Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze Se non puoi batterli....unisciti a loro!

24/08/2026

Di ritorno dall'Albania, verso Santa Maria di Leuca. Era importante percorrere al ritroso la diaspora, collegare le lotte, riportare in mare le barche recuperate dall'assalto sionista. Era importante che queste vele tornassero a farsi vedere in mezzo al Mediterraneo.

Era importante. E qua siamo.

"Non vi lasceremo mai
fino all’ultimo respiro
noi saremo insieme a voi
come un sole che risplende
alto sulle piazze e tra le vostre tende
non ci arrenderemo mai
Ogni popolo del mondo tiene in alto la bandiera
la bandiera degli oppressi
nella notte rossa, bianca, verde e nera"

E ora vento al cambiamento: venerdì 28 agosto, h 18.00 assemblea: "La vita prima della merce e del mattone" con Colletti...
23/08/2026

E ora vento al cambiamento:

venerdì 28 agosto,

h 18.00 assemblea: "La vita prima della merce e del mattone" con Collettivo di Fabbrica, Soms Insorgiamo, Sudd Cobas e rete solidale

h 21.00 Concerto solidale della Casa del Vento
Presso presidio ex Gkn, via dei Fratelli Cervi 1

Durante l'assemblea interventi anche sulla prossime scadenze di settembre e sulla missione della Global Sumud Italia in Albania

Agosto: Firenze è stata più calda del Cairo. Sì, proprio così.

Finito il caldo, ci piovono addosso gli eventi climatici avversi.

E si prepara un'altra ondata di inflazione, forse la più grossa dal 2022 (che poi fu l'ondata di inflazione più grossa dagli anni 70).

Una situazione devastante per noi, una splendida occasione per "loro". Quale contesto migliore per logorare i presidi di chi è in lotta? Per raggirare e prendere in giro dei disoccupati in lotta?

Perchè anche ad agosto, su questa nostra piana tra le più calde in Italia e in Europa, hanno resistito i 4 presidi dell'Acca e il presidio operaio itinerante della ex Gkn.

Era evitabile? Sì, le istituzioni pubbliche potevano risolvere entrambe le situzioni "di tacco". Perchè la vicenda della ex Gkn è nota da oltre 5 anni e lo è anche il funzionamento del settore della logistica e dei pronto moda nel distretto pratese.

Non c'è quindi nulla di eroico nell'aver passato anche agosto in presidio sotto sole, grandine, vento. C'è solo rabbia e determinazione che cresce.

Passa agosto, la lotta no.
Cresce la catastrofe, deve crescere la convergenza.

Diffondi la data e partecipa. Convergiamo, salpiamo, insorgiamo.

📆 Venerdì 21 agosto🕕 Ore 21🎥 Proiezione "Anche quando piove" e cocomerata⚠️ Attenzione: in caso di pioggia l'evento sarà...
18/08/2026

📆 Venerdì 21 agosto
🕕 Ore 21
🎥 Proiezione "Anche quando piove" e cocomerata
⚠️ Attenzione: in caso di pioggia l'evento sarà rimandato!

Lo sport popolare è uno strumento della collettività, un'esercizio per praticare comunità che include, che rafforza le relazioni sociali e migliora la salute. Risponde a un bisogno, ma lo fa chiedendosi come, per chi è con che conseguenze.

Il documentario "Anche quando piove", di Gabriele Piazzesi, segue per un’intera stagione il Collettivo Brancaleone della Valdisieve Rugby (Polisportiva Sieci ASD), realtà sportiva toscana che promuove unmodello di rugby aperto anche ad atleti con disabilità. Il film entra nella quotidianità della squadra e il campo da rugby diventa un microcosmo sociale in cui emergono bisogni universali: riconoscimento, appartenenza, gestione del conflitto, cura reciproca. Mostra come la costruzione di comunità non sia uno slogan ma una pratica quotidiana. La stagione sportiva diventa metafora del vivere insieme: anche quando piove, si continua a giocare.

Da tempo ci troviamo vicini e connessi ad esperienze di sport popolare e ci riconosciamo a vicenda, per approccio e obiettivi. Per il tipo di comunità che vogliamo costruire.

Ci vediamo venerdì alle ore 21 al presidio ex-Gkn!

