22/01/2026
SENATO Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-02691
Atto n. 4-02691
Pubblicato il 21 gennaio 2026, nella seduta n. 383
CUCCHI - Ai Ministri dell'interno e per la protezione civile e le politiche del mare. -
Premesso che:
da organi di stampa si apprende che nella notte dell’11 gennaio 2026 un incendio ha interessato la torre B del grattacielo di Ferrara, determinando l’evacuazione di oltre 200 persone e l’inagibilità dell’edificio, con ordinanza sindacale di non utilizzo;
il Comune ha attivato l’accoglienza al palazzo delle Palestre, comunicando il 13 gennaio la chiusura dell’accoglienza entro le ore 15 del 18 gennaio seguente e la possibilità di accesso agli appartamenti fino a sabato 17 gennaio per il recupero di beni;
la Prefettura ha coordinato la macchina dei soccorsi e ha richiamato la presa in carico della prima accoglienza da parte del Comune;
risulta all’interrogante che i residenti sfollati (comitato “Torre B”) abbiano segnalato, in una lettera indirizzata a istituzioni locali e per conoscenza alle autorità competenti, la presenza di 84 appartamenti inagibili, accessi limitati per recuperare farmaci e beni essenziali, e l’impossibilità concreta di reperire in pochi giorni soluzioni sul mercato, con particolare preoccupazione per minori e persone fragili;
l’intero stabile era già risultato assegnatario, tramite il Comune, di un finanziamento del Governo a seguito della graduatoria del bando pubblicato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015 “Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” (15A08012) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 26 ottobre 2015 e quindi inserito nel “piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 giugno 2017. Non risulta che tale finanziamento sia stato utilizzato dal Comune;
risulta all’interrogante che a seguito dello sgombero del palazzo delle Palestre, grazie al coordinamento dell’associazione “Cittadini del mondo”, circa 40 persone siano state ospitate dall’associazione “Viale K”, in una situazione di accoglienza di emergenza e non sostenibile a lungo termine; di queste, quattro studentesse sono state ospitate in una struttura della Caritas e altre, fra cui due nuclei familiari con minori e fragili, sarebbero stati assistiti da privati;
da notizie di stampa si è venuti a conoscenza che anche la torre A della struttura presenterebbe le stesse carenze di sicurezza per le quali sarebbero necessari ingenti lavori il cui costo e durata potrebbero rendere necessaria un’ulteriore ordinanza di sgombero;
considerato che:
il termine di 5 giorni dalla comunicazione della conclusione della prima accoglienza, a meno di 7 giorni dall’evento calamitoso e dall’ordinanza di sgombero, risulta a parere dell’interrogante del tutto incongruo per la ricerca di una soluzione abitativa dignitosa ed economicamente sostenibile, in particolare per chi non possa contare su una rete di supporto familiare o amicale;
è chiaro che in tali situazioni di emergenza il ruolo del terzo settore non può essere considerato sostitutivo delle attribuzioni di sostegno e assistenza alla cittadinanza proprie delle istituzioni pubbliche;
la normativa di protezione civile attribuisce ai Comuni compiti di coordinamento dell’assistenza alla popolazione colpita nel proprio territorio e allo Stato l’esercizio del potere sostitutivo (art. 120 della Costituzione), in caso di inerzia,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; quale sia il numero ufficiale degli sfollati ancora privi di soluzione abitativa sostenibile, quanti i minori e fragili e quali strumenti siano stati effettivamente previsti per chi non riesce a reperire un alloggio sul mercato in tempi compatibili con l’emergenza;
se, ciascuno per quanto di propria competenza, intendano acquisire da Comune e Prefettura una relazione su gestione dell’emergenza, comunicazioni ai residenti, pianificazione e tempistiche tecniche di ripristino dell’agibilità, anche alla luce dell’apertura di accertamenti giudiziari riportata dalla stampa;
se e quali misure urgenti si intenda attivare, d’intesa con Comune, Prefettura e Regione Emilia-Romagna, per garantire che nessuna persona sfollata resti priva di una sistemazione sostenibile nel breve e medio periodo, anche attraverso soluzioni temporanee alternative e criteri trasparenti di accesso;
se risulti che il Comune di Ferrara abbia rinunciato al finanziamento di cui piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate e quali siano le comunicazioni intercorse fra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Comune di Ferrara rispetto alla rinuncia al finanziamento stesso.