04/05/2026
Ci abbiamo messo un po’ a scrivere, perché serve tempo per accettare certe perdite.
Carissimo Beppe, lei è stato una parte della nostra vita, una presenza costante nelle nostre famiglie. Era la nostra certezza in un cammino fatto di dubbi, paure e momenti di smarrimento. La sua porta era sempre aperta, pronta ad accogliere chiunque volesse entrare, parlare, confrontarsi, piangere o semplicemente gioire.
Per i nostri figli era fonte di sorrisi, parole… e anche tante caramelle 😊
Lei e il CRO Firenze siete stati per tanti di noi una seconda casa, un rifugio dove, finché lei è stato lì, ci siamo sentiti al sicuro. Il suo ricordo resterà sempre nei nostri cuori, immutato.
Quando nel 2014 le dissi che alcuni genitori e alcuni adulti con sordità avevano deciso di fondare una nuova associazione, inizialmente cercò di dissuadermi. Ma quando le spiegammo il perché e quando scoprì il nome — IOPARLO — allora sì che fu felice! Da quel momento ci ha sempre dato una mano, ci ha sempre sostenuto e rispettato.
Aveva in noi, ci dava fiducia.
Non ci siamo mai dati del tu, ma questa era una scelta, una forma di rispetto reciproco: un formalismo che non ci ha mai tenuti lontani, anzi! Condividevamo , anche se a volte percorrevamo strade diverse, senza che questo ci allontanasse mai.
Era, ed è sempre stato, un . Lo ha dimostrato con la nascita del C.R.O. (Centro di Rieducazione Ortofonica), in un tempo in cui esistevano ancora le classi speciali e differenziali.
Lo ha sempre dimostrato anche nel leggere con lucidità ciò che sta avvenendo oggi: un’involuzione culturale, alimentata da una scarsa conoscenza della e da una sopravvalutazione dei numeri, che rischia di trascinarci indietro, verso pedagogie “speciali”, progetti “speciali”, percorsi che, proprio oggi che nei fatti tutto è possibile, rischiano di allontanare i nostri ragazzi e ragazze da anni di conquiste sociali e da una reale emancipazione.
Lei, invece, ha sempre indicato un’altra strada: quella che rende i nostri figli liberi di vivere pienamente le proprie vite, senza se e senza ma, in mezzo a .
Mi ha sempre detto che era felice quando i suoi ragazzi, diventati adulti, non tornavano a trovarla, perché significava che non avevano più bisogno di lei e stavano vivendo pienamente, senza limiti, la loro vita.
In questi giorni, però, sono tornati da lei. E sono stati tanti!
Sono tornati bambini, bambine, ragazzi e ragazze, madri, padri, professionisti, persone dai percorsi di vita e lavorativi più diversi. Sono tornati come persone e indipendenti, e questo grazie al suo lavoro.
E questo, Beppe, è il segno più grande di ciò che lei ha costruito: la capacità di trasformare un sogno in realtà.
Come ha scritto Don Milani, e come lei amava ripeterci: “Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di ” "Perché è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l'espressione altrui".
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Con profondo dolore comunichiamo la scomparsa di Giuseppe Gitti, fondatore del CRO Firenze.
La sua visione e il suo impegno hanno contribuito alla nascita e alla crescita della nostra struttura, che nel tempo è diventata un punto di riferimento per molti pazienti.
Ricordiamo soprattutto il suo impegno volto all’integrazione dei soggetti sordi all’interno della comunità.
In questo momento di dolore, desideriamo ricordarlo con gratitudine per il percorso professionale che ha lasciato e per le basi su cui il CRO Firenze continua a operare ogni giorno.
Il team proseguirà l’attività con serietà e dedizione, nel rispetto dei valori che hanno accompagnato la storia del Centro.
La salma è esposta presso OFISA Viale Milton Firenze, negli orari 17-19 sabato 2 maggio e 8-19 domenica 3 maggio.
Le esequie si terranno in data 4 maggio alle ore 15:30 presso la Chiesa di San Marco Vecchio in Via Faentina a Firenze.
In segno di lutto, il CRO Firenze resterà chiuso nella giornata del 4 maggio.