L'associazione, ETS, costituita da famiglie di bambini e ragazzi autistici, si adopera per garantire l'inclusione scolastica, sociale e territoriale dei propri soci; sostenere le famiglie e sensibilizzare la comunità verso le neuro-atipicità. Adozione Runts n. 2609 - data 16/02/2022
La nostra associazione si è costituita nel maggio 2021 grazie a un gruppo di genitori di bambini e ragazzi disabili
, in prevalenza neuroatipici e autistici. La nostra attività si basa sul duplice desiderio di:
veder riconosciuto e perseguito il diritto dei nostri figli ad essere inclusi nella realtà sociale del territorio in cui vivono, diventandone parte integrante attraverso un progetto di vita ed una presa in carico che sia globale e non solo genitoriale;
supportare in modo costante e continuativo, attraverso l’erogazione di informazioni e soluzioni di accoglienza, le famiglie che vivono quotidianamente la disabilità. L’autismo, con o senza compromissioni, è una condizione del neurosviluppo dove il sistema nervoso è organizzato in modo differente rispetto alla media della popolazione. Questo comporta delle conseguenze rispetto al modo in cui gli stimoli sensoriali e le informazioni vengono elaborati, influendo sui comportamenti e sulla modalità di approccio alla realtà e alle relazioni sociali. Una persona autistica si muove quasi sempre in un mondo che funziona seguendo meccanismi pensati per persone neurotipiche, che presentano caratteristiche diverse dalle sue. Questo la espone a sovraccarichi sensoriali e ad uno sforzo costante di interpretazione di codici sociali e linguistici spesso oscuri. Con questa consapevolezza la nostra associazione intende impegnarsi per facilitare la fruizione degli ambienti sociali da parte di tutti, utilizzando il canale visivo, adatto sia a questi, sia ad altri bisogni comunicativi complessi. Per questo motivo stiamo elaborando e proponendo diversi progetti con lo scopo di promuovere l’inclusione e la sensibilizzazione delle istituzioni e dell’intera comunità rispetto alla disabilità. In quest'ottica un aspetto che ci sta particolarmente a cuore è quello di formulare progetti che, attraverso gli strumenti della CAA (“Comunicazione Aumentativa Alternativa”) e nello specifico, utilizzando le immagini simboliche PECS (acronimo di “Picture Exchange Communication System”, ovvero Sistema di Comunicazione mediante Scambio per Immagini) possano aiutare le persone con bisogni comunicativi complessi a comprendere come utilizzare i servizi offerti e ad orientarsi autonomamente nei luoghi pubblici. Inoltre l’utilizzo delle immagini può facilitare la fruizione di questi spazi da parte di chi non padroneggia bene la nostra lingua. Questo può far intendere e portare all'attenzione di tutti come un’immagine, o una serie di immagini, possano rendere universalmente comprensibile un processo o una regola, azzerando le barriere e favorendo una inclusione reale. L’obiettivo finale del nostro impegno è quello di sviluppare e diffondere, in collaborazione con le altre realtà associative del territorio e attraverso l’utilizzo di un linguaggio inclusivo, un nuovo paradigma socio-culturale che normalizzi il concetto di neurodivergenza e delle diversità in generale, che valorizzi inoltre la varietà dell’espressione umana tendendo al superamento del concetto di inclusione delle diversità per approdare alla nuova concezione di convivenza delle differenze, partendo dalla consapevolezza che i nostri figli, pur trovandosi a vivere in una società basata, purtroppo, sulla competitività, possono essere differenti ma mai difettosi. Ci rivolgiamo alle amministrazioni, alla scuola, alle associazioni e ai privati, sperando possano sostenerci nel perseguimento di questi obiettivi, certamente ambiziosi ma, con il contributo di tutti, assolutamente realizzabili. Il sostegno di cui abbiamo bisogno per attuare i nostri progetti è vario. Necessitiamo di fondi, contributi economici, ma anche di spazi e strutture versatili dove le nostre attività e le nostre iniziative (musicoterapia, globalità dei linguaggi, laboratori, incontri, serate, eventi, ecc.) possano prendere vita. Quando ci riferiamo ad un “Progetto di vita” per i nostri figli intendiamo parlare di riabilitazione terapeutica, educazione alle autonomie, inclusione lavorativa, inclusione nel gruppo dei pari, frequenza costante di centri ricreativi e sportivi, abitazioni condivise con pieno o parziale supporto di professionalità sanitarie, abitazioni dove i nostri ragazzi possano arrivare a vivere e convivere autonomamente attraverso un distacco graduale e progressivo dalla famiglia, così da prepararsi, “durante noi”, a un “dopo di noi” nel modo meno traumatico possibile. Per la nostra associazione è fondamentale anche il coinvolgimento delle famiglie a contatto quotidiano con la disabilità, vorremmo prevedere per loro supporti psicologici ed economici, compartecipando alla spesa per i costosi trattamenti terapeutici che si trovano talvolta a dover sostenere.