Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Sezione di Montelparo FM

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Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Sezione di Montelparo FM Dal 1921 la Sezione di Montelparo è attiva nel ricordo dei Caduti e per la promozione della Pace.🇮🇹

16/06/2026
Montelparo,  primo consiglio della nuova amministrazione, stretta di mano tra il nuovo sindaco e il sindaco uscente, imm...
14/06/2026

Montelparo, primo consiglio della nuova amministrazione, stretta di mano tra il nuovo sindaco e il sindaco uscente, immagine evocativa , che sia di buon auspicio 🇮🇹

11/06/2026

Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano.
Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

Atticus Finch (Gregory Peck) dal film Il buio oltre la siepe (To Kill a Mockingbird), 1962.

11/06/2026

Non furono solo le botte, le sprangate ed infine le coltellate ad uccidere Giacomo Matteotti. Fu quel sistema marcio che prendeva il nome di fascismo. Un sistema che si reggeva sullo sfruttamento dei lavoratori italiani, sul sostegno dei grandi capitali nazionali, sul finanziamento di latifondisti e industriali. Un sistema in cui la corruzione, il dossieraggio, i ricatti, i brogli erano eretti a monumento civile e strumento quotidiano dell'agire politico.
Quando Giacomo Matteotti venne rapito ed ucciso da Amerigo Dumini, già picchiatore e assassino, stava infatti sia per pronunciare l'ennesimo discorso contro i brogli elettorali e le violenze fasciste, sia per denunciare il malaffare e la corruzione che il nascente regime si stava impegnando a diffondere in tutto il Paese.
In particolare il deputato socialista avrebbe denunciato il pagamento di cospicue tangenti che la compagnia Sinclair Oil avrebbe pagato ad esponenti fascisti, tra cui il fratello del Duce, Arnaldo, per ottenere lo sfruttamento esclusivo dei potenziali giacimenti fossili presenti in Emilia e Sicilia.
Che l'omicidio, come riportano alcune fonti, sia avvenuto per volontà diretta dello stesso Duce oppure sia stata un'azione autonoma di alcune camicie nere, non è ancora chiarito perfettamente. Sul piano storico il fatto va approfondito, su quello politico cambia poco: il fascismo ha ucciso Matteotti perché rappresentava un pericolo per la sua stabilità.
Il deputato infatti avrebbe mostrato a tutti come il regime, ben lungi dal difendere gli irreali interessi di tutti, difendeva i privilegi dei ceti apicali italiani e al tempo stesso svendeva risorse "nazionali" in cambio di tangenti.
Chiudiamo quindi con le parole dello stesso Matteotti, che bene aveva inquadrato il ruolo del fascismo nel dopoguerra.
"L'economia e la finanza italiana nel loro complesso hanno continuato quel miglioramento e quella lenta ricostruzione delle devastazioni della guerra, che erano già cominciati ed avviati negli anni precedenti; ma ad opera di energie sane del paese, non per gli eccessi o le stravaganze della dominazione fascista; alla quale una sola cosa è certamente dovuta: che i profitti della speculazione e del capitalismo sono aumentati di tanto, di quanto sono diminuiti i compensi e le più piccole risorse della classe lavoratrice e dei ceti intermedi, che hanno perduta insieme ogni libertà e dignità di cittadini".

Alla violenza fascista abbiamo dedicato uno dei nostri almanacchi, Ventennio di Sangue. Info nel primo commento.

11/06/2026

In molti nel corso dei lunghi anni della dittatura di Benito Mussolini cedettero e abdicarono alla lotta. Ma non Carlo e Nello Rosselli, instancabili oppositori del fascismo e fondatori del movimento Giustizia e Libertà. Teorizzatori del socialismo liberale, i fratelli Rosselli dopo confino e prigionia fuggirono in esilio a Parigi. La loro lotta contro il fascismo proseguì poi in Spagna, a sostegno della Repubblica Popolare contro i franchisti.
Ma l'ombra del fascismo li seguiva senza sosta. Il 9 giugno del 1937, in Normandia, furono vittima di un agguato da parte dei membri di un gruppo di estrema destra francese, "indirizzati" dall'Italia fascista. Morirono così in esilio. Ma la lotta proseguirà attraverso tutti coloro che intrapresero le armi nel loro nome: dalla Spagna all'Italia, con la formazione delle brigate Giustizia e Libertà in seno alla Resistenza. In qualche modo, al momento della liberazione, Carlo e Nello erano presenti. Presenti anche nel cuore e nelle menti di chi instancabilmente aveva tenuto viva la fiaccola dell'ideale nei giorni più bui.

Abbiamo recentemente ristampato alcuni scritti di Carlo Rosselli.
Li trovate seguendo il link nel primo commento.

10/01/2026
08/01/2026

𝟕 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 – 𝐋𝐢𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 🇮🇹

Non sei un drappo!
Sei un respiro lungo due secoli.
Sei stoffa che ha imparato il nome di Uomini e Donne
ancor prima ch'essi imparassero il nome della Patria.

Nascesti giovane,
in un giorno d’inverno che sapeva di speranza,
quando "Italia" era ancora un’idea pronunciata a bassa voce,
eppure già così viva da volersi dare un volto,
tre colori come tre battiti del cuore.

Verde:
come campi che hanno visto tornare figli stanchi,
come colline che han protetto fuggiaschi e sogni,
come la vita che insiste, anche quando la storia ferisce.

Bianco:
come neve che cade sui silenzi della memoria,
come pane spezzato nelle case in povertà,
come la purezza di chi ha scelto senza odio
e pagato senza chiedere.

Rosso:
come sangue versato senza retorica,
come Amore che brucia e non si vergogna,
come la parola “Italia” sussurrata
da chi guardandoti un’ultima volta, moriva.

Ti hanno portato cucito addosso,
ti han stretto al collo come un figlio,
ti han baciato prima di partire
senza sapere se ci sarebbe stato un ritorno.

Ti hanno cantato i Poeti
quando la lingua era spada e carezza,
ti hanno invocato nei versi che ardono ancora
ti hanno affidato il peso delle speranze di tutti
e il compito fragile di unire ciò ch'era diviso.

Poi però…
ti hanno usato, tirato, calpestato, spiegato male.
T'han ridotto a grido, a slogan, accusa.
T'han fatto sembrare bandiera di parte
quando Tu per natura sei Casa di tutti.

Ti guardiamo spesso distratti,
a volte con sospetto,
come se amare Te non fosse più lecito,
come se riconoscersi tuoi fosse colpa.

Eppure Tu resti lì.
Paziente
come madre che non chiede spiegazioni
quando i figli s'allontanano.
Come Patria che non pretende uniformità,
ma riconoscimento.

Non sei guerra, sei memoria che avverte.
Non sei egoismo,
sei appartenenza che protegge.
Non sei passato,
sei il domani migliore, che domanda cura.

E il Tuo destino non è solo sui pennoni,
ma nelle nostre case, ai balconi, nelle scuole,
nelle mani che imparano a rispettare
prima ancora che a giudicare.

Se tornerai a vivere davvero
non sarà per imposizione,
ma per ritrovato amore.

Quando sapremo di nuovo dire “noi”
senza paura, senza vergogna, senza esclusioni.

Allora sì, Tricolore,
tornerai a sventolare
non come simbolo urlato,
ma come presenza amica e necessaria.

Come accade alle cose sacre
quando smettono di venir spiegate.
E ricominciano a esser sentite.

MR

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63853

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+390734789051

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