Kalundborg, Danimarca. Attivistə e cittadinə hanno marciato oggi davanti alla più grande raffineria del paese. Le richie...
17/08/2026

Kalundborg, Danimarca. Attivistə e cittadinə hanno marciato oggi davanti alla più grande raffineria del paese. Le richieste sono semplici: uscire dall'economia fossile, no all'apertura di nuovi giacimenti, sì a una transizione giusta che tuteli posti di lavoro e competenze operaie, che ripensi la produzione di ciò che serve davvero ai bisogni delle persone.
Per il sito di Kalundborg il piano a medio termine include la costruzione di un impianto Carbon Capture Storage: una tecnologia che non costituisce affatto una soluzione climatica, anzi ritarda il phase out.
Abbandonare i combustibili fossili è una necessità immediata e universale per sperare di confinare la catastrofe climatica. Perseverare nel loro utilizzo significa automaticamente condannare le nostre vite e quelle future all'inferno climatico. Un inferno che non è uguale per tuttə: perché nella crisi eco-climatica ə primə a soffrire e soccombere sono lavoratori e lavoratrici, ə marginalizzatə, le classi più povere e impoverite dallo stesso sistema che la crisi l'ha generata, estraendo risorse, maxi-profitti, distruggendo la vita.
Il precedente governo danese aveva dichiarato l'impegno di raggiungere la completa neutralità climatica entro il 2045, ma nei fatti si accinge ad aprire nuovi giacimenti petroliferi, come quello di Hejre, dalla cui combustione di petrolio e gas prevista fino al 2047 deriveranno emissioni di gas serra equivalenti alle emissioni annuali della Svezia.
La stessa Danimarca si vanta di essere una nazione leader a livello mondiale nella lotta al cambiamento climatico. Una grande pennellata di verde nelle narrazioni mass mediatiche non rimuove però le radici fossili dell'economia di un paese. Radici interconnesse con un intero sistema internazionale, che estrae petrolio e gas per alimentare macchine di guerra e di colonialismo, di genocidio e repressione. Per questo siamo a fianco di e in 'Break the Chains": rompiamo insieme queste catene economiche imperialiste e mortifere.
Martedì 18 agosto, h16
a Muld Camp, discutiamo assieme di reindustrializzazione ecologica dal basso, per la fine dell'ecocidio, del genocidio, dell'apartheid, per un futuro di giustizia climatica e sociale.

Come Soms Insorgiamo con i lavoratori GKN e Collettivo siamo a fianco, a bordo, insieme alla Global Sumud Italia che rip...
17/08/2026

Come Soms Insorgiamo con i lavoratori GKN e Collettivo siamo a fianco, a bordo, insieme alla Global Sumud Italia che riparte per l'Albania.

Il 20 agosto da Brindisi una Flottilla di 3 imbarcazioni parte alla volta dell'Albania, di Valona.

Perchè?
1. Per sostenere la rivoluzione dei Fenicotteri che si sviluppa ormai da mesi contro il progetto di devastare l'Isola di Sazan (all'imbocco della baia di Valibona) con un mega resort di lusso voluto dal genero di Trump Jared Kushner.

2. Per compiere al contrario la rotta della "diaspora" albanese: gli stessi meccanismi economici che hanno portato migliaia di persone all'inizio degli anni '90 a navigare dall'Albania alla Puglia sono oggi alla base della svendita del paese contro cui lotta la rivoluzione

3. Per leggere quanto sta accadendo nell'ottica della Palestina: gli interessi immobiliari ed economici contro cui si mobilita la rivoluzione sono gli stessi alla base o complici del meccanismo economico sionista. L'asse Trump-Kushner-sionismo è uno degli assi relazionali principali alla base dell'economia del genocidio e della speculazione immobiliare connessa.

4. Perchè "la sionistizzazione" si sta espandendo rapidamente a tutto il Mediterraneo trasformandolo in un territorio di conquista, occupazione, colonizzato.
Ciò che accade in Albania accade in Grecia, Cipro e potenzialmente nel nostro sud.

5. Perchè unica è lotta delle nostre popolazioni contro finanza, speculazione immobiliare, oligarchie. Il sionismo è semplicemente una delle punte di lancia, non di certo l'unica, dei meccanismi di finanziarizzazione, impoverimento, estrattivismo che colpiscono i nostri quartieri, salari, posti di lavoro.

