi della ricchezza indebitamente sottratta alla collettività.

Data center: fermarli è possibile! Sabato 3 ottobre tutt* in piazza a Rho!

SOS Fornace

Aderiscono: AFA (Autoproduzioni Fichissime Anderground) - ANPI sez. Audrey Hepburn (Milano) - Collettivo 20092 (Cinisello Balsamo, MI) - Collettivo di fabbrica GKN (Campi Bisenzio, FI) - Collettivo NINA Né Intelligente Né Artificiale (Milano)- Collettivo Rhosso di Sera (Rho) - COG U sindacato del cognitariato - CCS Coordinamento Collettivi Studenteschi (Milano) - Comitato di Quartiere San Michele - San Martino (Rho) - Comitato Bene Comune Abbiategrasso - Comitato "Data center? No grazie" (Bollate, MI) - Comitato Milanese Acquapubblica - Comitato Stop Data Center Magenta - Comitato per la Tutela del Territorio (Cesate, MI) - Comitato Vittuone e Sedriano per la Tutela del Territorio - CS Cantiere (Milano) - CSA Lambretta (Milano) - Folletto 25603 (Abbiategrasso, MI) - Gaza Freestyle (Milano) - Gruppo Ambiente e Territorio (Rho) - La Terra Trema - Lab. Off Topic (Milano) - Osservatorio Data Center Comitato Rhodense (Rho) - Potere al Popolo (Rho) - Rete dei Comitati Stop Data Center - Rete di Salvaguardia Territoriale (Abbiategrasso, MI) - Rifondazione Comunista (Rho) - Spazio Micene (Milano) - ZAM (Zona Autonoma Milano)

Siamo solidali e complici con Autistici/Inventati: 10 100 1000 server nascano! Per una comunicazione libera, autonoma e radicale https://keepitfree.ai

Per info e adesioni scrivete a: [email protected]

01/10/2026

È passata al presidio ex Gkn la campagna Samidoun (Palestinian Prisoner Solidarity Network). Scopo della visita? Convergere nella solidarietà, creare legami tra lotte anche quando fronteggiano livelli di drammaticità completamente diversi. Perché i meccanismi di sistema alla base del genocidio, ecocidio, della guerra sono gli stessi alla base della delocalizzazione, speculazione, inflazione.

Un anno fa veniva intercettata la Flotilla di ottobre. Lo abbiamo detto allora e lo abbiamo ripetuto in ogni nostra azione di mutualismo conflittuale: tutti gli occhi sulla Palestina, a partire dai prigionieri palestinesi. Si stima che siano oggi oltre 9.000, in condizioni di sopruso, di tortura, di privazione psico-fisica.

La resistenza non è nulla se non è prolungata
Non può prolungarsi senza convergenza e mutualismo
Non è un concetto lontano da evocare ma è il livello di sacrificio che ognuno di noi è disposto a mettere a disposizione

Sostieni la campagna Samidoun:
Vai al sito: samidoun.net

Indirizzo

Via Lelio Torelli, 2
Florence
50127

Sito Web

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