EduCivica ai Tempi dei Social

EduCivica ai Tempi dei Social Diritto, politica e attualità spiegati ai tempi dei social Quante volte hai dubitato di una notizia? Sarà forse una fake news ?

Quante volte hai sentito parlare di diritti, di economia e Costituzione, ma senza avere la certezza che quanto venisse detto fosse vero? Molto, troppo, spesso bastano qualche frasetta retorica e un tono sicuro per far passare come realtà anche la più impensabile delle sciocchezze. I Social sono il più grande strumento che abbiamo per veicolare contenuti, per rimanere aggiornati e per commentare. M

a ormai il numero di notizie ha raggiunto una vastità tale che è molto difficile distinguere quello che è chiaro da quello che è totalmente falso. E’ del tutto normale che ti senta demoralizzato e disorientato- Sappiamo bene che è un\\\’esigenza ed è un\\\’urgenza che deve essere soddisfatta perché tu possa continuare ad essere informato. Noi ci poniamo l’obiettivo di fare chiarezza. Sappiamo che non è per nulla facile trovare una soluzione in un nodo così complesso di informazioni e suggerimenti. Vogliamo aiutarti, vogliamo renderti consapevole, vogliamo guidarti verso una reale informazione consapevole. Tutto questo lo possiamo fare perchè attuiamo una politica di informazione basata su solidi criteri di veridicità e accuratezza. Questo ci permette di offrirti quanto di più genuino e sicuro possa esserci. La nostra attenzione si concentra sul mondo dei social network: una delle più straordinarie invenzioni della Storia dell’Umanità, un veicolo illimitato di idee, opinioni e notizie. Può essere una risorsa fondamentale, ma nello stesso tempo c’è sempre il pericolo di incappare in una retorica banale e priva di sostanza. Noi vogliamo essere un punto di riferimento sicuro ed affidabile, in cui tu possa trovare la sicurezza e la certezza di una sana e reale informazione. I nostri temi prediletti sono il diritto, l’economia e l’attualità politica. La nostra è una prospettiva nazionale e internazionale. Nel fare tutto ciò, noi guardiamo alla nostra Costituzione, il più perfetto esempio di come una comunità di individui voglia e possa regolarsi con equilibrio. Proprio questo equilibrio vogliamo riportare nel mondo dei social: un giusto bilanciamento fra corretta informazione e desiderio legittimo di condividere la propria opinione con commenti e discussioni. E’ per questo che il nostro lavoro non è unidirezionale, abbiamo bisogno di te, del tuo parere e del tuo commento. Possiamo essere soddisfatti solo quando una notizia entra nella società come argomento di discussione senza preconcetti e sulla base di una sana informazione. Tocca a te quindi agire, tocca a te informarti e essere elemento vivo della nostra contemporaneità. Non ti preoccupare, noi ci siamo e ti daremo tutti gli strumenti per farlo!

14/06/2026

Subito dopo aver ironizzato sui giornalisti che si “infiltrano” nelle associazioni legate alla remigrazione, paragonandoli ad agenti segreti infiltrati tra le fila dei vietcong, Vannacci rivendica per sé e i suoi sostenitori l’etichetta di “feccia”.

In pochi secondi concentra diverse tecniche comunicative molto efficaci: ribalta un termine dispregiativo trasformandolo in un simbolo identitario e costruisce una contrapposizione netta tra “noi” e “loro”, rafforzando il senso di appartenenza a un gruppo che si percepisce escluso dalle élite.

Non è il primo politico a costruire il proprio consenso presentandosi come espressione di chi sta “in basso” contro chi sta “in alto”. E forse il successo di questa strategia comunicativa è esso stesso il sintomo di una frattura sempre più profonda tra istituzioni e cittadini.

Le istituzioni vengono spesso percepite come lontane, autoreferenziali e incapaci di rappresentare interessi materiali concreti. Da questa percezione nasce sfiducia; dalla sfiducia, disimpegno; e dal disimpegno, un ulteriore indebolimento della capacità delle istituzioni di svolgere la propria funzione.

L’efficacia del “populismo” potrebbe non essere la causa dei problemi che affliggono la nazione (e tutte le nazioni democratiche in questo periodo) ma una sua conseguenza.

13/06/2026

Molto dipende da cosa si intende per “remigrazione”.

Se tale parola significa “rimpatrio di stranieri irregolari o espulsione nei casi previsti dalla legge” lo è, e l’ordinamento italiano già contempla questi strumenti.
Esiste anche la revoca della cittadinanza: lo straniero naturalizzato o italiano a seguito di elezione al diciottesimo anno di età, può vedersi revocata la cittadinanza a seguito di una condanna per gravi reati.
Senza cittadinanza, né regolare permesso di soggiorno, lo straniero può invece essere direttamente espulso.
L’ordinamento giuridico permette una flessibilità in senso più espansivo della possibilità di rimpatriare i migranti, ma entro certi limiti.
Esponenti della remigrazione non di rado invocano questioni legate al sangue, come se certe etnie fossero per natura più portate a delinquere.
Se remigrazione significa allontanamento generalizzato di immigrati regolari o addirittura di cittadini sulla base delle loro origini, la questione si scontra con principi fondamentali della Costituzione, in particolare: l’art. 2 sui diritti inviolabili, l’art. 3 sull’uguaglianza (dove “uguaglianza dei cittadini” viene interpretata dalla giurisprudenza e dottrina come “uguaglianza degli uomini”) e l’art. 22 contro la revoca della cittadinanza per motivi politici.

