21/08/2026
𝗡𝗲𝗹 𝗧𝗶𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 “𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮” 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗺𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮
A circa 35 chilometri dalla costa laziale, sul fondo del Tirreno settentrionale, si innalza un rilievo dalla forma quasi circolare e dalla sommità sorprendentemente piatta. È il Flavia Seamount, finora poco conosciuto e oggi ricostruito nel dettaglio grazie a una nuova indagine geofisica.
La sua forma potrebbe far pensare a un antico edificio vulcanico dalla cima spianata. Ma i nuovi dati raccontano una storia diversa e decisamente più articolata.
Integrando batimetria ad alta risoluzione, profili sismici e misure magnetiche, i ricercatori hanno ricostruito la struttura del rilievo e dei bacini circostanti. Il risultato suggerisce che Flavia sia soprattutto un alto strutturale modellato dalla tettonica estensionale che ha accompagnato l'apertura del Tirreno, successivamente trasformato dall'accumulo dei sedimenti, dall'erosione e da ripetute frane sottomarine.
La sua sommità si trova a circa 500 metri sotto il livello del mare, ma anche qui il fondale è tutt'altro che immobile. Le nuove mappe hanno individuato 78 depressioni circolari, chiamate pockmark, sulla cima del rilievo e altre 53 nel bacino a est. Sono tracce legate alla risalita e alla fuoriuscita di fluidi attraverso i sedimenti, anche se con meccanismi diversi nelle due aree.
Profili sismici, faglie ormai inattive, depositi di frana e segnali di circolazione dei fluidi restituiscono così l'immagine di un paesaggio sottomarino costruito da processi diversi nel corso del tempo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Geosciences, ha coinvolto ricercatori di CNR, INGV, ISPRA e Università di Bologna e rappresenta la prima caratterizzazione geofisica integrata del Flavia Seamount.
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