31/08/2026
Per stavolta parliamo solo di BOMBE DA 3 🏀❤️🇵🇸
In questa foto c'è una Nazionale.
È la Nazionale che ieri, battendo le Maldive 168-78 in una partita di qualificazione alla prossima Coppa d'Asia, ha registrato uno storico record: 168 è il nuovo record di punti segnati da una Nazionale in una manifestazione FIBA (Olimpiadi e Mondiali compresi).
È la Palestina.
Il record passa in secondo piano tenendo conto della condizioni in cui è arrivato: non possono allenarsi nel loro Paese.
La Turchia ha offerto loro alloggio e palestre a Istanbul per consentirgli di prepararsi per questa finestra di qualificazione.
7 giocatori, che vivono in Cisgiordania, hanno affrontato un viaggio di 36 ore per raggiungere la Turchia a causa dei numerosi controlli ai check-point per lasciare il Paese.
2 giocatori, che vivono in Palestina, hanno impiegato due giorni per arrivare in Turchia perchè costretti a passare da altri due Paesi prima di raggiungere Istanbul.
La squadra si è allenata con soli 7 giocatori in Cisgiordania per cinque giorni, e in 12 a Istanbul tre giorni prima della partita. A Istanbul si sono allenati 6 ore al giorno.
Per fare un esempio, l'Italia, per le due partite di qualificazione contro Bosnia e Serbia (28 agosto e 31 agosto) si è radunata e ha iniziato ad allenarsi il 10 agosto, quasi tre settimane prima delle partite.
Quasi tutti i giocatori hanno perso parenti e/o amici negli ultimi due anni.
Il centro Mohammed Mousa non vede la sua famiglia da 9 anni, e 2 anni fa ha perso la mamma, il fratello, e il suo migliore amico a causa di un bombardamento in un campo profughi.
Il vice allenatore (in foto col vestito blu e le scarpe bianche) è italiano: si chiama Gianluca Gallo.
La partita (ed anche le prossime di questa finestra) si è giocata in Kazakistan per questioni di sicurezza, e perchè in patria non ci sono più impianti adeguati per giocare a basket.
In sostanza, per rappresentare il proprio Paese, i giocatori hanno viaggiato per un totale di 6200 km.
"Sui social e sui giornali qualcuno ci chiama eroi. Non lo siamo assolutamente. Gli eroi sono i nostri connazionali costretti a vivere nei campi profughi, in condizioni disumane, senza avere la certezza di essere ancora vivi il giorno dopo" (Abu Shamsiya, ala piccola della squadra)