16/06/2026
I MARINAI RACCONTANO
Tuti quelli che sono stati imbarcati, sanno che sulle navi ci possono salire anche i RATTI....come difendersi - con i PARA Ratti
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I PARARATTI
Fin dai tempi degli antichi Egizi e dei Fenici, i gatti erano imbarcati per proteggere i carichi di grano e le provviste dai topi. Nei porti, la loro presenza era fondamentale per creare una linea di difesa biologica prima ancora che le merci salissero sulle navi.
Quando la nave si ormeggia in porto, sulle cime che si fissano alle bitte, vengono fissati i pararatti (rat guard) ovvero un disco di lamiera montato attorno a una gomena per impedire ai topi di salire a bordo di una nave ormeggiata in un molo.
Sono dotati di un'apertura (o un taglio radiale) che permette di chiuderli a "sandwich" attorno alla cima, per poi essere bloccati saldamente con viti o morsetti.
Il roditore se tenta di risalire la cima dal lato del molo, non avendo spazio per aggirarlo né la possibilità di aggrapparsi alla superficie liscia, cade in acqua.
🇺🇳 L'utilizzo dei pararatti è legato al rilascio dello Ship Sanitation Certificate. L'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'Allegato 3 e dal manuale tecnico OMS per l'ispezione delle navi, che richiedono il controllo dei roditori. L'Articolo 22 del RSI impone alle autorità portuali di garantire che le navi siano libere da fonti di infezione, rendendo obbligatoria l'installazione dei pararatti.
Le normative stabiliscono che i pararatti devono essere installati su tutti i cavi di ormeggio e, in alcuni casi, devono trovarsi a una distanza precisa (1,5 - 2 mt.) dalla banchina per massimizzarne l'efficacia.
Se viene accertata la presenza di anche un solo topo a bordo, scatta la procedura d'emergenza biologica e legale.
Sulle navi la pulizia e l'ordine sono minuziosi, come i controlli, comunque periodicamente si effettua la derattizzazione e la relativa certificazione viene rilasciata (max 6 mesi) dalle autorità sanitarie portuali.
Il barone Parrilli nel “Dizionario di marineria” del 1866, citava i “ratti addestrati", per effettuare la derattizzazione da un vascello.
Al fischio dell’addestratore, i topi ammaestrati andavano nelle loro gabbie piene di leccornie, seguiti con fiducia dai loro nuovi ignari amici. Quando le gabbie si riempivano, scattava la chiusura.
Metodo inefficace, infatti se solo qualche coppia di topi sfuggiva, le navi venivano ripopolate con bestiole divenute più smaliziate.
Tratto da web