Cooperativa Serena Ferrara

Cooperativa Serena Ferrara Vogliamo essere punto di riferimento costante, credibile e affidabile, per chi è in difficoltà e ha bisogno di aiuti concreti, un dovere verso la comunità

L’obiettivo che da subito si propone, è quello di operare nel settore dei servizi alla persona (socio-assistenziali, sanitari, educativi) per creare opportunità di lavoro per i nuovi soci. Traguardo che raggiunge pienamente nel 1994, quando diventa anche cooperativa sociale di tipo A. I primi anni non sono facili, ma grazie al supporto della CISL e alla tenacia di coloro che credono nel progetto,

Cooperativa Serena viene, poco alla volta, riconosciuta ed apprezzata come nuova realtà di riguardo del territorio ferrarese. Inizialmente, il gruppo di lavoro si occupa di assistenza domiciliare e privata per anziani e disabili, poi arrivano le commesse pubbliche che, da piccole convenzioni si fanno affidamenti sempre più consistenti e prestigiosi.

Nella nostra Casa per Anziani di Argenta, la Beneficenza Manica, si è organizzato un colorato e simpatico Luna Park per ...
02/09/2026

Nella nostra Casa per Anziani di Argenta, la Beneficenza Manica, si è organizzato un colorato e simpatico Luna Park per un giorno, per i nostri ospiti. Ne parla Confcooperative Emilia Romagna che ringraziamo.

Il giardino della Casa per Anziani Beneficenza Manica di Argenta, struttura gestita da Coop Serena, si è trasformato per un giorno in un piccolo Luna Park, con hot dog, zucchero filato, pop corn, giochi ed estrazioni pensati per coinvolgere gli ospiti in una giornata di festa e condivisione. L'iniz...

LA FORZA DELLA FRAGILITA'Yayoi Kusama ha passato gran parte della sua vita cercando di dare una forma a qualcosa che, de...
27/08/2026

LA FORZA DELLA FRAGILITA'
Yayoi Kusama ha passato gran parte della sua vita cercando di dare una forma a qualcosa che, dentro di lei, non aveva forma. Prima ancora dei pois, delle zucche e delle stanze di specchi che l’avrebbero resa una delle artiste più riconoscibili al mondo, ci furono le allucinazioni.

Da bambina Kusama raccontava di vedere luci, aure, reticoli e campi di punti che sembravano moltiplicarsi fino a ricoprire ogni cosa. Quelle immagini non erano per lei soltanto un’invenzione artistica: erano esperienze concrete, spesso angoscianti, dalle quali cercava una via di fuga.

La sua risposta fu disegnare.

Kusama cominciò così a trasformare sulla carta ciò che vedeva nella propria mente. La ripetizione diventò progressivamente una necessità: punti, reti, forme organiche, superfici ricoperte all’infinito. Dipingere significava riprodurre quelle visioni, ma anche cercare di dominarle. È da qui che si può comprendere uno dei concetti centrali della sua opera, quello della “self-obliteration”, l’autoannullamento: la dissoluzione dei confini tra il corpo, l’opera e lo spazio circostante.

Per Kusama la sofferenza psichica non fu quindi semplicemente un capitolo della biografia. Entrò nel linguaggio stesso della sua arte.

Nel corso della sua vita parlò apertamente delle proprie difficoltà psicologiche e del rapporto fra la malattia e la creazione. Dopo gli anni trascorsi negli Stati Uniti, dove negli anni Sessanta era diventata una figura dell’avanguardia newyorkese, tornò in Giappone nel 1973. Nel 1977 scelse di entrare in una struttura psichiatrica di Tokyo, dove avrebbe continuato a vivere per il resto della sua vita. Non smise però di lavorare: il suo studio si trovava nelle vicinanze e la pittura continuò a scandire le sue giornate.

È forse questo l'aspetto più importante della sua storia: Kusama non raccontò mai l'arte come qualcosa di separato dalla propria fragilità. Al contrario, la considerava una possibilità di resistenza.
La ripetizione ossessiva che per il pubblico sarebbe diventata uno stile immediatamente riconoscibile, milioni di pois, reti senza fine, specchi che moltiplicano lo spazio, nasce anche da una necessità personale. Ciò che poteva essere percepito come un sintomo, nella sua pratica artistica diventava materia da organizzare, ripetere e trasformare.

È morta a 97 anni, il 14 agosto 2026, in un ospedale di Tokyo; la notizia è stata annunciata il 27 agosto.

La sua storia rischia di essere raccontata semplicemente come quella di una donna che “trasformò la malattia mentale in arte”. Ma sarebbe una definizione troppo piccola. Kusama non fu soltanto un'artista che dipingeva le proprie allucinazioni. Fu un'artista che riuscì a costruire, a partire dalla propria esperienza del dolore e dell'ossessione, un linguaggio completamente personale.

I pois non erano soltanto pois. Le reti non erano soltanto reti. Gli specchi non erano soltanto specchi. Erano il tentativo, durato tutta una vita, di mettere ordine nell'infinito.

Noi, di Coop Serena, lo sappiamo che la fragilità è anche forza. Ce lo dicono tutti i giorni le nostre ragazze e ragazzi nelle strutture che gestiamo.


> Mostra di Kusama a Tokyo, nel 2004 (Junko Kimura/Getty Images) Installazione di Kusama alla National Gallery di Singapore, nel 2017 (Suhaimi Abdullah/Getty Images)

Siamo quasi alla fine di  . Alcuni sono ancora in vacanza, molti sono già tornati, altri non sono mai partiti. Le nostre...
27/08/2026

Siamo quasi alla fine di . Alcuni sono ancora in vacanza, molti sono già tornati, altri non sono mai partiti. Le nostre attività non si sono mai fermate.

