Slow Food Primiero

Slow Food Primiero Seguici per scoprire le attività della condotta Slow Food della valle di Primiero! Chi siamo?

Slow Food Primiero è una associazione che promuove un cibo, buono, sano e rispettoso dell'ambiente e di chi lo produce. Da poco il nuovo direttivo della condotta si è rinnovato, con un nuovo slancio di idee per riprendere i lavori svolti in passato e con molte idee per il futuro. Siamo un gruppo di agricoltori, ristoratori, allevatori, trasformatori, appassionati di cibo, che vogliono sostenere le

produzioni agricole del Primiero coinvolgendo anche ristoratori e tutta la comunità, creando una rete che sostenga l'economia, ma soprattutto che sia volta ad una inclusione sociale equa e ad una agricoltura ed un allevamento più sostenibili. .. Noi ci crediamo, questo è il primo passo per realizzare un'idea buona, pulita e giusta.

27/05/2026
🌿 RICONOSCERE LE ERBE SPONTANEEPasseggiata tra natura, conoscenza e tradizione​Slow Food Primiero organizza una breve pa...
25/05/2026

🌿 RICONOSCERE LE ERBE SPONTANEE
Passeggiata tra natura, conoscenza e tradizione
​Slow Food Primiero organizza una breve passeggiata tra prati e sentieri per imparare a riconoscere le erbe spontanee e le piante officinali del nostro territorio.

​🗓️ DATA: 1 Giugno

🕜 RITROVO ORE: 14.30

📍 LUOGO DI RITROVO: Rifugio Petina

⏱️ DURATA PREVISTA: 2 ore circa

🥾 TIPOLOGIA: Passeggiata facile

👥 NUMERO MASSIMO: Max 15 partecipanti

💶 QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 10€ a persona

​👤 CON CHI: Con Elisa, appassionata di erbe e fiori e titolare dell'azienda Erborì di Tonadico.

​☕ PICCOLO RINFRESCO FINALE: Preparazione condivisa di una tisana o di uno sciroppo alle erbe accompagnati da un piccolo momento conviviale.

​🎒 COSA PORTARE:
▪️​Scarpe comode
▪️​Abbigliamento adatto
▪️​Acqua
▪️​Quaderno e penna (facoltativi)

​💝 COSA PORTI A CASA: Nuove conoscenze, curiosità e uno sguardo più attento verso la natura che ci circonda.
📞 Per info e prenotazioni
389 28 37003
Posti limitati - prenotazione obbigatoria

La lezione che da lui abbiamo imparato e che vogliamo portare avanti con il nostro impegno è che il cibo è il più grande...
22/05/2026

La lezione che da lui abbiamo imparato e che vogliamo portare avanti con il nostro impegno è che il cibo è il più grande nutrimento per l'uomo: nutrimento per il nostro corpo, per la nostra anima, per il nostro senso di giustizia, per la nostra capacità di pensare e costruire realtà diverse...
Per la nostra umanità.

Grazie!

16/05/2026
Terzo piccolo passo verso la Marcia per la Pace del Primiero di oggi, con partenza ore 14.00 da Imer, Piazza ex Municipi...
16/05/2026

Terzo piccolo passo verso la Marcia per la Pace del Primiero di oggi, con partenza ore 14.00 da Imer, Piazza ex Municipio.

Condividiamo con voi quello che consideriamo il Manifesto di Slow Food Trentino Alto Adige.
Per ricordarci - lungo tutta questa giornata - il senso e la direzione che vogliamo dare al nostro impegno.
A tutt*, Buona Marcia!

"Noi rappresentanti di Slow Food, una rete globale di comunità locali presente in 160 paesi del mondo, consapevoli che le sfide del presente e del futuro ci coinvolgono in interconnessione con popoli vicini e lontani, ci impegniamo nel territorio trentino:
a nome di coloro che, lavorando la terra, la custodiscono, la curano e la conservano fertile;
a nome di coloro che custodiscono e preservano i semi, salvaguardandoli dall’estinzione e dall’oblio, e difendendoli dai brevetti e da logiche speculative e di privatizzazione;
a nome di coloro che tutelano e preservano i beni comuni e, in particolare, i suoli e la loro fertilità, l’acqua, l’aria, la conoscenza e, soprattutto, la biodiversità, di specie animali e vegetali, coltivate e selvatiche;
a nome di coloro che credono nell’economia della solidarietà e della cooperazione come alternativa necessaria e urgente a un sistema e a un modello economico che ha nella competitività e nella sopraffazione i propri valori guida;
a nome di coloro che si impegnano per garantire un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti;
a nome di quanti credono nella trasmissione di saperi e competenze tra le generazioni come strumento per costruire un futuro migliore per tutti;
a nome dei popoli indigeni e di coloro che in ogni angolo del mondo lottano per l’affermazione dei loro diritti;
a nome di chi mantiene abitate e vive le Terre Alte, le montagne e le aree interne, generando servizi ecosistemici di cui tutti noi, vicini e lontani, possiamo beneficiare;
a nome di coloro che subiscono sofferenze, migrazioni, lutti e perdite a causa della crisi climatica e delle sue conseguenze in tutti gli angoli del Pianeta, soprattutto nei paesi che sono stati meno responsabili nel determinare questo sconquasso;
a nome di coloro che si sentono fratelli su questa Terra, che è Madre di tutti gli esseri viventi;
a nome di chiunque è ingiustamente rinchiuso, respinto o rifiutato a causa del colore della propria pelle, dell’etnia a cui appartiene, del luogo da cui proviene, e di coloro che lottano perché abbia fine questa ingiustizia;
a nome di coloro che credono che i diritti – inclusi il cibo, l’acqua e la terra – debbano essere riconosciuti universalmente;

