10/05/2026
La Juve a casa nostra e noi a casa Juve per una Storia di un grande amore
Si è concluso oggi a Giardini Naxos la due giorni dello JOFC Day 26, evento esclusivo organizzato dalla Juventus che ha riunito in una elegantissima struttura i Presidenti degli JOFC presenti non solo in Italia, ma in ogni parte del Mondo.
Per due giorni i protagonisti siamo stati noi club, i nostri soci, le nostre passioni, le nostre attività, le nostre fatiche economiche e di mobilità per seguire la Vecchia Signora a Torino e ovunque.
La Juventus ha voluto rendere onore all' amore senza confini del popolo bianconero verso questi colori ospitando i Presidenti. Per noi è stato presente Giuseppe Piscopo, socio fondatore di Favara Bianconera e da oltre 7 anni Presidente.
È stata una grande festa ed un grande abbraccio tra i club ma soprattutto la riunione è stata resa preziosa per la presenza di John Elkann, in rappresentanza della Proprietà Agnelli, del Presidente Gianluca Ferrero e dell'ambasciatore degli JOFC Sergio Brio (che con Favara ha un feeling particolare per averci "battezzato" la sede nel luglio del 2017).
L' ospite d'onore è stato il grandissimo Michel Platini, che per la storia della Juve rappresenta il 10 con la lode...
Un incontro cordiale tra Elkann, Platini, Ferrero e Brio con noi Presidenti. Tantissima l' emozione ed il ricordo per aver condiviso un grandissimo evento insieme, seguendo e soffrendo fianco a fianco a cena la nostra Juve impegnata ieri sera a Lecce.
Un grande grazie anche alla struttura del Coordinamento di Torino: a Yvonne Scavone, a Gabriele Sarnari, a Giada Bortoluzzi, nuovo volto e solare giornalistico della Juve, a Nanà, voce dello Stadium e a tutte le persone a strisce bianconere che hanno lavorato per l' organizzazione di un mega evento.
Un ringraziamento anche ai referenti regionali della Sicilia Salvatore J Capraro e Michele Russo, che ci hanno degnamente rappresentati nel ricevere il prestigioso riconoscimento della Regione con più club.
Un grazie, infine, ai soci di Favara Bianconera. Senza di voi queste emozioni resterebbero isolate dentro le nostre abitazioni e non un patrimonio comune, da raccontare ai nostri figli.