22/05/2026
Se n'è andato , all'età di 76 anni. Con la sua partenza, non perdiamo solo il fondatore di Slow Food, ma un visionario che ha ridefinito il concetto stesso di giustizia sociale, ecologia e comunità.
La sua rivoluzione del "buono, pulito e giusto".
Sul piano professionale, Petrini è stato un catalizzatore di cambiamento senza precedenti. Ha preso la gastronomia e l'ha trasformata in un potente atto politico e sociale. Attraverso la nascita di Slow Food, la creazione della rete globale di Terra Madre e la fondazione dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha dimostrato che l'economia può essere sostenibile. La sua intuizione che il cibo debba essere sempre buono, pulito e giusto ha restituito dignità ai piccoli produttori e ha messo la difesa della biodiversità al centro del dibattito globale.
Ma è l'immensa statura umana di Carlin che lascia un vuoto incolmabile in tutti noi che operiamo nel sociale. Petrini era un uomo di straordinaria empatia, guidato da una dote rara: la capacità di ascoltare e dare voce a chi non l'aveva.
Dai contadini delle Langhe alle comunità indigene del Sud del mondo, ha lottato per i diritti dei lavoratori della terra, accorciando le distanze e creando ponti di solidarietà globale. Per lui la tavola non è mai stata un lusso, ma un luogo di resistenza civile contro la frenesia e l'individualismo, uno spazio per fare comunità e praticare l'inclusione.
Ha dialogato con i grandi della Terra — indimenticabili le sue riflessioni sull'ecologia integrale con Papa Francesco — senza mai perdere la spontaneità e la vicinanza alla sua gente e ai giovani, nei quali riponeva ogni speranza.
Carlo Petrini ci lascia un'eredità che è il cuore pulsante del Terzo Settore: la certezza che un mondo più giusto e fraterno è possibile, se impariamo a prenderci cura, insieme, della Terra e di ogni essere umano che la abita.
Buon viaggio, Carlin.
La tua terra ti sia lieve. 💚
Forum Terzo Settore Nazionale