15/06/2026
Lucia ha 39 anni e quattro figli. In attesa del quinto.
La incontriamo qui al CAV Mangiagalli per la prima volta: occhi lucidi, voce che trema, la gravidanza alla undicesima settimana e in borsa un certificato che pesa come un macigno.
Lo stringe forte, come si stringe qualcosa che non si vuole guardare davvero. Una decisione presa nella solitudine, quando tutto sembra troppo.
Ci racconta che suo marito, l’uomo con cui ha condiviso quindici anni di vita, da qualche mese è cambiato. Taciturno, distante, duro, discute davanti ai figli, la lascia senza il necessario.
“Non lo riconosco più”, ripete. E mentre lo dice, trattiene le lacrime.
Lucia è una madre forte. Una figlia di 16 anni, un ragazzo di 10, uno di 8, e una bimba di due anni. Lavora part‑time, paga un mutuo, tiene insieme la casa, la scuola, la vita.
E adesso scopre anche un tradimento.
La gravidanza inattesa l’ha spaventata. Ci racconta che la pillola del giorno dopo, che aveva voluto prendere, non ha funzionato. Quella vita che porta in grembo è stata più forte di quella pillola. Così ha pensato all’interruzione di gravidanza. Ma già durante il primo colloquio qualcosa si schiarisce: pur nel caos, sente che una strada esiste. Che non tutto è perduto. Che la fragilità non è una colpa, ma un luogo da cui può rinascere qualcosa. Le offriamo il nostro sostegno, la possibilità concreta di non essere sola. Lucia, nel momento più difficile, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto. E noi siamo qui, accanto a lei, mentre la sua storia e quella del suo bimbo che porta in grembo continuano.