03/09/2026
𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗡𝗜 𝗦𝗖𝗔𝗗𝗨𝗧𝗜, 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗢: 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗦𝗜𝗟𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗩𝗢𝗖𝗘
Nota del Presidente Dott.Geol.Giuseppe Pirillo
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮. 𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. La commissione trasparenza di questa mattina consegna alla città di Crotone un verbale che andrebbe scolpito, non archiviato: 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝘂𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗔𝗥 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 𝗻. 𝟲𝟳𝟲/𝟮𝟬𝟮𝟲 nel procedimento contro A2A. Il ricorso al Consiglio di Stato — l'unico argine rimasto contro il rinnovo dell'AIA all'inceneritore di Passovecchio — 𝗲̀ 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗲𝗿𝘇𝗶𝗮. Non per una sconfitta nel merito. 𝗣𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲.
E la giunta, di fronte a questo, ha scelto la strada più vecchia del mondo: 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝗯𝗮𝗿𝗶𝗹𝗲. Il vicesindaco Cretella, che diserta per la seconda volta un'audizione su un dossier che riguarda la salute pubblica di un'intera città, si presenta solo per telefono — non davanti alla commissione, non davanti ai cittadini — per 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹'𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼, reo di non aver comunicato la notifica della sentenza. Come se la responsabilità politica di sorvegliare un contenzioso di questa portata potesse essere subappaltata a un legale esterno e poi, comodamente, rigettata su di lui quando qualcosa va storto.
𝗗𝘂𝗽𝗹𝗲𝘅 𝗻𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗿𝗺𝗮𝘁: chi nega due volte la propria responsabilità, in realtà la conferma. Prima assente in aula, poi assente per telefono da ogni assunzione di colpa: 𝗹'𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗿𝗲𝘀𝗼, 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮, 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.
Restano i fatti, che sono l'unica cosa che conta: un Comune che aveva in mano 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 — rafforzato peraltro dallo ius superveniens della sentenza CGUE C-626/22 sul caso Ilva — 𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮. Non un errore tecnico isolato: un pattern di disimpegno su un dossier, quello A2A, che da mesi vede l'amministrazione Voce muoversi con 𝘂𝗻'𝗶𝗻𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮 rispetto agli interessi industriali coinvolti.
𝗖𝘂𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗲𝘀𝘁? A chi giova che il termine scada proprio ora, proprio su questo fascicolo? Non spetta a noi emettere sentenze politiche già scritte in anticipo, ma la domanda, dopo una vicenda come questa, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮: 𝗲̀ 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗮. E la città ha il diritto di pretendere una risposta, non un rinvio telefonico.
Crotone non ha bisogno di scuse scaricate su un legale. 𝗛𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻'𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗮, 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮, 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼.