30/04/2024
14°ALBERO: CILIEGIO
Piantumato il 21 Aprile 2024 in località Passatore, al termine dell' Evento Nazionale Plasticfree svolto sul sentiero della Coccinelle/ dir. Caraglio.
🌳Posizione Albero: Area verde adiacente al Chiosco Bar di Passatore
https://maps.app.goo.gl/xK7idXCSF42euXg3A
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L'albero
Il ciliegio appartiene alla famiglia delle Rosacee come tante altre piante da frutto comuni, e all’interno della famiglia, al gruppo delle drupacee, in cui si trovano anche pesco, albicocco, mandorlo e susino/prugno.
Ci sono diversi tipi di ciliegio e possiamo innanzitutto suddividerli tra il ciliegio dolce e il ciliegio acido. Il ciliegio dolce è quello più amato e diffuso in Italia, con varietà suddivise in due grandi gruppi: i duroni e le tenerine, in base alla consistenza dei frutti. I duroni, come si può intuire dal nome, hanno polpa più soda rispetto alle tenerine. Entrambi i gruppi comprendono poi varietà a maturazione precoce, media e tardiva, e una gamma così ampia permette a chi desidera coltivare un piccolo ciliegeto di sbizzarrirsi sulla scelta, programmando ad esempio produzioni scalari per coprire un arco di settimane più vasto possibile per la raccolta.
Il ciliegio acido comprende tre gruppi: amarene, marasche e visciole, e tutti questi sono frutti più adatti alla trasformazione rispetto al consumo fresco tale e quale.
Il ciliegio è una pianta abbastanza adattabile in termini di caratteristiche di suolo, ma le condizioni migliori sono quelle di pH intermedio (né acido né basico), di buona struttura e fertili, non soggetti a ristagno idrico e abbastanza profondi, considerato lo sviluppo dell’apparato radicale.
Comunque, sull’adattabilità ai diversi tipi di suolo incide molto anche il portinnesto utilizzato, e questa informazione deve pertanto essere richiesta al momento dell’acquisto della piantina da mettere a dimora. Per quanto riguarda le condizioni climatiche, il ciliegio è adatto alla coltivazione in tutta Italia, resistendo al freddo invernale con la dormienza. Teme però i ritorni di freddo primaverili, anche a causa della sua fioritura precoce. Le classiche gelate che avvengono ad aprile, con le piante già fiorite per le temperature più alte della media nel mese di marzo, possono rivelarsi molto dannose e compromettere la produzione dell’anno.
Le posizioni collinari e ben arieggiate sono buone per prevenire le malattie fungine, mentre i fondovalli e le zone di pianura, se molto umidi, sono poco indicati.
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