6. Perchè ne emerge una idea di Mediterraneo "privatizzato" e contemporaneamente militarizzato: teatro dell'escalation bellica mondiale, lager a cielo aperto, fossa comune per chiunque provi ad attraversarlo per aspirare a una vita migliore.

7. Contro un sovranismo che divide i poveri con il veleno razzista e la guerra tra poveri per svendere qualsiasi forma di sovranità reale ai ricchi

8. Perchè bisogna convergere, salpare, insorgere. E salpare per convergere verso chi insorge.

1. Ancora una volta i grandi centri dello shopping non chiudono per Ferragosto. Non per ragioni di abbondanza ma di mise...
15/08/2026

1. Ancora una volta i grandi centri dello shopping non chiudono per Ferragosto. Non per ragioni di abbondanza ma di miseria diffusa.

2. E’ il tempo del consumismo sfrenato e dei bassi salari. Dello shopping permanente senza contemporaneamente avere mai tempo libero. Paradossi di un sistema in preda alle sue convulsioni.

3. E’ la centralità del consumo, senza che vi sia alcuna centralità della capacità d’acquisto del salario. Al contrario, più si estende la possibilità di consumo, più sembra ridursi la capacità di acquisto del salario da lavoro. Più i centri commerciali stanno aperti, meno salario si produce. Più la merce è ordinabile a qualsiasi ora, in ogni dove, più il lavoro che la produce e la trasporta si impoverisce.

4. Perché la totale disponibilità della merce necessita della disponibilità totale del lavoro: povero, sfruttato a tutte le ore, disorganizzato, usa e getta come la merce che deve servire.

5. “Ce lo chiede l’Europa” è stato il pretesto ideologico tra il 2006 e il 2011 per la liberalizzazione totale degli orari degli esercizi commerciali. In verità la liberalizzazione è stata tutta all’italiana: totale e senza freni. Siamo praticamente gli unici in tutta Europa a questo livello.

6. "Più aperti" non di certo per stare dietro alla "maggiore capacità d’acquisto". Tutto al contrario: i salari sono in picchiata.:

- 1990-2020 l’Italia è l’unico paese OCSE a registrare una variazione negativa dei salari reali medi (-2,9%)
- 2021-2025: i salari perdono un ulteriore 8% (praticamente lavoriamo una mensilità gratis rispetto a prima)
- Dagli anni 90 il patrimonio medio dei 25 milioni di italiani più poveri si è ridotto di più di tre volte, mentre quello dei 50mila più ricchi è più che raddoppiato
- dal 2014 al 2024 le famiglie assistite dalla Caritas sono aumentate del 62,6%; l’Istat rileva che dal 2014 a oggi le famiglie in povertà assoluta sono aumentate del 42,8%;

7. E a loro volta i centri commerciali possono rimanere più aperti solo scambiando continuamente più ore di lavoro per meno salario: solo nel commercio dal 2022, a fronte di un aumento del 16% di produttività, i salari sono crollati del 15%. Fatto 100 l'indice salariale nel settore nel 2011, è sceso a 85 nel 2024.

8. La liberalizzazione ha naturalmente travolto la piccola proprietà di cui “il sistema” si riempie la bocca: 2012-2025 156.000 negozi e attività ambulanti scomparsi nelle città italiane, ¼ del totale. Il tasso medio annuo di desertificazione commerciale è salito al 3,1% nel 2025.

9. E a completare il paradosso, più il paese diventa oggetto del turismo massificato e sfrenato, meno il lavoro impoverito si può permettere le vacanze: 8,4 milioni di italiani rinunciano alle vacanze estive (il 69% per ragioni economiche). Così a Ferragosto, tra caldo e impossibilità a muoversi si chiude il cerchio: il centro commerciale diventa la vacanza che non hai fatto e il climatizzatore che non hai.

10. E’ il Ferragosto dei rapporti di forza sociali che noi non siamo ancora riusciti a cambiare, mentre “loro” li modificano costantemente a proprio favore e contro di noi. E’ il Ferragosto della povertà che si è lasciata dividere, che ha smesso di essere comunità in lotta per ritrovarsi individui a fare shopping. Che odia chi sta peggio e non chi la fa stare peggio. Ma è ancora un Ferragosto di resistenza per tornare presto a gridare: nessuno ferma la rabbia operaia.

La difesa del territorio o un territorio distrutto dalla Difesa?1. L'esplosione di ieri a Colleferro, nell'azienda di pr...
14/08/2026

La difesa del territorio o un territorio distrutto dalla Difesa?

1. L'esplosione di ieri a Colleferro, nell'azienda di produzione bellica KNDS Ammo Italy (ex Simmel), è tutto fuorchè un caso.

2. Un caso - per fortuna - è che non ci siano stati feriti e morti. O almeno non ce ne sono stati nell'esplosione. Ma qua la morte è esattamente la chiave di volta.

3. Innanzitutto perchè parliamo di produzione bellica, di produrre oggetti necessari a uccidere. La Knds Ammo Italy è specializzata in produzione di munizioni a scopo bellico.

4. In secondo luogo perchè parliamo di territori che rischiano di morire, e dove si muore, per i tassi di inquinamento dovuti a produzioni industriali inquinanti e belliche.

5. Siamo nella Valle del Sacco, dichiarata Sito di Interesse Nazionale (SIN) nel 2005, per l'elevata concentrazione di inquinanti nell'aria e nell'acqua generata da attività industriali.

6. E qua ad Anagni si prevede di allargare ulteriormente la produzione bellica, con un nuova linea di produzione di nitrogelatina. Produzione stimata: circa 40 tonnellate al mese .
Un investimento finanziato dal programma europeo ASAP (Act in Support of Ammunition Production), parte dell'European Defence Fund

7. Una produzione pericolosa, con trasporti pericolosi, incidenti possibili, in un territorio dove sono stati tagliati anche i presidi sanitari e dove pochi giorni fa (7 agosto) un nuovo report Arpat ha confermato tutte le criticità inquinanti su aria, terra e acqua.

8. Il sovranismo attira l'attenzione sui confini e sull'immigrazione, per nascondere che non esiste nessuna difesa del territorio, nessun suolo patrio "sacro":
la prima vittima della guerra è il fronte interno, dove si devono moltiplicare i territori "sacrificati" e di sacrificio

9. La produzione bellica sarà un incubo per i nostri territori, per i nostri diritti sociali e civili, per i nostri salari: perchè la prima condizione dell'escalation bellica è zittire ogni opposizione interna, ogni controllo dal basso, ogni forma di coalizione sociale di chi sta in basso.

10. Che si tratti di Colleferro, Domusnovas, Vasto, è l'ora di un nuovo Insorgiamo tour che torni a collegare fabbriche e territori di sacrificio, in un'unica convergenza contro il riarmo.

Contro le fabbriche di guerra
Che le fabbriche siano contro la guerra

Agosto finisce, la lotta no. Ad agosto con l'asfalto a 50 gradi nella piana fiorentina e pratese sono attivi 5 presidi o...
13/08/2026

Agosto finisce, la lotta no.

Ad agosto con l'asfalto a 50 gradi nella piana fiorentina e pratese sono attivi 5 presidi operai: quello della ex Gkn e i 4 presidi della lotta dell'Acca.

E non per caso:

lasciare che le lotte vengano logorate dal tempo, dal meteo, dal caldo, dal freddo, dall'assenza di reddito è esattamente uno dei metodi più usati dal capitale per affossarci.

Questi presidi hanno
-un metodo semplice: andare avanti fino a che ce ne sarà.
-obiettivi semplici: riaprire le fabbriche chiuse, avere tutte le spettanze dovute.
-un programma semplice: la vita prima della merce e della vita.
- strumenti semplici: i corpi messi a disposizione e la difesa del diritto all'organizzazione, al conflitto sociale (al sindacato per come dovrebbe essere).

Per questo agosto finirà, la lotta no.

Ed è quindi sul finire di agosto che già vi diamo appuntamento per un'assemblea di rilancio e per un concerto di sostegno ai presidi e alle casse di resistenza.

Nel frattempo, ogni giorno di agosto, raggiungete i presidi e aiutate con la vostra presenza.

Presso il presidio ex Gkn , via Fratelli Cervi, Campi Bisenzio
h 18.00 Assemblea la vita prima del mattone e della merce
h 21.00 Casa del Vento in concerto

Non accetteremo fotovoltaico sporco di genocidio. Nè a Ribolla (Gr) nè ad altrove. 1. A Ribolla (Gr) il Comitato diritti...
12/08/2026

Non accetteremo fotovoltaico sporco di genocidio.
Nè a Ribolla (Gr) nè ad altrove.

1. A Ribolla (Gr) il Comitato diritti in Palestina denuncia che il nuovo impianto fotovoltaico (20 megawatt di potenza, circa 25 ettari e 36.828 moduli) sarebbe costruito da una serie di controllate dell'israeliana Shikun & Binui Energy. Azienda segnalata da più di un soggetto internazionale come estremamente attiva nelle politiche di occupazione, apartheid e genocidio sioniste.

2. Come potrebbe essere altrimenti: in una società strutturata attorno al genocidio, non esiste confine tra civile, militare, Stato, economia.

3. E' fuori strada chi provasse a sostenere che un megaimpianto fotovoltaico è sempre e comunque da appoggiare in quanto "energia pulita"

4. Che il fotovoltaico sia senza ombra di dubbio e di gran lunga la fonte di energia più pulita non lo dobbiamo spiegare noi. E soprattutto nessuno deve spiegarcelo.

5. Ma non è pulita se sporca di genocidio. La filiera produttiva e di installazione del fotovoltaico non ha "l'esenzione" dal dover rispondere a criteri sociali che richiediamo ad altre filiere.

6. La situazione è inoltre profondamente mutata rispetto a qualche anno fa dove il fotovoltaico era automaticamente contrastato dai produttori legati al settore fossile e militare.

7. Da tempo aziende perfettamente integrate nel sistema hanno "aperto" entro certi limiti al fotovoltaico. Perchè il fabbisogno energetico glocale cresce così vorticosamente che l'aumento delle installazioni di fotovoltaico si sommano al resto delle fonti senza riuscire a scalfire radicalmente il mix energetico globale.

8. Anzi, come nel caso del deposito Eni di Calenzano, il fotovoltaico diventa il green-washing perfetto: un modo per chiudere la discussione sui danni fatti a un territorio.

9. In Toscana questo è tanto più vero, dopo che una possibile alternativa è stata affossata: il progetto della fabbrica socialmente integrata alla ex Gkn prevedeva un ciclo del fotovoltaico totalmente integrato, con la possibilità di una linea produttiva che tra l'altro "personalizzasse" le soluzioni dei moduli fotovoltaici a misura dei territori e delle loro esigenze, nel pieno rispetto dell'equilibrio paesaggio/territorio/produzione di energia.

11. Contro questa ipotesi, a difesa dell'esistente, e della speculazione, si è alzato un vasto muro di gomma che potrebbe tranquillamente comprendere le istituzioni, locali e nazionali, come settori della cosiddetta economia dei fondi "sostenibili" o del cooperativismo.

12. Ognuno è libero di farsi un'idea se la fabbrica socialmente integrata sia stata affossata per inadeguatezza, incompetenza o pura complicità. Resta una ragione in più - non di certo quella più importante - per solidarizzare con la denuncia che arriva dal Comitato Diritti in Palestina di Ribolla.

13. In 5 anni di lotta, il Collettivo di Fabbrica ha appoggiato e convocato manifestazioni di convergenza anche lontano da Firenze. L'abbiamo fatto e lo possiamo rifare. Fuori l'economia sionista dalla regione.

11/08/2026

21mo Urlo per Gaza

L’11 di agosto sembra difficile radunare una piazza ed urlare per la Palestina, quando il genocidio è ormai più che normalizzato.

Nel giorno della liberazione di Firenze la testa è a chi ancora resiste da 78 anni a occupazione e colonialismo.

Il sistema che permette morte e distruzione a Gaza e in Cisgiodania è lo stesso che delocalizza fabbriche, abbassa i salari, ci impoverisce e che permette situazioni di caporalato e sfruttamento di ogni tipo come ci insegna la lotta del nel distretto pratese.

La retorica fascista si alimenta della rassegnazione, della sconfitta e dell’incapacità di essere maggioranza sociale.

Non abbiamo più diritto alla mera testimonianza, alle prese di posizione, alla frammentazione.
Per rispondere all’onda nera che si alza convergiamo nelle lotte, nelle piazze.

Firenze suona la martinella!

Indirizzo

Via Lelio Torelli, 2
Florence
50127

Sito Web

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