02/06/2026
𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢𝗧𝗧𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗔 𝗛𝗔 𝗧𝗥𝗘𝗠𝗔𝗧𝗢. 𝗘 𝗦𝗘 𝗙𝗢𝗦𝗦𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗚𝗚𝗜𝗢?
Stanotte molti di noi sono stati svegliati dal 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗺𝗼𝘁𝗼. C'è chi ha sentito il letto muoversi, chi ha guardato il lampadario oscillare, chi ha controllato immediatamente il cellulare per capire cosa stesse succedendo e chi, per qualche istante, ha provato quella sensazione che tutti conosciamo quando ci rendiamo conto che qualcosa non dipende da noi.
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Per fortuna questa volta non ci sono state conseguenze 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 e tutto si è risolto con tanta paura e qualche minuto di apprensione. Ma proprio perché è andata bene, forse questo è il momento giusto per riflettere con serenità su un tema che troppo spesso viene considerato secondario fino a quando non accade qualcosa che ci riporta bruscamente alla 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀.
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Se stanotte il terremoto fosse stato più forte e avesse provocato danni importanti, noi cittadini di 𝗖𝗿𝗼𝘁𝗼𝗻𝗲 sapremmo davvero cosa fare? Sapremmo dove recarci, dove ritrovare i nostri familiari, dove ricevere assistenza e quali sono le 𝗮𝗿𝗲𝗲 di emergenza previste dal Piano di 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲?
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Sono domande semplici, che non appartengono alla politica e che non dovrebbero dividere nessuno, perché riguardano la 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 di tutti noi, delle nostre famiglie, dei nostri figli e delle persone più fragili che avrebbero bisogno di punti di riferimento chiari proprio nei momenti di maggiore confusione.
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Da tempo insistiamo sull'importanza delle aree di 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 comunali e spesso abbiamo avuto l'impressione di parlare di un argomento lontano, quasi astratto. Eppure basta una notte come quella appena trascorsa per capire che la 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 non è un lusso, non è una fissazione di qualcuno e non è neppure materia per interminabili rinvii burocratici. È semplicemente uno dei compiti più importanti che le 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 hanno nei confronti della comunità.
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Nessuno di noi spera di dover utilizzare un'area di emergenza. Anzi, tutti ci auguriamo che rimangano sempre vuote. Ma proprio come accade con le cinture di 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 o con gli estintori, il loro valore sta nel fatto di essere pronte quando servono, non nel momento in cui si decide di pensarci.
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Il terremoto di stanotte ci ha ricordato che le 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 non mandano una comunicazione preventiva, non aspettano la conclusione di un ricorso e non concedono tempo supplementare per recuperare ritardi accumulati negli anni. Quando arrivano, chiedono 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 immediate, organizzazione e luoghi sicuri dove la popolazione possa essere accolta e assistita.
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Per questo continuiamo a ritenere che il tema delle aree di emergenza comunali meriti 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, coraggio decisionale e senso di responsabilità da parte di tutti gli enti coinvolti, perché quando si parla di 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 dei cittadini il tempo perso oggi può diventare un problema molto più grande domani.
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E voi, se questa notte fosse stato necessario lasciare la vostra abitazione, sapreste esattamente dove andare e quale area di 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 raggiungere?
Associazione Cittadini Liberi - CROTONE