I piani di zona come quello d'Isolato Stazione a Fiumicino, sono aree edilizie dove coop o ditte private di costruzione partecipano ad un bando pubblico per costruire su dei lotti dati in concessione dal Comune e che, parallelamente, spesso ricevono cispiscui anticipi pubblici (una volta direttamente dallo Stato, poi passati alle Regioni). I costruttori che usufruiscono di tutte queste agevolazion
i dovrebbero però rispettare una serie d'impegni dettati da Leggi e convenzioni (con i Comuni) ben chiare, questioni sulle quali giunte e funzionari pubblici inadempienti o spesso collusi non hanno MAI, come a loro imposto dalla Legge, vigilato. Perchè il rischio che una edilizia che nasceva con un preciso FINE SOCIALE diventasse terreno di speculazioni e ruberie, era purtroppo più che concreto. Praticamente tutti i piani di zona si sono rivelati pozzi di San Patrizio per centinaia di coop e ditte di costruzione che potevano contare su mancati controlli o, nel peggiore dei casi, su collusioni negli enti pubblici e nelle banche, capaci di erogare loro, spesso ad srl con soli 10.400€ di capitale versato, molti milioni di euro in mutui fondiari per opere lasciate poi incompiute e costate un quarto di quanto concesso loro. Centinaia di casi solo fra Roma e provincia, dove s'inserisce a pieno titolo anche quello del piano di zona Isolato Stazione di Fiumicino, là dove il nostro comitato risiede. Qui il costruttore è scappato dichiarando fallimento con almeno 4 milioni di utile al netto del rudere che ha lasciato esattamente a 50 metri dall'edificio del Comune, cioè davanti agli uffici di chi avrebbe dovuto PER LEGGE vigilare. Nonostante il Comune di Fiumicino e nello specifico il sindaco Montino, il suo vice e i dirigenti delle aree competenti, siano SEMPRE stati informati nel dettaglio e fin dal 2013 delle malefatte del costruttore, il Comune di Fiumicino non è MAI intervenuto. Anzi, non ha MAI perso occasione per arrecare ancor più danno alle famiglie del Comitato che, per entrare in queste case, avevano già dimostrato di possedere un reddito medio-basso e di non aver mai goduto prima di agevolazioni pubbliche all'acquisto della prima casa, oltre alla residenza abitativa o lavorativa a Fiumicino. Quindi edilizia pensata per quelle famiglie che non rientravano nelle fasce di reddito per accedere alle case popolari, ma che allo stesso tempo non potevano permettersi una casa in edilizia commerciale (e questo era il vero fine degli alloggi dei piani di zona!). Il Comune di Fiumicino con il sindaco Montino è stato addirittura capace di presentare ricorso al TAR contro la Regione Lazio (!) di Zingaretti per una delibera che nel 2020 ha revocato, a causa di gravi inadempienze, il finanziamento pubblico al costruttore (537.000€ ca.), rindirizzandolo verso i fruitori previsti per Legge, cioè gli inquilini promissari acquirenti. Già, perché tra gli obblighi previsti dalla Legge, il costruttore avrebbe dovuto dapprima esclusivamente affittare gli alloggi alle famiglie e poi, solo dopo 8 anni, chiedere alle famiglie già residenti, grazie ad un diritto di prelazione sempre previsto dalla normativa, se avessero voluto comprare ad un prezzo di vendita deciso ESCLUSIVAMENTE dal Comune (e non da lui), il tutto tenendo conto della detrazione del finanziamento pubblico regionale. Invece il nostro costruttore, accusato oggi anche di truffa aggravata e continuata ai nostri danni e delle Istituzioni, ha anteposto, oltre ai pre-requisiti previsti per Legge, che le famiglie gli pagassero un anticipo, durante la costruzione del palazzo, di ben il 33% su un prezzo di vendita da lui arbitrariamente stabilito due anni prima della prima