19/01/2026
MOLTI ANNUNCI, POCHE RISORSE
Le unità assegnate alla Polizia di Stato a Ferrara non rappresentano alcun reale potenziamento: si tratta di assegnazioni ordinarie che non compensano i pensionamenti già avvenuti nel 2025 né quelli previsti nel 2026.
Escono le notizie del piano di assegnazione degli agenti e degli ispettori nelle province italiane e immediatamente c’è chi pensa di cavalcarle trionfalmente, senza avere la minima cognizione di quanto dichiarato, forse per pura propaganda.
Non possiamo tacere. Troppo grande lo sconforto dei colleghi, che ancora una volta hanno visto vanificare la possibilità dell’arrivo a Ferrara di personale che potesse veramente dare una boccata di ossigeno all’attività lavorativa.
Ancora una volta c’è soltanto molta delusione e smarrimento.
I poliziotti di Ferrara sono pienamente consapevoli che in questura come alla Polizia Stradale, Postale e Ferroviaria non ci sarà alcun miglioramento degli organici, che dovranno continuare a lavorare in questa drammatica situazione, che ha ricadute negative sulla loro vita privata e sui servizi resi ai cittadini.
Le assunzioni di personale nella Polizia di Stato non riescono nemmeno a soddisfare il turn over di chi quest’anno è andato in pensione, una situazione che oramai si ripete da alcuni anni.
Inutile ribadire che nella pianta organica della questura mancano circa 60 dipendenti e che la Polizia Stradale è sotto organico per più del 50%.
Questo piano di distribuzione del personale della Polizia di Stato rappresenta l’ennesima scelta miope e penalizzante per territori come Ferrara.
Se non si attuano programmi lungimiranti per il ripristino della pianta organica nazionale della Polizia di Stato ( mancano più di 10.000 uomini, mentre nella GdF e nell’Arma dei Carabinieri si rileva una carenza di più del 10%), bisognerebbe almeno porre più attenzione nella assegnazione degli agenti, perché da tempo la distribuzione delle risorse umane è profondamente squilibrata e incapace di rispondere ai reali bisogni di sicurezza della nostra città.
Oggi la tenuta del sistema sicurezza è garantita esclusivamente dal senso di responsabilità e dal sacrificio quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia, costretti a turni che superano sistematicamente le ore ordinarie, con ore di lavoro straordinario oramai strutturate, che in parte saranno retribuite dopo due anni.
Possiamo tranquillamente affermare che senza il ricorso allo straordinario, la macchina della sicurezza si fermerebbe.
Non si può parlare seriamente di sicurezza se non si investono risorse per più uomini e mezzi, nemmeno si può accettare di continuare ad avere carichi di lavoro insostenibili, di questo passo si sta compromettendo l’efficacia dell’azione di prevenzione e controllo del territorio.
Fino a quando si può pensare di mantenere in queste condizioni gli operatori di polizia di Ferrara? Quali saranno le conseguenze dello stress lavorativo sul loro stato psicofisico? Non vogliamo pensare a conseguenze tragiche, che in più occasioni hanno colpito, anche di recente, la Polizia di Stato.
Ma essere spettatori disinteressati non fa parte della nostra storia.
Per questo chiediamo aiuto a chi si dichiara amico, a chi esprime solidarietà alla prima occasione.
La sicurezza è di tutti. Abbiamo urgente bisogno di un impegno concreto delle Istituzioni per cambiare questa difficile situazione.