07/09/2026
❤️ 65 anni di AVIS Fermignano.
Ieri abbiamo festeggiato questo importante anniversario insieme ai nostri donatori, alle associazioni consorelle e a tanti amici che hanno voluto condividere con noi una giornata speciale.
Abbiamo ricordato la nostra storia, celebrato i risultati raggiunti e consegnato le benemerenze ai nostri donatori.
Ma, tra i tanti momenti belli di ieri, ce n’è uno che voglio condividere con voi.
È il messaggio spontaneo di un nostro donatore, alla sua prima esperienza con il conferimento di una benemerenza.
Sono parole semplici, ma credo dicano molto bene che cosa significa essere AVIS.
Queste parole, ricevute ieri, sono per il Presidente Fulvio Fulgini e per tutto il direttivo uno dei regali più belli di questo 65° anniversario.
Perché una medaglia si consegna.
Il senso di appartenenza, invece, si costruisce.
«Volevo aggiungere due parole a quelle che ho avuto modo di dire oggi, un po’ improvvisamente, durante il pranzo. Prima di tutto, un grazie sincero al Presidente e a tutto il Consiglio Direttivo per la benemerenza d’argento che ho ricevuto. Credo che nessuno di noi doni il sangue pensando a una medaglia, a un attestato o a un riconoscimento. Si dona perché si crede profondamente nel valore di questo gesto: si dedica una piccola parte del proprio tempo e, soprattutto, si dona qualcosa di sé che può concretamente aiutare un’altra persona.
È questo, alla fine, il senso più vero della donazione.
Proprio per questo, però, ricevere un riconoscimento fa piacere. Molto. Non tanto per la medaglia in sé, quanto perché rappresenta simbolicamente un percorso fatto nel tempo e tante piccole scelte che, messe insieme, hanno contribuito a qualcosa di importante.
Oggi riceverla è stato per me motivo di soddisfazione e anche di un pizzico di orgoglio.
Ma c’è un’altra cosa che oggi mi ha fatto particolarmente piacere e che non ho avuto modo di dire al microfono. Guardandomi intorno durante il pranzo, mi ha colpito vedere una partecipazione così numerosa e, soprattutto, la presenza di tantissime persone giovani o comunque della mia generazione.
In un periodo in cui molte realtà associative e di volontariato faticano sempre di più a coinvolgere le generazioni più giovani e vedono progressivamente aumentare l’età media dei propri partecipanti, vedere una comunità AVIS così viva, presente e trasversale nelle età non è affatto scontato.
Credo che anche questo dica molto del lavoro che AVIS Fermignano ha fatto negli anni e che continua a fare: non soltanto raccogliere donazioni e raggiungere risultati importanti, ma riuscire a creare sensibilità, partecipazione e senso di appartenenza attorno alla donazione.
Quindi grazie ancora per il riconoscimento di oggi, ma soprattutto grazie per il lavoro che fate durante tutto l’anno.
La medaglia la porto a casa io, ma dietro quella medaglia c’è anche un’associazione che negli anni mi ha ricordato, coinvolto e dato la possibilità di continuare a fare la mia piccola parte.
E questa, probabilmente, è la cosa più importante».
Grazie a tutti i nostri donatori.
Viva AVIS Fermignano!