delibera comunale contenente un primo prezzo al mq, tenendosi tutto per sè il finanziamento pubblico regionale. Così ha incassato circa 1,9 mln di euro in anticipi pretesi e non previsti dagli inquilini futuri acquirenti attraverso un ben rodato meccanismo truffaldino + oltre mezzo milione di euro dalla Regione Lazio (erogati mentre Montino era assessore all'urbanistica in Regione) + ben 3,8 milioni di mutuo concesso dall'allora Banca di Roma (oggi Unicredit). Il rudere che ha lasciato, nemmeno con tutte le opere di urbanizzazione terminate (tra le quali l'acqua ancora di cantiere) e con le pareti perimetrali spesse meno di 20 cm, se gli è costato 2 mln è grasso che cola (compresi i 4 negozi sottostanti), per cui già nel 2010, anno di consegna delle chiavi degli alloggi sociali, il costruttore aveva già incassato tutti i soldi come se avesse già venduto gli alloggi al suo prezzo inventato di 8 anni dopo (parliamo di un unico edificio con 36 alloggi sociali con taglio da 47Mq o 72Mq)
Nel frattempo gli abbiamo anche pagato degli affitti gonfiati appunto per 8 anni, per un totale di altri 2 mln, con i quali ha cominciato a pagare il mutuo trentennale. Incassato l'ultimo mese degli 8 anni di locazione, si è "rifugiato" nel fallimento perché il mutuo accesso superava di troppo il denaro che avrebbe potuto incassare da noi promissari acquirenti, così è subentrato un tribunale fallimentare e un curatore che, invece di denunciare una probabile bancarotta, tutt'oggi prova senza tregua a buttarci fuori dalle nostre case che abbiamo in gran parte già pagato. Il tutto con "l'aiuto" del sindaco e del Comune di Fiumicino che, altrimenti, avrebbe dovuto applicare la Legge e la convenzione, quindi revocare la concessione (sulla falsariga di quanto fatto dalla Regione) ri-acquisendo a patrimonio pubblico terreno ed edificio. Il problema è che ciò costringerebbe il curatore a denunciare alla Procura la bancarotta del costruttore e quindi fargli passare guai seri. Una eventualità assolutamente da scongiurare, anche se ciò voglia dire buttare per strada famiglie già truffate, sfruttate e abbandonate dall'amministrazione comunale. Ed ecco che qui interveniamo noi. Ci riuniamo, al netto di eventuali speculatori che hanno preso casa in questo palazzo e che di certo non avevano bisogno di un alloggio sociale, in un comitato di (ex) inquilini. Vincenzo Perticato (massimo esperto giuridico sui PdZ) e combattiamo da anni questa ingiustizia contro il costruttore e il Comune di Fiumicino che oggi è l'unico in tutta Italia che abbia mai fatto un ricorso su un atto regionale che va a tutelare il fine sociale dell'edilizia agevolata. Intanto il 21 Maggio 2021, grazie solo alle nostre denunce, il GUP Gaspare Sturzo del Tribunale di Roma rinvia a giudizio la ditta di costruzione e i suoi responsabili per truffa aggravata e continuata ai danni nostri e delle Istituzioni. Mercoledì 28 Luglio 2021 l'Alto Commissariato per i diritti dell'uomo (OHCHR - ONU), primo caso in Italia sull'edilizia agevolata, stabilisce che lo sgombero venga sospeso o che in alternativa lo Stato italiano fornisca un'adeguata sistemazione abitativa alla famiglia del portavoce del Comitato che ha chiesto loro un intervento urgente nel rispetto dei patti internazionali firmati anche dall'Italia. Il 12 Agosto 2021 e il 25 Ottobre 2021 l'Alto Commissariato per i diritti umani è intervenuto allo stesso modo a tutela di altri due membri del Comitato. E' scontato dire che noi non ci arrenderemo e che lotteremo finché non avremmo visto puniti i responsabili e risolta questa ingiustizia che da troppi anni stiamo vivendo sulla pelle nostra e quella dei nostri figli.