ANPI Maglie

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ANPI Maglie La sezione Anpi di Maglie è stata aperta nel novembre del 2023 ed è dedicata a Virginia Bertini, patriota magliese.

Ci battiamo per la piena attuazione della Costituzione in memoria attiva delle partigiane e dei partigiani🇮🇹
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Cosa porta un ragazzo a "prendere parte"?È la domanda che attraversa "Cuore partigiano. I perché di una scelta ancora at...
05/10/2026

Cosa porta un ragazzo a "prendere parte"?

È la domanda che attraversa "Cuore partigiano. I perché di una scelta ancora attuale", il libro di Vincenzo Calò che presenteremo sabato 10 ottobre a Maglie.

Al centro c'è la storia vera di Ferdinando De Leoni, giovane studente romano che attraversa il fascismo, le leggi razziali e la guerra fino alla scelta della Resistenza.

"Cuore partigiano" non è soltanto il racconto di ciò che è accaduto. È soprattutto un viaggio nelle ragioni di una scelta: nei dubbi, nei sentimenti, nelle paure e nelle esperienze che possono portare una persona a decidere che non è più possibile restare a guardare.

E forse è proprio qui che una storia di più di ottant'anni fa incontra il nostro presente: nella domanda su che cosa significhi scegliere, assumersi una responsabilità, non restare indifferenti.

Ne parleremo con l'autore, Vincenzo Calò, che sarà con noi a Maglie.
📅 Sabato 10 ottobre, ore 10.00
📍 Galleria Capece

Vi aspettiamo. Per parlare di un libro, di una storia partigiana e, soprattutto, delle domande che quella storia continua a consegnarci.

Vi aspettiamo venerdì 2 ottobre per la presentazione del libro “E in mezzo alla nebbia ci scoprimmo commossi - Storie e ...
27/09/2026

Vi aspettiamo venerdì 2 ottobre per la presentazione del libro “E in mezzo alla nebbia ci scoprimmo commossi - Storie e personaggi nella canzone antifascista italiana”.

La musica e la canzone come strumenti per preservare la memoria e mantenere vivi i valori della Resistenza.

L'autore deli libro, Renato Paganotto, è collaboratore della rivista Anpi Patria Indipendente.

Con l'accompagnamento musicale di Rocco Giangreco.

📍Al Maito, via Matteotti, a Maglie
📅ore 18

La sezione ANPI di Maglie interviene sulla comparsa a Galatina di adesivi raffiguranti Anna Frank con la maglia della To...
06/09/2026

La sezione ANPI di Maglie interviene sulla comparsa a Galatina di adesivi raffiguranti Anna Frank con la maglia della Toma Maglie, utilizzati nel contesto della rivalità calcistica tra le due città.
Non ci interessa alimentare polemiche né attribuire responsabilità che spetta ad altri accertare. Ci interessa, invece, richiamare l'attenzione sul significato di un gesto che rischia di essere liquidato troppo facilmente come uno sfottò da stadio.
Ci sono immagini, nomi e simboli che portano con sé un peso che non può essere cancellato dal tempo né separato dalla storia che rappresentano. Anna Frank è uno di questi.
Il suo volto richiama immediatamente la persecuzione e lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Ma richiama anche una tragedia come quella della Seconda guerra mondiale, che provocò decine di milioni di morti, devastò interi Paesi e mostrò fino a quali conseguenze possano condurre il razzismo, il fascismo e il nazismo.
Per questo riteniamo che immagini come quella di Anna Frank non possano diventare strumenti per irridere un avversario sportivo. Lo sfottò appartiene anche alla cultura e alla passione sportiva; la memoria delle vittime della Shoah e della guerra appartiene invece alla coscienza collettiva e merita un riguardo totalmente diverso.
Apprezziamo quindi la netta presa di distanza dell'ASD Galatina Calcio, che ha condannato l'episodio e ribadito la propria estraneità a comportamenti discriminatori e offensivi.
Quanto accaduto, tuttavia, può essere anche un'occasione per riflettere su quanto sia diventato difficile trasmettere la memoria a ottant'anni di distanza. Le generazioni più giovani non hanno conosciuto quella tragedia e, sempre più spesso, non hanno neppure la possibilità di ascoltarne il racconto diretto da chi l'ha vissuta. Proprio per questo la conoscenza della storia e la consapevolezza del significato dei suoi simboli diventano ancora più importanti.
È anche questo uno dei compiti dell'ANPI. Non soltanto custodire una memoria, ma contribuire a renderla comprensibile e viva, soprattutto tra i più giovani, perché conoscere ciò che è accaduto significa acquisire gli strumenti per riconoscerne i segni e impedire che odio, razzismo e disprezzo dell'altro tornino a essere considerati normali.
La sezione ANPI di Maglie, come sempre, è disponibile a offrire il proprio contributo alle scuole, alle associazioni, alle realtà sportive e alle istituzioni del territorio per costruire occasioni di conoscenza e confronto. Perché la memoria non serve a celebrare il passato. Serve a capire il presente e a scegliere quale futuro costruire.

