01/09/2026
L’ORDINE SCRIVE A SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV PER RICHIAMARE L’ATTENZIONE SULLA DRAMMATICA CONDIZIONE DEI CRISTIANI IN AFRICA
Il 31 agosto 2026, il Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis – V.E.O.S.P.S.S., attraverso il proprio Gran Priore, Fra Riccardo Bonsi, ha inviato una lettera ufficiale a Sua Santità Papa Leone XIV, indirizzata al Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano e trasmessa, per conoscenza, anche alla Segreteria di Stato della Santa Sede.
L’iniziativa nasce dalla profonda preoccupazione dell’Ordine per le condizioni nelle quali vivono numerose comunità cristiane del continente africano, da anni esposte alla violenza terroristica, all’instabilità politica, ai conflitti armati e all’azione di organizzazioni jihadiste che colpiscono popolazioni civili, villaggi e luoghi di culto.
Nella lettera, il Gran Priore richiama la vocazione spirituale dell’Ordine, fondata sul servizio ai cristiani, sulla difesa della loro dignità e sulla vicinanza a quanti soffrono a causa della fede.
Alla luce di tale responsabilità morale viene sottoposta all’attenzione del Santo Padre una situazione che, in diverse regioni dell’Africa subsahariana e del Sahel, assume caratteri sempre più drammatici.
Particolare attenzione viene riservata alla Nigeria, alla Repubblica Democratica del Congo, al Burkina Faso, al Mali e al Niger.
La lettera richiama le violenze perpetrate da Boko Haram in Nigeria, dallo Stato Islamico nell’Africa Occidentale e da altri gruppi armati, responsabili di massacri, rapimenti e distruzioni.
Pur riconoscendo che il terrorismo colpisce tanto cristiani quanto musulmani, il documento evidenzia la particolare vulnerabilità di numerose comunità cristiane, soprattutto nelle aree in cui la debolezza delle istituzioni rende difficile garantire un’effettiva protezione alla popolazione civile.
Analoga preoccupazione riguarda la Repubblica Democratica del Congo, in particolare il Nord Kivu e l’Ituri, dove l’azione delle Forze Democratiche Alleate legate allo Stato Islamico e di altre formazioni armate continua a provocare stragi, rapimenti, devastazioni e sfollamenti.
Nel Burkina Faso, nel Mali e nel Niger, l’espansione di organizzazioni terroristiche legate ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico aggrava ulteriormente una situazione già profondamente instabile.
In alcune regioni, comunità cristiane non riescono più a celebrare liberamente la propria fede, mentre sacerdoti, catechisti e operatori pastorali affrontano quotidianamente il rischio del rapimento e della morte.
La lettera pone inoltre l’accento sulle conseguenze umane di questa lunga stagione di violenza: famiglie costrette alla fuga, comunità ecclesiali disperse, sacerdoti e consacrati rapiti o uccisi, donne e bambini privati della sicurezza e della propria casa.
Accanto alla sofferenza emerge tuttavia anche la straordinaria testimonianza di fede di tante comunità africane.
Cristiani privati delle proprie chiese continuano a riunirsi nella preghiera, famiglie costrette ad abbandonare i propri villaggi custodiscono il Vangelo come fonte di consolazione, mentre sacerdoti e religiosi rimangono accanto alle popolazioni nonostante gli elevatissimi rischi personali.
È davanti a questa realtà che l’Ordine ha ritenuto necessario rivolgersi direttamente al Successore di Pietro.
Al centro della lettera si trova infatti una supplica affinché Papa Leone XIV possa prendere in benevola considerazione, qualora le condizioni pastorali, diplomatiche e di sicurezza lo consentano, la possibilità di compiere un Viaggio Apostolico nelle terre africane maggiormente segnate dalla violenza, con particolare attenzione alla Nigeria, alla Repubblica Democratica del Congo, al Burkina Faso, al Mali e al Niger.
Una presenza del Santo Padre in questi territori rappresenterebbe un segno concreto della vicinanza della Chiesa universale a comunità che troppo spesso possono sentirsi dimenticate.
La sua parola potrebbe inoltre richiamare la responsabilità dei governi, delle organizzazioni internazionali e dell’intera comunità mondiale affinché la tutela delle popolazioni civili, la libertà religiosa, il dialogo e la costruzione della pace divengano impegni concreti e condivisi.
Il Gran Priore ha infine espresso al Santo Padre la preghiera dei Cavalieri e delle Dame dell’Ordine, manifestando la disponibilità del V.E.O.S.P.S.S. a sostenere, secondo le proprie possibilità e nel pieno rispetto delle indicazioni della Chiesa, iniziative rivolte alle comunità cristiane maggiormente provate.
L’iniziativa del 31 agosto costituisce un atto di responsabilità cristiana e di vicinanza concreta verso popolazioni la cui sofferenza non può lasciare indifferenti la coscienza dell’Europa e della comunità internazionale.