Kibaru

Kibaru "Una voce autorevole su temi della migrazione, l’inclusione e la diversità culturale. Storie, informazioni, notizie e dialogo–tutto in un’unico posto."

Mentre gran parte dell’Italia celebrava le festività, nel Mediterraneo si è consumata l’ennesima tragedia. Un’imbarcazio...
10/04/2026

Mentre gran parte dell’Italia celebrava le festività, nel Mediterraneo si è consumata l’ennesima tragedia. Un’imbarcazione partita dalla Libia con circa 110 persone a bordo si è capovolta: solo 32 sopravvissuti sono stati salvati da navi mercantili e trasferiti a Lampedusa in stato di shock. Due i corpi recuperati, mentre decine di persone risultano ancora disperse.
Secondo le prime ricostruzioni, i naufraghi sono rimasti per ore in mare, aggrappati ai resti dell’imbarcazione, prima di essere soccorsi. Un evento che si inserisce in un quadro già drammatico: dall’inizio del 2026, oltre 700 persone hanno perso la vita lungo le rotte del Mediterraneo, secondo i dati OIM.
Organizzazioni e associazioni denunciano con forza l’assenza di interventi tempestivi e politiche efficaci di ricerca e soccorso, sottolineando come tragedie simili continuino a ripetersi nel silenzio generale.
Una realtà che impone una riflessione urgente su responsabilità, scelte politiche e valore della vita umana.

Sono passati sette anni – 2.555 giorni – da quando Abdalla, Amara e Kader, conosciuti come gli “El Hiblu 3”, sono stati ...
07/04/2026

Sono passati sette anni – 2.555 giorni – da quando Abdalla, Amara e Kader, conosciuti come gli “El Hiblu 3”, sono stati ingiustamente accusati di gravi reati, tra cui terrorismo e dirottamento di nave, rischiando l’ergastolo.
Dopo essere stati soccorsi in mare insieme ad altre 108 persone, i tre giovani hanno svolto un ruolo fondamentale come mediatori e traduttori a bordo, contribuendo a evitare tensioni e un possibile respingimento verso la Libia. Nonostante ciò, al loro arrivo a Malta sono stati arrestati e detenuti per mesi; da allora vivono sotto processo, tra continui rinvii e obblighi restrittivi.
In questi anni, una vasta rete di organizzazioni e attivisti ha continuato a mobilitarsi per chiedere giustizia, il ritiro delle accuse e la loro libertà.
Il caso degli El Hiblu 3 resta emblematico di una più ampia tendenza: la criminalizzazione delle persone in movimento.

Questo contributo si presenta come una lettera aperta rivolta a chi opera, studia e vive le frontiere contemporanee. A p...
30/03/2026

Questo contributo si presenta come una lettera aperta rivolta a chi opera, studia e vive le frontiere contemporanee. A partire dall’incontro con una giovane donna migrante, il testo ricostruisce una traiettoria segnata da violenze strutturali, detenzione arbitraria e forme di sfruttamento riconducibili alla schiavitù contemporanea, con particolare riferimento al contesto libico.
La narrazione evidenzia il legame tra politiche di controllo dei confini, sistemi detentivi informali e reti criminali che trasformano le persone migranti in merce, inserendole in una filiera di profitto che va dalla cattura allo sfruttamento lavorativo e sessuale.
Allo stesso tempo, il testo riflette criticamente sul ruolo di chi opera sul campo — ricercatori, operatori sociali e attori umanitari — mettendo in discussione il confine tra osservazione e coinvolgimento, tra denuncia e reale capacità di protezione.
La frontiera emerge così non solo come spazio geografico, ma come luogo politico e morale in cui si ridefiniscono dignità, valore e libertà delle vite in movimento. In questo scenario, la storia di “Victoire” — nome simbolico attribuito a una giovane madre — diventa emblematica: una testimonianza concreta della persistenza di dinamiche di oppressione e, al contempo, un richiamo urgente alla responsabilità etica e politica collettiva.