29/08/2026
25/08/2026
03/08/2026

Comunicato della Sezione ANPI "Sette Martiri" di Venezia condiviso da Sezione ANPI "Lola Munaretto" di Zelarino:

Il comunicato congiunto Anpi Nazionale-UCEI ha sollevato e continua a sollevare molte perplessità negli iscritti e nelle iscritte alla nostra Sezione Sette Martiri di Venezia che abbiamo l’incarico di raccogliere e il dovere di riportare.

A nostro parere il testo dell’accordo è incomprensibilmente vago, in particolare quando accenna genericamente al rifiuto della violenza per due motivi:
prima di tutto perché le tensioni del 25 aprile sono state direttamente provocate, tanto a Roma che a Milano, da estremisti sionisti, e poi perché il filo conduttore delle celebrazioni era la ennesima, doverosa denuncia dell’Anpi della catastrofe umanitaria causata da Israele, in corso, allora come oggi, a Gaza e Cisgiordania.

L’Anpi che conosce e ricorda gli episodi di rappresaglie sanguinose che hanno costellato la storia della Resistenza, non può non citare nel comunicato la terrificante rappresaglia del governo israeliano e la sua strategia genocidiaria che mira a cancellare il popolo palestinese.

Mancando tutto ciò nel comunicato congiunto, ci chiediamo se queste tematiche siano state affrontate e come si sia potuto arrivare a una condivisione se nel testo del comunicato non viene citata una convergenza dell’UCEI verso le legittime e fondate condanne dell’Anpi nei confronti di quei crimini.

Al di là delle perplessità riguardanti il periodo scelto per la diffusione del comunicato (la piena estate che non favorisce incontri tra iscritti per un dibattito democratico), un'altra seria preoccupazione che ci agita riguarda il fatto che quest’incontro sia avvenuto pendente la spada di Damocle del ddl Delrio che equipara le critiche al governo israeliano all’antisemitismo.

Un ddl di stampo repressivo che vuole limitare il pensiero, i movimenti, le associazioni, le forze democratiche nella loro azione in difesa dei diritti dei palestinesi.

La sua eventuale approvazione esporrebbe la stessa Anpi a prevedibili violenze e ritorsioni.
Di ciò abbiamo già delle avvisaglie nelle denunce contro ignoti della "Brigata Ebraica" per i fatti del 25 aprile.

In conclusione, pur nella consapevolezza di esporci a possibili strumentali accuse di sabotare la "pacificazione", non ci riconosciamo nel comunicato congiunto Anpi-UCEI per la convinzione rafforzataci dalla pratica antifascista che la "pacificazione" si realizza solo nel riconoscimento delle responsabilità di Israele.

