Comitato Mal'aria - Falconara M.

Comitato Mal'aria - Falconara M. Per il tuo 5x1000 CF 93114110427 e dai volontari dell'Ondaverde odv Falconara M..

Nasciamo nel 2013, qui servizi, articoli e iniziative effettuate per informare e chiedere interventi volti a ridurre inquinamento industriale e gli eccessi di patologie tumorali e non accertati nel Comune di Falconara M. Comitato Mal'aria - Falconara M.: in questa pagina pubblichiamo da oltre dieci anni le notizie relative o collegate alle iniziative di sensibilizzazione, informazione, mobilitazio

ne e denuncia che intraprendiamo per cercare di migliorare le condizioni di vita della popolazione locale che vive in prossimità del Sito di Interesse Nazionale di Falconara. Istituito con legge dello Stato nel 2002 è in attesa di bonifiche i terreni dell'Ex stabilimento Montedison (non più in attività), più a ridosso della città il petrolchimico api raffineria (ancora in attività). Scorrendo a ritroso la questa pagina fb si trovano i servizi trasmessi dalle redazioni televisive locali e nazionali, dal 2013 a oggi, a seguito di iniziative informative, di sensibilizzazione e protesta organizzate dai cittadini che partecipano al Comitato Mal'aria Falconara M. Quanto documentato è il frutto di decine di appuntamenti promossi fra, conferenze stampa, seminari, audizioni istituzionali, presidi, manifestazioni, il tutto nel tentativo di informare anche relativamente agli eccessi di patologie tumorali e non registrati nel Comune di Falconara M. da tutta una serie di indagini epidemiologiche sviluppate da enti di ricerca pubblici quali: Istituto Superiore di Sanità (Studio S.E.N.T.I.E.R.I.), Istituto Nazionale Tumori di Milano (Indagine epidemiologica analitica, causa effetto), Arpa Marche servizio Epidemiologia e ASUR. A seguito di ripetuti episodi di esalazioni industriali moleste e potenzialmente pericolose per la salute, così come di incidenti, sversamenti, ecc, anche grazie a nostre iniziative, sono nate inchieste della magistratura che hanno fatto emergere gravi ipotesi di reati ambientali fino a quello di disastro ambientale, il più grave, per il quale è prevista, finalmente, l'udienza preliminare nella data di giovedì 18 gennaio 2024. E' possibile sostenere il nostro volontariato devolvendo, in sede di dichiarazione dei redditi, il 5x1000 in favore dell'associazione di volontariato L'Ondaverde Falconara M. è possibile farlo indicando nel campo relativo agli Enti del Terzo Settore il c.f. 93114110427, una scelta che non comporta costi aggiuntivi per il contribuente ma che risulterà particolarmente preziosa per noi perché ci aiuterà a sostenere le spese derivanti dai procedimenti giudiziari a carico di aziende inquinanti della zona così come il mantenimento della nostra sede, la Galleria delle idee Falconara

Oggi ricorre il 27° anniversario dell'incendio in raffineria api che costò la vita a due lavoratori - Mario Gandolfi ed ...
25/08/2026

Oggi ricorre il 27° anniversario dell'incendio in raffineria api che costò la vita a due lavoratori - Mario Gandolfi ed Ettore Giulian - era il 25 agosto 1999. Centinaia di falconaresi scapparono dalle loro case, 10 cittadini ricorsero alle cure mediche per le esalazioni dei fumi dell’incendio, un treno transitò tra le fiamme, 1 Km e mezzo di territorio fu interessato da una pioggia solida e liquida di detriti ed idrocarburi. Continuiamo a ricordare quel tragico evento, per avere la consapevolezza di che cosa fare oggi e consapevoli che fu anche grazie alla ostinazione dei comitati di quartiere Fiumesino e Villanova se nel corso del processo venne chiarito completamente che i due operai deceduti, Mario Gandolfi e Ettore Giulian, non ebbero responsabilità sulle cause dell'incidente, aspetto di cui inizialmente vennero incolpati.

