20/07/2026
È da più di vent'anni, che la Fai antiracket Ercolano ha assunto l'impegno a fare memoria delle vittime innocenti delle mafie e della criminalità organizzata. Insieme al Comune di Ercolano, siamo impegnati nel favorire lo sviluppo della cultura della legalità, con iniziative tendenti a rappresentare la possibilità di riscatto dalla oppressione della camorra.
La storia antiracket di Ercolano è un modello di lotta alla criminalità organizzata.
Il rapporto di fiducia instaurato con le vittime, è stato determinante per arrivare alle condanne di boss e gregari della camorra. Una fiducia alimentata dalla credibilità delle donne ed uomini, veri Servitori dello Stato, che mai ci hanno lasciati soli.
Si fa antimafia parlando della mafia, si fa antimafia facendo memoria dei crimini della mafia e di che l'ha combattuta.
La memoria è un dono che va custodito con cura. Smarrirla vorrebbe dire tornare a quel passato di orrore che ha distrutto un territorio meraviglioso.
Oggi, con viva emozione, la nostra riconoscenza è tutta per Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi.
Quanti moniti e richiami al movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace, per poterlo cambiare.
La Ercolano di quegli anni, non ci piaceva per niente. Abbiamo fatto la nostra parte, ci siamo mobilitati affinché si abbattesse quel muro di omertà che condizionava la vita cittadina, per la libertà di tutti e per l'amore verso la nostra terra.
Lo abbiamo fatto insieme, consapevoli che chi resta solo diventa facile preda.
Ancora gratitudine per le Istituzioni, per i magistrati, per le donne e gli uomini delle forze dell'ordine, che amano il proprio lavoro, con coraggio, lucidità e profondo senso dello Stato.
Questa mattina, insieme alla amministrazione comunale, alle forze dell'ordine, ai commercianti ed imprenditori antiracket, ai cittadini, abbiamo voluto ribadire che il movimento culturale e morale non può, e non deve arretrare.
Per Paolo, per Giovanni e tutti i caduti che hanno creduto nella forza dello Stato!