03/08/2026

«Un gruppo di palestinesi ha attaccato alcuni israeliani che stavano facendo un’escursione». Sono queste le parole con cui il servizio pubblico italiano, attraverso l’inviato a Gerusalemme Giovan Battista Brunori, ha deciso di informare i suoi cittadini circa l’ennesimo episodio che ha visto...

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




01/08/2026

Alcune considerazioni sul comunicato congiunto di ANPI e UCEI del 28 luglio

Abbiamo letto con sorpresa il comunicato congiunto di ANPI e UCEI del 28 luglio. Partendo dalle gravi tensioni avvenute lo scorso 25 Aprile, il comunicato ribadisce, tra l'altro, il valore fondante dell'antifascismo, la condanna del razzismo e della discriminazione, il ruolo delle cittadine e dei cittadini ebrei nella Resistenza, e l'impegno a mantenere plurali e democratiche le celebrazioni del 25 Aprile, garantendo a tutti e tutte di potervi partecipare in sicurezza.
La nostra sorpresa non riguarda i contenuti presenti nel comunicato, che ribadisce valori e pratiche che l'ANPI ha sempre rispettato. Piuttosto, riguarda quello che manca: una valutazione delle tensioni oggetto del comunicato e delle loro cause.

Lo scorso 25 Aprile è stato caratterizzato da due gravi incidenti. A Roma, due compagni dell'ANPI sono stati feriti a colpi di pi***la ad aria compressa da un sedicente membro della "Brigata Ebraica". A Milano, lo spezzone della "Brigata Ebraica", contravvenendo agli accordi presi in sede di organizzazione del corteo nazionale, ha esposto le bandiere di Israele e degli Stati Uniti a supporto del genocidio in Palestina e della guerra in Medio Oriente, e ha occupato la testa del corteo, impedendone lo svolgimento e cercando lo scontro con gli altri manifestanti. La provocazione è stata respinta in maniera democratica e pacifica dalla piazza.

Gli incidenti dello scorso 25 Aprile non nascono dal nulla, ma sono la naturale conseguenza di una strategia che da anni strumentalizza il contributo della Brigata Ebraica alla Liberazione per dare copertura ai crimini di Israele e degli Stati Uniti e per colpire chi, come l'ANPI, riafferma il ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della nostra Costituzione. Operazione fallita, anche a giudicare dalle farneticanti accuse di antisemitismo lanciate, tra gli altri, dal presidente della Comunità Ebraica Milanese Walter Meghnagi ai manifestanti e all'ANPI. L’assurdità di queste accuse è dimostrata dalla calda e fraterna accoglienza dello spezzone del Laboratorio Ebraico Antirazzista, di Mai Indifferenti, e di Voci Ebraiche per la Pace. La reazione della piazza alla provocazione della "Brigata Ebraica” ha dimostrato chiaramente qual è il problema: che il sostegno al genocidio e alle guerre d’aggressione è incompatibile con il 25 Aprile e con i valori della Resistenza.

Alla luce di questi fatti, il comunicato del 28 luglio solleva almeno due grosse perplessità. Innanzitutto, ci sorprende che una tematica così delicata sia liquidata tramite un comunicato pubblicato nel pieno dell'estate, con scarso coinvolgimento dell'ANPI milanese, che ha vissuto in prima persona i fatti del 25 Aprile.
In secondo luogo, ci preoccupa che la pubblicazione del comunicato sia stata immediatamente seguita dall'incredibile notizia che la "Brigata Ebraica" avrebbe intentato una denuncia contro ignoti per i fatti del 25 Aprile. Per quanto ci riguarda, la risposta della piazza alla provocazione della "Brigata Ebraica" è stata sacrosanta e ha rappresentato un momento di chiarezza da cui ripartire per il futuro: fuori dal 25 Aprile i sostenitori del genocidio e della guerra. Questo dato dovrebbe rappresentare la base condivisa per un 25 Aprile realmente plurale, democratico e partecipato.

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

15/05/2026

Il finale della bellissima giornata di giovedì a Maglie.

I nostri ragazzi. La bella gioventù

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