08/06/2026
Anche tu sei diventata polvere di stelle.
In un pomeriggio di inizio estate, ti abbiamo accompagnato in quello che sarebbe stato il tuo ultimo viaggio.
La storia di Nebbia è una di quelle che vanno raccontate perché, in qualche modo, insegnano; portano alla luce un grave problema, le cui conseguenze, alla fine, ricadono sempre e solo sui cani.
Nebbia era una maremmana tutta d’un pezzo, fiera e forte, eppure privata di tutto.
È cresciuta su un terrazzo, guardando il mondo scorrere dall’alto senza mai poterne far parte.
Qualcosa di marginale, così ha trascorso gran parte della sua vita.
Poi, per lei, si sono aperte le porte del canile.
Ha iniziato a far parte di qualcosa, a sentirsi utile, a sentire l’erba sotto le zampe e ad avere uno spazio più grande di due metri.
La tristezza per la perdita di Nebbia si mescola a tanta rabbia.
Perché Nebbia è l’esatto esempio di un sistema che non funziona, di qualcosa di sbagliato a monte.
Un errore che non nasce nei canili, ma in chi continua a prendere cani come se fossero giocattoli.
Non giriamoci intorno: chi mai avrebbe adottato una maremmana anziana, senza alcun tipo di socializzazione, con problemi comportamentali e che non si faceva toccare nemmeno con un dito?!
Abbiamo cercato di darle tutto ciò che potevamo ma, mio malgrado, siamo pur sempre un canile: non abbiamo potuto offrirle la libertà che meritava.
Il destino con te è stato particolarmente crudele, e prenderne atto ci lascia ancora più amarezza.
Non hai mai visto nulla del mondo, non hai conosciuto una mano tra le orecchie o un posto caldo dove dormire d’inverno; a conferma di ciò, il tuo corpo mostrava un’età distorta dalla realtà.
Ci consoliamo nel ripeterci “in canile è rinata”, eppure continuo a chiedermi come sarebbe stata la tua vita se fossi capitata in una famiglia diversa, chissà se i nostri cammini si sarebbero incrociati lo stesso.
Magari in un’altra vita ti avrei incrociato in riva al mare, io con i miei cani e tu al guinzaglio con la famiglia che avresti meritato, ci saremmo guardate ma poi ognuno avrebbe continuato per la sua strada. Non ci saremmo mai conosciute e forse sarebbe stato meglio così.
Buon ponte Nebbietta.