13/06/2026
Ci sarà anche una delegazione da Falconara a Bruxelles, insieme ai Centri Sociali delle Marche e alla Campagna nazionale Per il clima fuori dal fossile, per portare le istanze di , alla manifestazione di domenica prossima, 14 giugno, Welfare not Warfare.
Oltre 800 organizzazioni della società civile, sindacati e movimenti sociali, che scenderanno in piazza fino davanti al Parlamento Europeo, contro la politica di riarmo dell’Unione Europea e della Nato: tutti fondi sottratti a sanità, istruzione, tutele ambientali e lotta al cambiamento climatico e protezione sociale.
L’evento è organizzato dalla coalizione paneuropea, Stop ReArm Europe, in collaborazione con la piattaforma belga, Stop Militarisation.
Con la vendita di tutto il gruppo nazionale API/IP alla multinazionale azera Socar, Falconara è stata proiettata in un contesto sempre più globale, e il grande tessuto comunitario che si è mobilitato in questi anni in Città e oltre, per un risarcimento di questa area di sacrificio, già Sin da oltre venti anni, vuole essere presente dove serve, specie dopo la manifestazione dello scorso 7 marzo a Roma davanti ai palazzi del governo.
Nè possiamo dimenticare come in precedenza, a febbraio, anche la Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea si fosse espressa a favore dell’operazione di vendita. Lo hanno definito un parere tecnico, in linea con la tecnocrazia e le dure leggi del mercato che governano incontrastati le politiche dell'Unione Europea, oltre ogni altra considerazione e necessità altra.
Del resto non possiamo non contestare che dopo oltre tre mesi le prescrizioni di quegli atti, che specificano gli accordi di vendita e risulteranno determinanti nel prossimo futuro, anche per le bonifiche e i futuri piani industriali della Raffineria di Falconara, imputata nel processo per disastro ambientale ed altri reati, sono ancora completamente secretati e non pubblici.
È ora di smascherare il vero volto della Socar: l'Azerbaijan, un regime fortemente autoritario e antidemocratico, viene presentato come partner affidabile dai governi sovranisti (Turchia, Russia, Israele, Stati Uniti, ecc.) come dall'UE, perché garantisce nuove rotte alternative per il gas e il petrolio oltre i fronti di guerra con la Russia in Ucraina e l’Iran nello lo Stretto di Hormuz.
In questo nuovo contesto emergente l’Italia del governo Meloni potrà finalmente diventare un hub europeo dei combustibili fossili, con tutti gli effetti collaterali del caso, dal raddoppio del gasdotto TAP alla conclusione dell'accordo API/IP. Ma il prezzo sarà salato, e non solo in termini ambientali:
abbiamo denunciato come SOCAR sia il principale fornitore di petrolio per la macchina bellica israeliana e come siamo destinati a diventare un anello di questa catena di raffinazione e sfruttamento, petrolio, sangue, denaro, disastro ambientale qui e genocidio là...Abbiamo reso pubblica la triangolazione del traffico di armi e carburante tra Israele, gli azeri e l'Italia. E come anche l’Unione Europea, per meri interessi economici e alla faccia del Green new Deal, insabbi da decenni la sistematica violazione dei diritti umani del regime azero verso le opposizioni politiche interne, le ong e la libera informazione, come la pulizia etnica contro il popolo armeno nella guerra nel Nagorno-Karabakh.
Per tutto questo saremo domenica a Bruxelles, perchè il futuro di Falconara non può decidersi in segrete stanze, e Falconara non si piega.
pollution&genocide