E' stata una estate calda, caldissima. Ce la ricorderemo, come ricorderemo i momenti belli di questi mesi fatta di sorrisi, chiacchiere, abbracci e ascolto. Le persone fanno questo, prima di tutto, ascoltano.

Vi auguriamo buona giornata ❤

www.coopserena.it

Le parole della nostra Ilaria Bolzon Musicoterapista che raccontano la sua esperienza nei nostri Centro Diurno San Marti...
19/08/2026

Le parole della nostra Ilaria Bolzon Musicoterapista che raccontano la sua esperienza nei nostri Centro Diurno San Martino e Csrd Airone e Cso Cerevisia di Bondeno e di care manager per il progetto Inclusi - Coltivare autonomie, inclusione e bellezza. Buona lettura!

"A volte, in musicoterapia, la cosa più importante è quella che rischiamo di non vedere. In un Centro mi hanno chiesto di svolgere una documentazione del lavoro che sto svolgendo. Stanca delle sole foto che, a mio avviso non rendono il lavoro che c'è dietro un incontro musicoterapico, ho optato per i video e in seguito ho iniziato a fare delle micro-analisi di alcuni frammenti di seduta.

I video permettono di rivedere una seduta, fermarsi, tornare indietro, osservare un gesto, uno sguardo, un movimento, un cambiamento nella respirazione, un’attesa che prima non avevamo notato. Sono dettagli piccoli e i cambiamenti non sempre sono evidenti. Ma, nella grave disabilità, spesso, sono proprio questi dettagli a raccontare l’evoluzione di un percorso.

Un incontro dopo l’altro, ciò che a una prima osservazione può sembrare quasi impercettibile diventa parte di un percorso: una risposta che arriva prima, una maggiore intenzionalità, un movimento diverso, un momento di attenzione condivisa, un modo nuovo di stare nella relazione. E questa foto mi fa sorridere proprio per questo. 😊

È uno di quei momenti della seduta in cui succede qualcosa che vale la pena fermare, osservare e riguardare. Peccato che io con i video sia ancora un disastro: spesso, nel tentativo di riprendere tutta la stanza finisco per tagliare proprio il dettaglio più importante, di solito l'ospite o la musicoterapeuta! 😅 Ad ogni modo, documentare non significa semplicemente conservare una registrazione o trovare grandi cambiamenti. Significa imparare a vedere. In più, qualche volta, per capire quanto è cambiato un percorso, bisogna proprio fermarsi sui dettagli che spesso fanno la differenza. ❤️"

Niente pensieri, solo relax. ❤Buon Ferragosto a tutte e tutti!
15/08/2026

Niente pensieri, solo relax. ❤
Buon Ferragosto a tutte e tutti!

Buon compleanno a Marco del Centro Diurno San Martino!Le attività nei nostri Centri procedono come sempre, e ci regalano...
06/08/2026

Buon compleanno a Marco del Centro Diurno San Martino!

Le attività nei nostri Centri procedono come sempre, e ci regalano momenti di festa come questo. Auguri!

Dietro ogni creazione di   c'è molto più della ceramica: ci sono mani, impegno, crescita e inclusione. C'è il valore del...
28/07/2026

Dietro ogni creazione di c'è molto più della ceramica: ci sono mani, impegno, crescita e inclusione. C'è il valore della comunità.

Vedere queste formine diventare un ricordo di Stellata significa dare valore alle persone che le hanno realizzate, ai nostri ragazzi del Centro Diurno di Bondeno. Un grazie a tutti coloro che hanno scelto di portare con sé un pezzo del nostro territorio e della nostra comunità.
Simone Saletti Sindaco Angela Dianati

🔵 1986 | 2026 Quarant'anni di storie di persone. Siamo arrivati a metà dell'anno, del nostro 40esimo anniversario. Sei m...
22/07/2026

🔵 1986 | 2026 Quarant'anni di storie di persone.
Siamo arrivati a metà dell'anno, del nostro 40esimo anniversario. Sei mesi che ci hanno ricordato quanto il valore di Serena non stia solo nella sua storia, ma soprattutto nell'impegno quotidiano delle persone che, ogni giorno e in ogni stagione, si prendono cura della comunità. Da quarant'anni il nostro percorso è fatto di presenza, ascolto e responsabilità: un impegno che continua a rinnovarsi, con lo stesso spirito, guardando al futuro.

> www.coopserena.it

La   è una priorità strategica per la nostra Cooperativa. Promuovere pari opportunità, rispetto e inclusione significa c...
21/07/2026

La è una priorità strategica per la nostra Cooperativa. Promuovere pari opportunità, rispetto e inclusione significa creare un ambiente di lavoro più equo, valorizzare le persone e generare valore per l'intera organizzazione.

Il nostro sistema di   che rappresentano non solo un requisito di qualità, ma anche l'espressione di una scelta valorial...
20/07/2026

Il nostro sistema di che rappresentano non solo un requisito di qualità, ma anche l'espressione di una scelta valoriale. Prendersi cura delle persone significa infatti garantire ambienti sicuri, servizi qualificati e una organizzazione attenta al benessere di chi vi lavora e di chi ne beneficia.

Indirizzo

Via Maestri Del Lavoro, 5
Ferrara
44124

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