Diamo spazio a questa lettera scritta da Taranto al Presidente della Repubblica. Pubblicata dall' Associazione "Genitori...
12/07/2026

Diamo spazio a questa lettera scritta da Taranto al Presidente della Repubblica. Pubblicata dall' Associazione "Genitori tarantini" la divulghiamo con commozione e ringraziamento verso questo lavoratore, una lettera i cui contenuti parlano anche per tutte le altre località S.I.N. d'Italia.

Condividiamo una lettera che Stefano Sibilla, ex operaio in c.s. ha scritto al Presidente della Repubblica Mattarella. Quando noi l'abbiamo letta, non sappiamo quale sentimento abbia prevalso, la rabbia o la commozione?
Leggetela anche voi.

Signor Presidente Mattarella.

Le scrivo con il rispetto che si deve alla più alta Carica dello Stato e con la speranza che queste parole possano trovare spazio tra le tante che ogni giorno Le vengono rivolte. So che forse questa lettera non arriverà mai sulla Sua scrivania, ma il silenzio, davanti a ciò che da anni vive la mia terra, sarebbe per me una forma di resa. E arrendersi significherebbe accettare che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Oggi con la vostra presenza l'Italia ricorda il cinquantesimo anniversario della tragedia di Seveso.

Il 10 luglio 1976, un guasto nello stabilimento Icmesa provocò la fuoriuscita di una nube di diossina che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone. Bambini, famiglie, lavoratori, intere comunità furono segnati da un evento che divenne il simbolo della necessità di mettere la vita umana davanti a ogni interesse economico.

Da quella tragedia nacque una coscienza nuova.

L'Europa comprese che nessun progresso industriale può giustificare il sacrificio della salute dei cittadini e costruì un sistema di norme sempre più rigoroso: la Direttiva Seveso, evoluta fino all'attuale Seveso III, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 105 del 2015. Un principio semplice, ma rivoluzionario: prevenire è un dovere dello Stato, non una scelta.

Ed è proprio in nome di quel principio che oggi sento il bisogno di rivolgerle una domanda.

Perché Taranto non ha avuto la stessa tutela di Seveso?

Perché una città italiana per decenni convive con emissioni di sostanze altamente tossiche, con dati epidemiologici allarmanti, con sentenze della magistratura, con perizie scientifiche, con il dolore di migliaia di famiglie, senza che lo Stato riuscisse a garantire pienamente ciò che la Costituzione promette a ogni cittadino?

Taranto non è soltanto il luogo dove sorge uno dei più grandi stabilimenti siderurgici d'Europa.

Taranto è una comunità.

È il volto dei bambini che giocano nei quartieri vicini agli impianti. È il sacrificio di migliaia di lavoratori che hanno costruito la ricchezza industriale del Paese pagando oggi un prezzo altissimo tra salute, sicurezza e occupazione. È il dolore delle famiglie che hanno visto i propri cari ammalarsi. È il coraggio di chi continua ad amare una terra che non ha mai smesso di chiedere soltanto giustizia.

Per anni, secondo perizie, l'ex Ilva ha rappresentato la principale fonte di emissioni industriali di diossina in Italia, arrivando a incidere per oltre il 90% del totale nazionale. Per decenni, dal camino dell'impianto di agglomerazione sono state emesse quantità di diossina che hanno contaminato terreni, pascoli e allevamenti, costringendo all'abbattimento di migliaia di animali. Studi scientifici hanno documentato la presenza di contaminanti anche nel latte materno di alcune donne tarantine, trasformando perfino il gesto più naturale e sacro di una madre in motivo di angoscia.

Sono fatti che appartengono alla storia del nostro Paese.

Una storia che non può essere dimenticata.

Signor Presidente,

lo scorso anno un grave incidente all'Altoforno 1 ha riportato ancora una volta l'attenzione sulla fragilità di un impianto che continua a convivere con rischi elevati. Una tubiera si ruppe, materiale incandescente venne proiettato all'esterno e una densa nube si alzò sopra la città, ad oggi l'impianto è sotto sequestro applicando la magistratura la Direttiva Seveso. Ancora oggi molti cittadini e lavoratori si chiedono cosa sia stato realmente disperso nell'aria e se tutto questo potesse essere evitato.