Il testo di compromesso approvato in commissione mantiene — e in alcuni casi rafforza — elementi già fortemente controve...
17/03/2026

Il testo di compromesso approvato in commissione mantiene — e in alcuni casi rafforza — elementi già fortemente controversi della proposta originaria della Commissione europea, in particolare le disposizioni sui return hubs e l’estensione della definizione di “paese di rimpatrio”.

L’accordo, sostenuto da una coalizione parlamentare che va dal centro all’estrema destra, apre alla possibilità di trasferire persone migranti in Paesi con cui non hanno alcun legame, riducendo al contempo le già limitate garanzie di monitoraggio previste inizialmente. Tali modelli sollevano rilevanti preoccupazioni sul piano dei diritti fondamentali, poiché si fondano su pratiche di detenzione ed esclusione in contesti giuridici poco trasparenti e al di fuori del controllo democratico dell’UE.

Esperienze simili, come i centri offshore, hanno già evidenziato criticità legate a opacità, detenzione generalizzata e condizioni di forte vulnerabilità per le persone coinvolte. Inoltre, il testo prevede un ampliamento dei presupposti e della durata della detenzione nelle procedure di rimpatrio, rafforza gli obblighi di cooperazione per i destinatari di ordini di espulsione e introduce sanzioni più severe, fino alla possibilità di divieti di ingresso permanenti.

Nel complesso, la riforma sembra orientarsi verso un approccio più coercitivo e securitario nella gestione della mobilità migratoria.

Medici di Ravenna sotto indagine: cresce il dibattito sull’autonomia professionaleNuovo sviluppo nella vicenda giudiziar...
11/03/2026

Medici di Ravenna sotto indagine: cresce il dibattito sull’autonomia professionale
Nuovo sviluppo nella vicenda giudiziaria che coinvolge alcuni medici di Ravenna accusati di non aver certificato l’idoneità sanitaria al trattenimento di persone straniere destinate ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). Secondo quanto riportato dalla stampa, la Procura avrebbe richiesto anche la sospensione cautelare dall’esercizio della professione per un anno per i sanitari coinvolti.
Le indagini riguardano medici che avevano certificato l’incompatibilità sanitaria con la detenzione amministrativa. La vicenda ha suscitato forti reazioni da parte di associazioni e reti per i diritti delle persone migranti, tra cui la campagna “La cura non è reato”.
La Rete Mai più lager – No ai CPR denuncia il rischio che provvedimenti di questo tipo possano influenzare l’autonomia clinica dei medici, creando un clima di pressione tra i professionisti chiamati a valutare la salute delle persone destinate ai CPR.
Secondo le organizzazioni coinvolte, certificare l’incompatibilità con la detenzione è un atto medico e clinico, non politico, e deve rimanere libero da condizionamenti.

Trieste, Porto Vecchio: sgomberi senza alternative per i richiedenti asiloNegli ultimi mesi gli sgomberi degli edifici d...
07/03/2026

Trieste, Porto Vecchio: sgomberi senza alternative per i richiedenti asilo
Negli ultimi mesi gli sgomberi degli edifici del complesso di Porto Vecchio a Trieste stanno diventando una pratica sempre più frequente. In queste strutture trovano riparo decine di richiedenti asilo e persone senza dimora che, in attesa di avviare il percorso di regolarizzazione o di ottenere un posto nel sistema di accoglienza, sono costrette a vivere in condizioni di estrema precarietà.
Dopo il primo sgombero avvenuto a dicembre – lo stesso giorno in cui è stato ritrovato il corpo senza vita di Magoura Hichem Billal, cittadino algerino di 32 anni morto per il freddo – altri interventi si sono susseguiti nelle settimane successive, con la progressiva chiusura degli edifici dell’area.
L’ultimo sgombero, avvenuto giovedì 5 febbraio 2026, ha riguardato il magazzino 118, dove vivevano circa cinquanta persone escluse dal circuito dell’accoglienza. Alle prime ore del mattino gli occupanti sono stati costretti a lasciare rapidamente l’edif

Il Tribunale Ordinario di Cagliari – Sezione specializzata ha riconosciuto la protezione speciale ai sensi dell’art. 19 ...
19/02/2026

Il Tribunale Ordinario di Cagliari – Sezione specializzata ha riconosciuto la protezione speciale ai sensi dell’art. 19 d.lgs. 286/1998, pur escludendo lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria, valorizzando la condizione di vulnerabilità del ricorrente.