DICHIARIAMO:
Che il cibo buono, pulito, giusto e sano è un diritto di tutti e, fino a quando anche solo una persona sul pianeta non ne avrà accesso, non smetteremo di batterci per garantirlo.
Che il mondo intero è la nostra casa e la dimensione del nostro agire è globale. La nostra rete non conosce confini. Rifiutiamo pertanto qualunque pregiudizio di carattere politico, economico e sociale che discrimini le persone che migrano in ragione di conflitti, violenze, sfratti, povertà, calamità naturali. Combattiamo ogni pensiero e azione che espropria le fasce più deboli della popolazione dei propri diritti, che calpesta le culture indigene, che non tiene nella dovuta considerazione le donne, i giovani, gli anziani. In particolare, riconosciamo, favoriamo e valorizziamo il fondamentale contributo che le donne apportano in termini di conoscenza, lavoro e sensibilità in ambito familiare, comunitario e sociale.
Che la salvaguardia degli ecosistemi e la custodia della biodiversità sono le principali priorità del nostro agire come attivisti, agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, studiosi, cuochi, cittadini. La produzione e la distribuzione del cibo non possono essere in conflitto con la natura, i suoi ritmi, la sua capacità di rigenerarsi, bensì devono essere in armonia con essa;
Che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come singoli esseri umani e come collettività. Sia essa una diversità genetica, culturale, linguistica, generazionale, sessuale o religiosa. Questa diversità deve essere messa costantemente in dialogo: i confini regionali e nazionali non esistono: Vogliamo contribuire così a un’idea di Europa senza confini e in dialogo con i mondi circostanti; a un diverso modello di sviluppo basato su un paradigma del tutto nuovo che - come ci insegna Terra Madre - getta lo sguardo oltre i vecchi assetti geopolitici per abbracciare la Terra nei suoi ecosistemi: sono queste le connessioni che ci consentiranno di trovare soluzioni comuni.
Che l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità è all’origine di sofferenze e discriminazioni e che per questo va affrontata con coraggio a tutti i livelli decisionali e operativi – a partire dal tema del lavoro – per raggiungere una più equa distribuzione tra tutte le donne e gli uomini del nostro pianeta.
Che l’accesso alla conoscenza è un diritto di tutti e che i saperi e le competenze tradizionali devono essere preservati. Solo persone informate e consapevoli possono operare scelte libere, ponderate e ragionate. Ci si prende cura solo di ciò che si conosce.
Che il cibo non è una merce e che quindi non può essere prodotto con l’unico obiettivo di essere venduto, né tantomeno è un prodotto finanziario. Non siamo consumatori, ma cittadini attivi e consapevoli, a fianco di chi produce il cibo buono, pulito e giusto.
Che nelle cucine delle osterie si mantengono vivi e si rigenerano i sistemi locali del cibo, si trasmettono conoscenze e si creano relazioni e che le nuove generazioni devono potersi formare a questo modello di ristorazione e comprenderne il valore.
Che le politiche del cibo sono uno strumento imprescindibile per rifondare il sistema alimentare e affrontare in modo organico la varietà di questioni che è necessario coinvolgere, dall’accessibilità al cibo, allo spreco, dal rapporto cittadini-agricoltori, alla ricezione scolastica, dalla salute al coinvolgimento delle economie locali.
Che le Terre Alte sono un laboratorio di futuro, le monocolture che le minacciano, siano esse economiche, di idee o agricole, mettono a rischio interi territori di vita con la loro capacità di essere un esempio di sostenibilità, di resistenza e di soluzioni per la Comunità di destino che ci coinvolge tutti.
Che le nostre scelte quotidiane, a partire dal cibo, possono contribuire a cambiare il mondo e che anche i piccoli gesti che ognuno di noi compie più volte al giorno sono il primo strumento che Slow Food vuole realizzare. Ma che il cambiamento non si raggiungerà con la somma dei comportamenti virtuosi individuali, ma solo stimolando un profondo cambiamento culturale e sociale che renda socialmente desiderabile la conversione ecologica, come suggerì Alexander Langer già nel 1994.
Che se c’è un aspetto che - oltre ad avere uno spazio di primissimo ordine come simbolo di pace in ogni cultura o religione - può trasmettere valori come la condivisione, l’ospitalità, il meticciato, il rispetto verso le altre culture e verso la biodiversità, questo è il cibo. Siamo dunque convinti che comprendere l’alimentazione come strumento sociale, politico e culturale possa risultare determinante per un’educazione alla pace e al rispetto;
Che le comunità e le realtà che incontriamo e incontreremo sulla nostra strada si iscrivono nell’avventura delle oasi di fraternità, così come descritte dal pensatore Edgar Morin: retroguardie di umanità in tempi di barbarie trionfanti, avanguardie di umanità se s'intravede la possibilità di un futuro migliore: gli abbozzi di una civiltà del primato dell’ “io" nel "noi".
Che, proseguendo il ragionamento di E. Morin, dobbiamo creare degli isolotti di vita altra, dobbiamo moltiplicare questi isolotti, o piuttosto queste imbarcazioni, micro - arche di Noè nell'oceano delle incertezze del tempo."

