06/06/2026
Valbrembo: la storia non si cancella con il click di una vergognosa petizione online.
Giù le mani dai nostri aeroporti.
La tragedia che ha colpito l'aeroporto di Valbrembo, costata la vita a un giovane istruttore, ha lasciato l'intera comunità aeronautica italiana sgomenta e con un dolore profondo.
Quando un pilota cade mentre compie il proprio dovere con preparazione, disciplina e una passione sconfinata, il primo e unico dovere di una comunità civile dovrebbe essere il rispetto. Il rispetto profondo per la vittima, per la sua famiglia e per tutti i professionisti che ogni giorno popolano i nostri cieli.
Invece, come un riflesso pavloviano tanto puntuale quanto cinico, si è subito messa in moto la macchina dello sciacallaggio mediatico. I soliti professionisti del risentimento, gli "hater" da tastiera, i cacciatori di consensi politici, non hanno aspettato nemmeno che si spegnessero i riflettori dei soccorsi per rilanciare una strumentale petizione online anti aeroporto.
L'obiettivo? Il solito, miope e populista: manipolare l’opinione pubblica per "chiudere tutto".
Bisogna dire basta a questa deriva con la massima fermezza.
I "non addetti ai lavori" spesso ignorano che l'aviazione generale si fonda su una cultura della sicurezza (Just Culture) rigorosissima. Ogni inconveniente o incidente viene analizzato dalle autorità competenti (ANSV) per capire le cause e impedire che si ripetano, non per trovare un capro espiatorio mediatico.
Se applicassimo questa assurda logica della cancellazione a ogni attività umana, l'Italia sarebbe paralizzata. Qualcuno ha forse mai chiesto la chiusura di un'autostrada dopo un drammatico incidente stradale? Si è mai proposta la demolizione di una linea ferroviaria o la chiusura di un cantiere edile di fronte a una tragedia sul lavoro? Certamente no. Perché in quei casi si comprende il valore dell'infrastruttura e si lavora per capire le cause e migliorare la sicurezza.
La chiusura di un aeroporto non aumenta la sicurezza; la ricerca tecnica e la prevenzione sì.
Nel volo deve valere lo stesso principio.
L'aviazione generale non è come si vuol far passare in certe narrazioni, un passatempo della domenica, ma un settore regolato da standard di sicurezza rigorosissimi.
Gli aeroporti cosiddetti “minori” come Valbrembo sono presidi di formazione, nodi di un'economia tecnica e incubatori di nuove professionalità che servono il Paese ed il suo sviluppo creando posti di lavoro altamente qualificati e mantenendo migliaia di addetti.
La sicurezza nei nostri cieli non si garantisce sbarrando i portoni di un hangar, ma sostenendo la cultura della Sicurezza Volo, l'addestramento continuo e l'analisi tecnica rigorosa che gli organi competenti (come l'ANSV) effettuano dopo ogni evento.
AOPA Italia non assisterà in silenzio al tentativo di usare la morte di un collega per portare avanti vecchie, ideologiche e meschine battaglie di cortile contro l'aeroporto di Valbrembo e contro tutte le nostre infrastrutture in generale.
Difendere quell'aeroporto significa difendere il lavoro di quel giovane istruttore e di tante organizzazioni che operano con alti standard di preparazione, un aeroporto, anche se “minore” è il posto dove si celebra la dignità di chi vola e il futuro di un'infrastruttura vitale per il territorio.
E chi vola, è un cittadino che ha diritti e doveri come gli altri, anche se si è “macchiato” della grave colpa di voler coltivare una passione e magari di voler compiere un percorso professionale privato che non è possibile effettuare presso altre strutture di stato, spendendo sul territorio centinaia di migliaia di euro per esercitare in futuro, una professione al servizio di tutti.
È fondamentale quindi, rimettere al centro della discussione la dignità di chi ha perso la vita lavorando con dedizione, competenza e passione.
Questo serve a creare un contrasto netto con il bieco cinismo di chi ha rilanciato la petizione poche ore dopo il dramma di una vita spezzata.
Chi firma quelle petizioni non cerca la sicurezza ricordiamocelo: cerca solo un bersaglio manipolando le opinioni. E noi non glielo concederemo.
Il Presidente e il Consiglio direttivo di AOPA Italia
Firmate a sostegno di Valbrembo e rilanciate questo post, la disinformazione è una piaga sociale.
https://c.org/crrfYPqDyy