La Pro Loco di S.Angelo di Celle viene fondata nel 1992, ma è nel 1994 che la Festa del Grano apre i battenti, diventando in pochi anni una delle sagre più frequentate, apprezzate e considerate del territorio. Nasce per ravvivare un piccolo paese ma diventa punto di aggregazione per migliaia di persone ogni anno. 10 sere, ricche di iniziative e proposte di ogni tipo: serate liscio, teatro, musica
per i giovani, parco giochi per i bambini, rievocazione storica della battitura del grano, stand espositivi e soprattutto... le eccellenze della cucina tipica umbra. La Festa del Grano nasce nel centro storico del piccolo borgo di S.Angelo di Celle, nel Comune di Deruta (15 km a Sud del capoluogo Perugia) ma dopo tre edizioni, esigenze di nuovi spazi, nuove ambizioni, di una vera e propria sede sociale, la costringono nel 1997 a spostarsi nella nuova area denominata Prato del Sole, 13000 metri quadrati per sviluppare quelle che sono tutte le attività della Pro Loco. Potenziamento e costruzione di nuove strutture, come la pista da ballo in quarzo più grande del centro italia (1200 mq!) e la sala polivalente di 220 mq, ed investimenti in nuove attività. Adesso la Pro Loco di S.Angelo di Celle è una realtà nel territorio, non solo per l'organizzazione della Festa del Grano, ma per l'attivismo durante l'anno all'interno dell'UNPLI comitato del perugino, per lo sviluppo delle proprie iniziative, per le collaborazioni con le altre Pro Loco locali. Siamo in costante crescita e abbiamo ambizione di migliorare! Come e perché è iniziato tutto - CRONACA DI UNA FAVOLA
Quando i nostri cuori si apriranno all’amore
E il sole potrà illuminarci,
quando i nostri occhi sorrideranno
e la nostra mente sarà libera di volare,
quando i nostri silenzi non saranno vuoti
e le nostre mani unite parleranno per noi,
saremo un filo d’erba del prato del sole
In una calda sera d’estate di tanti anni fa, davanti ad un paese spento dall’inedia, dalle ceneri della rassegnazione è uscito un piccolo carbone acceso. La meraviglia è stata generale; qualcuno ha rivisto in quella brace la fine di tante storie di gioventù, altri hanno immaginato che in quel fuoco residuo potesse nascondersi il seme di una nuova vita per questo paese. Quel piccolo fuoco ha cominciato ad ardere di sogni e speranze e, stranamente, più bruciava più ne nascevano, così quel fuoco si alimentava di nuovi sogni sempre più grandi, senza interrompersi. Qualcuno, forse spaventato, ha cercato di soffocarlo con ogni mezzo; non è servito a niente, perché oltre ai sogni, quel fuoco, era alimentato dall’amore e dalla voglia di vivere. Abbiamo capito che non sono i lampioni ad illuminare il paese, ma sono i nostri cuori, sono le grida dei bambini, i sorrisi dei nostri volti. E così è nato il PRATO DEL SOLE che vive in noi, alimentato dalla speranza per un mondo migliore, alimentando lui stesso i nostri sogni e rigenerando la gioia di stare insieme. Il Prato del Sole è stato conquistato con la determinazione di chi ama il paese, la sua gente e le sue cose, con la stessa determinazione deve essere arricchito di valori e difeso, difeso da chi ancora vorrebbe oscurare questo sole. Molte cose sono accadute da quella lontana sera d’estate, belle e meno belle, esse ormai fanno parte della nostra storia che resterà indelebile in chi l’ha vissuta, con tutte le ansie, la paure, ma soprattutto con la gioia di ogni momento vissuto. Si raccontano storie e fatti a volte ingigantiti o mancanti di ciò che la mente non ha colto, ma sempre rimarranno le sensazioni fortissime che non si possono descrivere, di mani strette, abbracci, profumo di sudore, cordate di tenacia, gemme di lacrime.
È stata una prova con noi stessi, forse mossa dall’orgoglio e dal senso d’appartenenza a questa terra e a questo paese. Dopo molti anni dall’inizio di questa favola, quel fuoco stentato è diventato un grande incendio dove tanti alimentano il progetto del futuro con la consapevolezza e la determinazione ad andare avanti. La storia vissuta deve farci meditare, ogni filo d’erba è gracile se solo, ma diventa un prato resistente se unito ad altri. Questo prato va curato con costanza, non possiamo permettere che la sua essenza inaridisca e muoia, sarebbe difficile riaccendere la luce e riportare a splendere il sole sul verde del prato. Vicissitudini diverse hanno allontanato qualcuno, a loro va comunque tutta la nostra gratitudine per il contributo che hanno profuso, altri ci hanno lasciato per sempre, ma essi vivono con noi nelle cose realizzate insieme, altri ancora non hanno avuto l’occasione di essere con noi, sappiamo che il prato li aspetta, c’è sempre posto per un nuovo filo d’erba.