Taranto è stata definita, da molti anni "terra di sacrificio".

Io non riesco ad accettare questa espressione.

Perché nessuna terra dovrebbe essere sacrificata.

Nessun bambino dovrebbe crescere respirando la paura.

Nessuna madre dovrebbe interrogarsi se l'aria che entra dalla finestra possa nuocere ai propri figli.

Nessun lavoratore dovrebbe essere costretto a scegliere tra il diritto al lavoro e il diritto alla vita.

La nostra Costituzione non conosce questa scelta.

L'articolo 32 tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.

L'articolo 41 ricorda che l'iniziativa economica privata non può svolgersi arrecando danno alla salute, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Sono parole scolpite nella Carta fondamentale della Repubblica.

Sono parole che chiedono di essere vissute, non soltanto ricordate.

Per questo, Signor Presidente, Le rivolgo un invito che nasce dal cuore.

Venga a Taranto.

Non per una visita di circostanza.

Venga ad ascoltare.

Venga a guardare negli occhi i lavoratori, i medici, gli insegnanti, i pescatori, i genitori che ogni giorno affrontano il peso di una storia che sembra non finire mai.

Venga a vedere una città meravigliosa che continua a vivere sospesa tra la speranza e la sofferenza.

Taranto non Le chiede privilegi.

Non Le chiede compassione.

Le chiede giustizia.

Le chiede di ricordare che la Repubblica è una e indivisibile e che ogni suo cittadino deve avere gli stessi diritti, la stessa dignità e la stessa tutela.

Oggi ricordiamo Seveso.

Ma il modo più autentico per onorare quella memoria non è soltanto commemorare il passato.

È impedire che, in altre forme e in altri luoghi, quella stessa tragedia continui a ripetersi.

Perché la memoria senza giustizia diventa soltanto ricordo.

E una Nazione che dimentica chi continua a soffrire rischia di tradire sé stessa.
Con profondo rispetto.

Saluti Signor Presidente della Repubblica Mattarella.

Foto del 7 Maggio 2025 incendio Altoforno 1.

Stefano Sibilla, operaio ex Ilva in cassa integrazione.

19/06/2026

il trailer dello spettacolo che questa sera, venerdì 19 giugno, alle ore 21:30 sarà in scena alla Corte del Castello di Falconara Alta. Una interessante proposta e invito.

17/06/2026

C'è grande curiosità attorno a questo film documentario, non solo per il tema ma anche per la fotografia, le immagini scelte dal regista Andrea Marinelli. Immaginiamo che dopo l'estate sarà possibile vederlo in proiezione nella nostra zona, ne siamo certi grazie al prezioso lavoro della Revolver Film

Domenica 14 giugno a Bruxelles. La corsa al riarmo non solo avviene sostenendo una spesa da capogiro a scapito di altro ...
15/06/2026

Domenica 14 giugno a Bruxelles. La corsa al riarmo non solo avviene sostenendo una spesa da capogiro a scapito di altro tipo di investimenti (sanità, scuola, salari, ecc.) ma è anche strettamente legata alla politica energica. Armi e una corsa sfrenata all'accaparramento delle fonti fossili...temi fra loro connessi e su cui parte della società civile europea (associazioni e singole persone) hanno iniziato a prendere posizione in maniera preziosa.

Oggi a Bruxelles anche una delegazione da Falconara M.
14/06/2026

Oggi a Bruxelles anche una delegazione da Falconara M.

Non manca giorno di sentire questa domanda: "come sarà ora con la SOCAR?" A chi avesse di queste curiosità suggeriamo di...
13/06/2026

Non manca giorno di sentire questa domanda: "come sarà ora con la SOCAR?" A chi avesse di queste curiosità suggeriamo di ascoltare l'intervista a Teresa Di Mauro raccolta e pubblicata da Glomeda. Buon ascolto.

Pollution & Genocide #2 – Intervista con Teresa Di Mauro, verso il 14 giugno a Bruxelles Alla vigilia della partecipazione

Ci sarà anche una delegazione da Falconara a Bruxelles, insieme ai Centri Sociali delle Marche e alla Campagna nazionale...
13/06/2026

Ci sarà anche una delegazione da Falconara a Bruxelles, insieme ai Centri Sociali delle Marche e alla Campagna nazionale Per il clima fuori dal fossile, per portare le istanze di , alla manifestazione di domenica prossima, 14 giugno, Welfare not Warfare.
Oltre 800 organizzazioni della società civile, sindacati e movimenti sociali, che scenderanno in piazza fino davanti al Parlamento Europeo, contro la politica di riarmo dell’Unione Europea e della Nato: tutti fondi sottratti a sanità, istruzione, tutele ambientali e lotta al cambiamento climatico e protezione sociale.
L’evento è organizzato dalla coalizione paneuropea, Stop ReArm Europe, in collaborazione con la piattaforma belga, Stop Militarisation.
Con la vendita di tutto il gruppo nazionale API/IP alla multinazionale azera Socar, Falconara è stata proiettata in un contesto sempre più globale, e il grande tessuto comunitario che si è mobilitato in questi anni in Città e oltre, per un risarcimento di questa area di sacrificio, già Sin da oltre venti anni, vuole essere presente dove serve, specie dopo la manifestazione dello scorso 7 marzo a Roma davanti ai palazzi del governo.
Nè possiamo dimenticare come in precedenza, a febbraio, anche la Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea si fosse espressa a favore dell’operazione di vendita. Lo hanno definito un parere tecnico, in linea con la tecnocrazia e le dure leggi del mercato che governano incontrastati le politiche dell'Unione Europea, oltre ogni altra considerazione e necessità altra.
Del resto non possiamo non contestare che dopo oltre tre mesi le prescrizioni di quegli atti, che specificano gli accordi di vendita e risulteranno determinanti nel prossimo futuro, anche per le bonifiche e i futuri piani industriali della Raffineria di Falconara, imputata nel processo per disastro ambientale ed altri reati, sono ancora completamente secretati e non pubblici.
È ora di smascherare il vero volto della Socar: l'Azerbaijan, un regime fortemente autoritario e antidemocratico, viene presentato come partner affidabile dai governi sovranisti (Turchia, Russia, Israele, Stati Uniti, ecc.) come dall'UE, perché garantisce nuove rotte alternative per il gas e il petrolio oltre i fronti di guerra con la Russia in Ucraina e l’Iran nello lo Stretto di Hormuz.
In questo nuovo contesto emergente l’Italia del governo Meloni potrà finalmente diventare un hub europeo dei combustibili fossili, con tutti gli effetti collaterali del caso, dal raddoppio del gasdotto TAP alla conclusione dell'accordo API/IP. Ma il prezzo sarà salato, e non solo in termini ambientali:
abbiamo denunciato come SOCAR sia il principale fornitore di petrolio per la macchina bellica israeliana e come siamo destinati a diventare un anello di questa catena di raffinazione e sfruttamento, petrolio, sangue, denaro, disastro ambientale qui e genocidio là...Abbiamo reso pubblica la triangolazione del traffico di armi e carburante tra Israele, gli azeri e l'Italia. E come anche l’Unione Europea, per meri interessi economici e alla faccia del Green new Deal, insabbi da decenni la sistematica violazione dei diritti umani del regime azero verso le opposizioni politiche interne, le ong e la libera informazione, come la pulizia etnica contro il popolo armeno nella guerra nel Nagorno-Karabakh.
Per tutto questo saremo domenica a Bruxelles, perchè il futuro di Falconara non può decidersi in segrete stanze, e Falconara non si piega.

pollution&genocide

Indirizzo

Falconara Marittima
60015

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