Determinanti sono state le esperienze di sfruttamento lavorativo nelle campagne del foggiano, segnate da caporalato, retribuzioni inferiori ai minimi di legge e gravi condizioni abitative nell’insediamento informale di Borgo Mezzanone. Le relazioni associative hanno confermato tale quadro di marginalità.

Il Tribunale ha ritenuto che il rimpatrio avrebbe comportato una lesione sproporzionata dei diritti fondamentali della persona, disponendo il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.

Protezione Speciale e Vita Privata: Il Tribunale di Bologna dopo il Decreto CutroL'orientamento del Tribunale di Bologna...
29/01/2026

Protezione Speciale e Vita Privata: Il Tribunale di Bologna dopo il Decreto CutroL'orientamento del Tribunale di Bologna conferma la resilienza del diritto alla vita privata e familiare nel sistema dell'immigrazione, nonostante le recenti riforme legislative.1. Il CasoUn cittadino albanese, in Italia da oltre un decennio e stabilmente inserito (lavoro, matrimonio, rete familiare), si è visto rigettare l'istanza di protezione speciale dalla Commissione Territoriale per manifesta infondatezza e precedenti penali. Il ricorrente ha impugnato il diniego dinanzi al Tribunale di Bologna, invocando la tutela prevista dall'art. 19 T.U.I.2. La Questione GiuridicaIl punto centrale riguarda l'impatto del D.L. 20/2023 (c.d. Decreto Cutro). Con l’abrogazione dei riferimenti espliciti alla "vita privata e familiare" (art. 19, comma 1.1, T.U.I.), si è discusso se tale forma di protezione sia effettivamente scomparsa dal nostro ordinamento o se possa ancora trovare un fondamento normativo.3. La Soluzione del Tribunale di BolognaIl Tribunale ha optato per una interpretazione costituzionalmente orientata e sistematica:Rinvio agli obblighi internazionali: Nonostante l’abrogazione dei criteri specifici, l’art. 19, comma 1.1 conserva il richiamo agli obblighi di cui all’art. 5, comma 6 T.U.I.Articolo 8 CEDU: Tale clausola impone il rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali (come il diritto al rispetto della vita privata e familiare sancito dall'art. 8 CEDU).Conclusione: La tutela non è soppressa. Il giudice deve continuare a valutare il grado di integrazione sociale e i legami familiari, poiché il legislatore non può derogare a principi di rango sovraordinato attraverso una semplice abrogazione testuale.

La Corte di Appello di Napoli ha accolto il ricorso avverso il diniego di sospensiva nel giudizio pendente dinanzi al Tr...
13/01/2026

La Corte di Appello di Napoli ha accolto il ricorso avverso il diniego di sospensiva nel giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Napoli, relativo all’impugnazione di una domanda reiterata dichiarata inammissibile.
Tra le censure proposte, il Collegio ha ritenuto fondata quella concernente l’utilizzo di COI sulla Nigeria non aggiornate, valorizzando la produzione di fonti aggiornate al 2025.
In motivazione, la Corte ha evidenziato che, con riferimento all’Edo State, le più recenti informazioni descrivono un quadro paese fortemente critico.
In particolare, dopo l’elezione del Presidente Bola Ahmed Tinubu nel 2023, il 2024 è stato segnato da una grave crisi economica, limitazioni alla libertà di espressione e diffusa insicurezza.
Nel 2025 si registrano inoltre la ripresa dei conflitti tra pastori e agricoltori, l’aumento della criminalità nel Delta del Niger e la presenza di gruppi armati nel Sud del Paese.
Persistono altresì carenze strutturali nella tutela dei diritti fondamentali, come documentato da COI aggiornate e dal Rapporto mondiale 2025 di Human Rights Watch.
La Corte ha richiamato il principio per cui il giudice, adempiuto l’onere di allegazione, deve valutare il rischio effettivo di danno grave anche nelle domande reiterate.
Sulla base di tali elementi, la sospensione richiesta è stata ritenuta pienamente giustificata.

