09/09/2026
Durante Embodied Grounds condividiamo la nostra proposta di un metodo per le pratiche artistiche situate.
La metodologia di Humus Interdisciplinary è un impianto aperto, che continuiamo a costruire progetto dopo progetto attraverso l’esperienza sul campo, nutrendosi di più prospettive: pensiero sistemico, teorie postumaniste, antropologia, scienza dialogica. Un modo di lavorare in movimento, che durante la Summer School i partecipanti attraversano e mettono alla prova insieme a noi.
Humus considera il territorio come un sistema vivente, prodotto di continuo dalle interazioni tra persone, luoghi, patrimoni, pratiche, materiali e altre forme di vita. Sono queste interazioni l’oggetto del lavoro: alcune mantengono configurazioni esistenti, altre aprono possibilità ulteriori, altre restano latenti. La pratica artistica interviene qui, mettendo in relazione ciò che di solito resta separato o silenziato.
Diventa così centrale il valore d’uso. Il valore di un luogo, di un oggetto, di una pratica può sempre essere riattivato nell’incontro, attraverso nuovi usi, significati e relazioni. L’arte fa emergere ciò che è già presente e lo rimette in circolo come risorsa viva.
Cinque movimenti guidano il processo: ascoltare, far emergere, attivare, restituire, sedimentare. Un percorso ricorsivo, dove ciò che emerge modifica le domande e la restituzione può diventare l’inizio di nuove relazioni.
La Summer School è un momento intensivo dentro un percorso più lungo. Humus continua a lavorare con il territorio anche dopo, accompagnando ciò che è stato attivato. Sedimentare significa questo: lasciare capacità, connessioni e risorse disponibili nel tempo.