Secondo piccolo passo verso la Marcia per la Pace del Primiero di domani, 16 maggio.Condividiamo oggi un altro testo let...
15/05/2026

Secondo piccolo passo verso la Marcia per la Pace del Primiero di domani, 16 maggio.

Condividiamo oggi un altro testo letto durante "Il Crudo e il Cotto", che costituisce il cuore della nostra motivazione ad essere presenti alla Marcia.
Una speranza, un'ambizione.
Una Preghiera...

"La convivialità non ha valore solo all'interno di ciascuna religione, ma anche là dove diverse fedi si incontrano. L'esempio più illuminante è costiuito dalla città di Sarajevo, dove per sei secoli è stata in vigore una legge non scritta, ma rispettata da tutti. Il suo nome è komsiluk (buon vicinato). Un vero e proprio manifesto dell'ospitalità. Secondo un'antica consuetudine, tipica delle comunità multireligiose, quando si invitava qualcuno a cena nessuno chiedeva all'altro la fede di appartenenza. Ma per rispetto di tutti di evitavano i cibi e i comportamenti proibiti dalle varie fedi. La somma di tutti i tabù alimentari richiedeva ai padroni di casa una strategia culinaria di precisione che escludeva il maiale per non offendere i musulmani, polpi e vongole per non mettere in imbarazzo gli ebrei, la selvaggina per non infastidire i buddisti, il manzo per non umiliare gli induisti. La parola komsiluk si forma dal turco komsu che significa "vicino". Ma anche nelle lingue e nelle culture balcaniche subisce uno slittamento semantico positivo e passa a indicare uno spazio di mediazione, una zona franca dove le diverse religioni depongono le armi e si spogliano dei loro caratteri più contundenti per ritrovarsi in pace. Accogliere e fare stare bene i "vicini di casa" è fondamentale affinché i motivi di unione prevalgano su quelli di divisione. Di fatto, la komsiluk ha funzionato a lungo e bene fino alla guerra della ex Jugoslavia, quando una propaganda scellerata ha messo tutti contro tutti. Cancellando un'antica tradizione di buon vicinato. Che per secoli era stata più sacra delle religioni stesse, al punto che ogni casa aveva due porte, una che dava sulla strada e una che dava sul retro e conduceva diritto a quella del vicino. Il rispetto reciproco e il mutuo soccorso erano i fondamentali della comunità".

(dal libro "Mangiare come Dio comanda")

Tre piccoli passi verso la Marcia Per la Pace del Primiero 2026.A pochissimi giorni dall'importante appuntamento della M...
14/05/2026

Tre piccoli passi verso la Marcia Per la Pace del Primiero 2026.

A pochissimi giorni dall'importante appuntamento della Marcia per la Pace, vogliamo condividere con voi 3 riflessioni nate dalle letture de "Il Crudo e il Cotto" dello scorso 2 Maggio.
A testimoniare come il cibo sia un pilastro fondamentale per costruire nel mondo dialogo, comunità, condivisione, equanimità.
Anche se spesso viene usato in senso contrario, come arma di guerra, strumento per piegare e sottomettere.

Noi rivendichiamo con forza che il cibo è un diritto fondamentale!
E che con esso possiamo alimentare la Pace!

"S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.

Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Cile
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia!"

(Filastrocche in cielo e in terra, di Gianni Rodari)

Alcune immagini del "Crudo e Cotto", che si è tenuto lo scorso sabato all' interno del Saz Nic. Tema delle letture, il c...
05/05/2026

Alcune immagini del "Crudo e Cotto", che si è tenuto lo scorso sabato all' interno del Saz Nic. Tema delle letture, il cibo come momento di condivisione e ponte tra le culture. I partecipanti hanno scelto testi in diverse lingue (swaili, spagnolo, russo) e dialetti, a testimoniare come nella diversità si trovi sempre l' umanità, e come il cibo possa essere un elemento di unione e un veicolo di pace. Ed affermare con forza che il cibo non deve essere mai arma di guerra, ma è diritto inalienabile di ogni essere umano!
Un grazie all' associazione Aguaz per l' ospitalità all'interno della manifestazione. E un grazie pieno di riconoscenza all' associazione TramETerra, per il loro sostegno e per essere una fonte costante di stimoli!
Uno speciale ringraziamento, inoltre, alla Biblioteca intercomunale di Primiero che, mettendo a disposizione i libri della sua sezione dedicata al cibo, ci permette di trovare sempre nuove letture interessanti da condividere.

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