E tu, cosa ne pensi? Servirebbero criteri che permettano un più alto margine di espulsioni?

12/06/2026

In Italia le persone omosessuali godono della maggior parte dei diritti civili riconosciuti alle coppie eterosessuali, ma non hanno ancora una piena equiparazione al matrimonio e restano differenze importanti soprattutto in materia di adozione e filiazione. Dal 2016 esiste l’istituto delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, introdotto dalla legge n. 76/2016. Le parti di un’unione civile hanno quasi gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate, eccezion fatta per l’obbligo reciproco di fedeltà.
Vannacci sostiene che la discriminazione, tra matrimonio e unione civile, si giustifica considerando che gli omosessuali non costituiscono “una famiglia”. Per l’art. 29 della Costituzione la famiglia è una “società naturale fondata sul matrimonio”, dove “naturale” non s’interpreta come “biologicamente naturale”, ma come “dove gli uomini tendono per natura a riunirsi”.
Inoltre è pacifico nel tempo siano venuti a crearsi dei concetti di “famiglia” che prescindono dal matrimonio della coppia, anche eterosessuale. Ma al di là di ciò, coppie omosessuali resta oggettivamente negata la possibilità di dichiarare il proprio amore davanti allo Stato come invece è diritto fare per le coppie eterosessuali.

E tu, cosa ne pensi?

11/06/2026

Le quote di genere sono misure che mirano a garantire una rappresentanza minima al “genere sottorappresentato”.
In politica, sono state introdotte varie regole per favorire una rappresentanza più equilibrata nei due sessi. Ad esempio:

Nei comuni sopra una certa dimensione nessuno dei due sessi può superare i due terzi dei candidati in lista;
Oppure se si esprime più di una preferenza i candidati devono essere di genere diverso.
Anche nelle giunte comunali vi sono vincoli di equilibrio tra uomini e donne.

Alcuni criticano il sistema sostenendo che l’effetto sia spesso solo quello di cercare delle “riempi lista” donne, o, come in questo caso Vannacci, sostengono sia un insulto valutarle per il genere al quale appartengono e non per le proposte che portano.

E tu, cosa ne pensi?

Altri 4 deputati si uniscono al partito dell’ex generale  , portando a 8 il numero dei parlamentari di Futuro Nazionale ...
08/06/2026

Altri 4 deputati si uniscono al partito dell’ex generale , portando a 8 il numero dei parlamentari di Futuro Nazionale alla Camera.
Ma il transfughismo, non contraddice il voto democratico?

Il ddl Valditara sul consenso informato è diventato legge. Cosa cambia per l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole?  ...
05/06/2026

Il ddl Valditara sul consenso informato è diventato legge.
Cosa cambia per l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole?

Il 2 giugno di ottant’anni fa, oltre 12 milioni di italiani sceglievano la   contro 10 milioni che scelsero la monarchia...
02/06/2026

Il 2 giugno di ottant’anni fa, oltre 12 milioni di italiani sceglievano la contro 10 milioni che scelsero la monarchia.

Ma cosa sarebbe cambiato se le sorti del referendum fossero state diverse?

  riuscirà ad avere maggior visibilità alla Camera grazie al simbolo di un piccolo partito che si candidò alle politiche...
29/05/2026

riuscirà ad avere maggior visibilità alla Camera grazie al simbolo di un piccolo partito che si candidò alle politiche del 2022.
Cosa cambia?

A 34 anni dalla strage di Capaci, un pensiero va a Giovanni Falcone e a tutti i martiri della legge, i quali non si poss...
23/05/2026

A 34 anni dalla strage di Capaci, un pensiero va a Giovanni Falcone e a tutti i martiri della legge, i quali non si possono definire “vittime” di niente, se non del loro coraggio e del loro senso del dovere.

“Mi vuoi dire caro Sancio, che dovrei tirarmi indietro, perché il male ed il potere hanno un aspetto così tetro, dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà?” Francesco Guccini.

20/05/2026

La Corte costituzionale non fa le leggi, ma può incidere enormemente sulle norme.
Ciò viene fatto quando, in occasione di un giudizio di legittimità costituzionale sollevato in via d’eccezione, la Corte costituzionale è chiamata a giudicare la validità di una norma legislativa.
Esistono diversi modi in cui la Corte può incidere sulla legge:
Sentenze di accoglimento parziali o ablative: eliminano parte della disposizione.
Sentenze di accoglimento additive: aggiunge ciò che (secondo i giudici della Corte) manca per renderla conforme a Costituzione.
Sentenze di accoglimento sostitutive: sostituisce una parte della norma con un’altra costituzionalmente corretta.
Esistono poi:
Sentenze interpretative di rigetto: viene dichiarata infondata la questione sollevata dal giudice a quo, in quanto si rinviene un’interpretazione conforme a costituzione.
Sentenze interpretative di accoglimento: viene dichiarata illegittima l’interpretazione esprimente una determinata norma contraria a costituzione.
Sentenze additive di principio: la Corte dichiara l’illegittimità della legge, ma indica solamente un principio generale al quale il legislatore dovrà dare concreta attuazione.
Sentenze monito: non toccano la disposizione né la norma in nessun modo, ma “avvisano” il legislatore che serve un intervento, e se non verrà effettuato dal parlamento, la corte si riserva la possibilità di intervenire essa stessa.

In sostanza, la Corte non legifera, ma tramite la sua Giurisprudenza incide sulle norme a tal punto da risultare un potere nomopoietico (in senso materiale).

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Reda
Faenza

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