15/10/2026
L’ARTE DI STRADA NON CHIEDE PRIVILEGI. CHIEDE REGOLE.🔵
C’è una frase di Maria Angela Robustelli, autrice che apprezzo molto, che mi è rimasta addosso leggendo “Vite in affitto breve”:
«dove gli artisti possono sentirsi a casa anche se una casa non ce l’hanno».
Leggendola ho pensato subito a Yuri e ai suoi amici e colleghi, artisti di strada, che stiamo cercando di aiutare affinché possano fare una cosa che dovrebbe essere assolutamente normale: esibirsi a Napoli sapendo dove, come e nel rispetto di quali regole possono farlo.
Non chiedono privilegi.
Non chiedono deroghe.
Chiedono regole.
Regole certe, chiare e comprensibili, capaci di tutelare chi porta la propria arte nelle strade, ma anche chi quelle strade le vive ogni giorno.
Il diritto alla quiete, il rispetto degli spazi comuni e la libertà di espressione artistica non devono necessariamente essere interessi contrapposti. Il compito di una buona amministrazione dovrebbe essere proprio quello di trovare un equilibrio e renderlo chiaro a tutti.
Ed è per questo che, arrivati a questo punto, trovo francamente imbarazzante il tempo che si sta perdendo.
Stiamo parlando di una questione concreta, affrontabile, sulla quale dovrebbe essere possibile costruire una soluzione di buon senso. E invece l’incertezza continua, lasciando gli artisti senza riferimenti sufficientemente chiari e trasformando ogni esibizione in qualcosa che rischia di dipendere più dalle circostanze che da regole conosciute e condivise.
Eppure parliamo di Napoli
Una città nella quale musica, teatro, creatività ed espressione popolare non sono un ornamento da esibire quando conviene, ma parte della sua identità.
Forse è proprio qui che quella frase di Maria Angela Robustelli acquista, almeno per me, un significato ulteriore.
Una città non deve limitarsi a dire di amare gli artisti. Deve creare le condizioni perché possano esprimersi nel rispetto degli altri e delle regole.
Perché anche un artista di strada dovrebbe poter sentirsi a casa nella città in cui porta la propria arte.
E per sentirsi a casa non servono privilegi.
Servono regole.