08/06/2026
Il mercato immobiliare residenziale nella provincia di Crotone: focus sul capoluogo e sulle principali macroaree
di Salvatore Mazza, Presidente Fimaa Confcommercio Calabria Centrale Crotone
L'analisi che segue è elaborata sulla base dei dati ufficiali pubblicati dall'Agenzia delle Entrate attraverso il Rapporto Immobiliare Residenziale 2025 dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), che monitora l'andamento delle compravendite, delle quotazioni e delle locazioni sul territorio nazionale.
Nel 2025 il mercato immobiliare residenziale della provincia di Crotone ha mostrato un andamento positivo, registrando complessivamente 1.398 compravendite normalizzate (NTN), in crescita del 9,0% rispetto all'anno precedente. L'analisi territoriale evidenzia una forte concentrazione degli scambi in poche macroaree, con il mercato provinciale fortemente polarizzato lungo la fascia costiera e nei principali centri urbani.
La città di Crotone si conferma il principale polo immobiliare della provincia, con 475 compravendite, pari al 34,0% del totale provinciale. Pur mantenendo la leadership negli scambi, il capoluogo registra una lieve contrazione delle transazioni rispetto al 2024 (-1,5%), mostrando una dinamica differente rispetto all'andamento complessivamente positivo della provincia. Nonostante la riduzione dei volumi di compravendita, Crotone continua a rappresentare il mercato più dinamico del territorio, come confermato dall'Indice del Mercato Immobiliare (IMI), pari all'1,63%, il valore più elevato tra tutte le macroaree provinciali. Nel confronto con gli altri capoluoghi calabresi, Crotone si colloca al quarto posto per numero di compravendite residenziali, con 475 transazioni, davanti a Vibo Valentia (306) ma distante da Reggio Calabria (1.213), Catanzaro (957) e Cosenza (740). Il dato evidenzia una dimensione di mercato più contenuta rispetto ai principali centri regionali, pur confermando il ruolo centrale del capoluogo all'interno della propria provincia.
Analizzando più nel dettaglio il mercato cittadino, emerge che il centro concentra il maggior numero di transazioni, con 244 compravendite, in calo del 5,6% rispetto al 2024. Segue la zona di Tufolo, che registra 73 compravendite e rappresenta l'unica tra le principali aree urbane a mostrare una crescita, pari al 2,8% su base annua. La zona di Fondo Farina e Poggio Verde totalizza invece 59 compravendite, segnando una flessione del 7,4% rispetto all'anno precedente. Questi dati confermano come il mercato del capoluogo resti fortemente concentrato nelle aree centrali e nei principali quartieri residenziali, pur evidenziando dinamiche differenziate tra le diverse zone della città.
Accanto al capoluogo emergono due importanti mercati secondari: il Cirotano, con 312 compravendite (22,3% del totale provinciale), e la Baia Magnogreca e Pianori di Mezzo, con 311 compravendite (22,2%). Le tre macroaree, considerate congiuntamente, concentrano 1.098 transazioni, corrispondenti a circa il 78,5% dell'intero mercato immobiliare provinciale. Tale dato evidenzia una significativa concentrazione degli scambi nelle aree economicamente e demograficamente più rilevanti della provincia.
Dal punto di vista dei valori immobiliari, il capoluogo ha registrato la crescita più sostenuta delle quotazioni, con un incremento del 2,3% rispetto al 2024. Il prezzo medio delle abitazioni si è attestato a 914 euro al metro quadrato, valore nettamente superiore alla media provinciale, pari a 666 euro al metro quadrato. L'aumento delle quotazioni registrato nel capoluogo ha contribuito in modo determinante alla crescita del valore medio dell'intero mercato provinciale.
Nel complesso, il mercato immobiliare della provincia di Crotone nel 2025 appare caratterizzato da una forte concentrazione territoriale delle compravendite, con il capoluogo che continua a svolgere un ruolo centrale sia in termini di volumi scambiati sia di valori immobiliari, mentre il Cirotano e la Baia Magnogreca e Pianori di Mezzo consolidano il proprio ruolo di mercati secondari strategici, contribuendo insieme al capoluogo a sostenere quasi l'80% dell'attività immobiliare provinciale.