Il 2026 si configura come un anno decisivo per le politiche migratorie europee, al termine di un decennio segnato da tra...
12/01/2026

Il 2026 si configura come un anno decisivo per le politiche migratorie europee, al termine di un decennio segnato da trasformazioni profonde.
Dall’introduzione dell’approccio hotspot nel 2015, alla progressiva criminalizzazione delle ONG impegnate nel soccorso in mare, fino ai decreti sicurezza e alla continua produzione normativa, il quadro giuridico e politico si è evoluto in senso restrittivo.
Tuttavia, nessuna di queste misure ha avuto un impatto sistemico paragonabile alle riforme che entreranno in vigore nel 2026.
Il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, approvato nel 2024, rappresenta infatti la riforma più organica mai adottata in materia.
I nove regolamenti che lo compongono, insieme alla direttiva sull’accoglienza, delineano un assetto coerente ma fortemente critico.
Nonostante la sua rilevanza, il Patto resta ai margini del dibattito pubblico.
Questo divario tra la portata delle riforme e l’attenzione riservata loro non è casuale.
Si tratta, piuttosto, di un silenzio che accompagna una trasformazione strutturale del sistema d’asilo europeo.

Un altro Natale è stato segnato da morte e disperazione sulle rotte migratorie verso l’Europa.Negli ultimi giorni, tra i...
29/12/2025

Un altro Natale è stato segnato da morte e disperazione sulle rotte migratorie verso l’Europa.
Negli ultimi giorni, tra il Mediterraneo centrale e l’Atlantico, almeno 128 persone hanno perso la vita in naufragi avvenuti nel silenzio e senza adeguate operazioni di soccorso.
Il caso più grave riguarda una barca con 117 persone partita dalla Libia e scomparsa tra il 18 e il 19 dicembre, secondo quanto denunciato da Alarm Phone.
Un solo possibile sopravvissuto sarebbe stato ritrovato in condizioni critiche da pescatori tunisini, ma la sua sorte non è stata ancora ufficialmente confermata.
Le autorità italiane, libiche e tunisine hanno riferito di non aver effettuato soccorsi, citando condizioni meteo avverse.
Anche le ONG presenti nell’area non hanno potuto intervenire, mentre Frontex ha sorvolato la zona senza rendere pubbliche informazioni utili.
La società civile denuncia un preoccupante silenzio istituzionale e la mancanza di trasparenza.
Un’ulteriore tragedia si è verificata sulla rotta atlantica verso le Canarie, con almeno 12 vittime al largo del Senegal.
Secondo le organizzazioni umanitarie, questi eventi non sono incidenti isolati ma il risultato di politiche di frontiera restrittive.
Si chiede verità, responsabilità e il rispetto del diritto alla vita per tutte le persone migranti.

📌 UE e migrazione: una svolta controversaL’8 dicembre il Consiglio europeo ha approvato un accordo sui cosiddetti “Paesi...
16/12/2025

📌 UE e migrazione: una svolta controversa

L’8 dicembre il Consiglio europeo ha approvato un accordo sui cosiddetti “Paesi sicuri”, aprendo la strada a rimpatri più rapidi.
Il testo rientra nel nuovo Patto UE su migrazione e asilo e segna un cambiamento profondo del sistema europeo.
Un modello sempre più basato su detenzione, deportazioni e controllo delle frontiere.
L’intesa accoglie le richieste dell’Italia, ma non è stata approvata all’unanimità.
Spagna, Grecia, Francia e Portogallo hanno votato contro, senza però bloccarla.
Tra le misure: procedure accelerate, respingimenti per domande “inammissibili”.
Previsti anche “Paesi terzi sicuri” e centri di rimpatrio fuori dall’UE.
Ora il testo passa al Parlamento europeo.
⚖️ Il diritto d’asilo è a un punto di svolta.

Indirizzo

Faenza

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Kibaru pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi