SPM - Sud Pace Mediterraneo

SPM - Sud Pace Mediterraneo SPM è un'associazione no-profit che mira a promuovere la Pace, il Sud e il Mediterraneo

30/04/2026

𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 – 𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘 𝗘 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗥𝗡𝗘

Le 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 devono garantire 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 e 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, perché è lì che si costruisce il 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 della città. Non è più possibile rimandare: servono ambienti 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗶, 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗼𝘀𝗶 e 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗶 per studenti e personale.
Sarà avviato un piano straordinario di 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 e 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 degli edifici pubblici, con priorità assoluta per le scuole. Gli interventi non si limiteranno alla manutenzione, ma riguarderanno anche 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝘀𝗺𝗶𝗰𝗼, 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 e qualità complessiva degli spazi.
L’obiettivo è rendere ogni scuola un luogo 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗼 e 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, capace di offrire condizioni adeguate per la crescita e la formazione.
Per sostenere questo percorso saranno utilizzati in modo efficace i 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 destinati all’edilizia scolastica, anche attraverso il lavoro della 𝗧𝗮𝘀𝗸 𝗙𝗼𝗿𝗰𝗲, trasformando le risorse disponibili in interventi concreti.
𝗜𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 significa investire nel futuro della città.

Questa è la Crotone che vogliamo costruire.
La domanda è sempre la stessa: 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶?

Trocino Sindaco
Partito Democratico Crotone
MoVimento 5 Stelle Crotone
Città Futura
DEMOS Crotone - Democrazia Solidale
Sinistra Italiana-Crotone

𝗦𝗲𝗴𝘂𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂:
https://www.trocinosindaco.it

27/03/2026

Riceviamo e pubblichiamo L’associazione Cittadini Liberi informa che nella giornata di ieri sono stati avviati lavori presso l’area degli ex Mercati Generali di Crotone, in località Vescovatello, consistenti in interventi sull’area perimetrale finalizzati alla realizzazione di una recinzione....

25/03/2026

𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐀𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚𝐧𝐜𝐞: 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 "𝐑𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢" 𝐝𝐞 𝐧𝐨𝐚𝐧𝐭𝐫𝐢.

Conclusa la tornata elettorale per questo referendum e’ il momento di analizzare i risultati per capire il momento che il nostro bel paese attraversa.
La grande affluenza e i tantissimi giovani che hanno contribuito alla vittoria del no ci danno la speranza di una partecipazione che speriamo sia sempre piu’ forte perché sebbene pare strano il voto può decidere le sorti dei governi ma soprattutto il destino di un intera comunità.
La vittoria del NO dimostra poi che il popolo italiano tiene alla costituzione tiene a quei pilastri che i nostri avi con tanta fatica ed impegno hanno scritto pensando non solo a ieri ma anche e soprattutto al domani garantendo a tutti noi pace e stabilità e fu così infatti che prima Berlusconi poi Renzi e infine Meloni abbiano sperimentato quanta lungimiranza abbiano avuto i de gasperi Togliatti calamandrei …
Oggi quindi più che mai il messaggio è chiaro
LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA !!!

25/03/2026

Nuovo fronte di tensione sul tema dell’edilizia scolastica a Crotone, dove l’Associazione Cittadini Liberi annuncia di aver avviato iniziative formali nei confronti del Comune di Crotone e della Provincia di Crotone per presunte criticità legate all’accesso civico. Al centro della vicenda, la...

25/03/2026

𝗔𝗖𝗖𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗔𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗧𝗧𝗜: 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘 𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔

Nella giornata di ieri, dopo l’invio alla 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 del comunicato sulla 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 da parte del Comune di Crotone, è arrivato nel pomeriggio un 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 ufficiale alla nostra richiesta di accesso agli atti sulla 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 e sull’𝗮𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ degli edifici scolastici.

Una risposta che, da un lato, accoglie l’istanza, ma dall’altro chiede ulteriori 𝟯𝟬 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 di tempo per trasmettere la 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 richiesta.

La motivazione indicata riguarda la 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ nel reperire gli atti e il fatto che l’intero archivio sarebbe stato affidato a una 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮 esterna per la digitalizzazione, attualmente in corso.

Prendiamo atto della disponibilità mostrata dal dirigente e della volontà di fornire riscontro.

Allo stesso tempo, però, riteniamo necessario fare 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 su alcuni punti fondamentali.

Per questo chiediamo che vengano resi noti:
- il 𝗻𝗼𝗺𝗲 della ditta incaricata della digitalizzazione;
- il 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 della determina con cui è stato affidato l’incarico;
- i 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 previsti per il completamento delle attività.

Non è una richiesta polemica.
È una richiesta di 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮.

Perché quando si parla di 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲, 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 e 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, ogni giorno che passa senza accesso ai 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 è un giorno in più che pesa.

Siamo disponibili ad attendere questi ulteriori 30 giorni, ma è giusto che tutto avvenga nella massima 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 e senza ulteriori rinvii.

👉 Questo è il 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 ricevuto:
https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:e7db04df-9ddc-4147-8b9f-7389369b249b

25/03/2026

METODO CROTONE

Tra urbanistica, bonifiche e potere. Cos’è davvero Crotone alla soglia della campagna elettorale

Crotone non è ferma.
È questa la prima cosa da chiarire.
Si muove.
Si muove continuamente.
Progetti, varianti, conferenze dei servizi, comunicati, inaugurazioni, annunci.
Comunicazione sotto controllo e giornalisti visti come portavoce.

Il problema è la direzione.

Perché se si osservano i fatti uno per uno, sembrano episodi scollegati.
Se li si mette in fila, invece, raccontano qualcosa di molto più preciso.
Un metodo.

Via Israele: quando la realtà entra in aula

Partiamo da qui.
Due particelle catastali.
Foglio 15. Numeri 4059 e 4062.
Sono le aree su cui l’amministrazione comunale ha deciso di costruire alloggi di edilizia sociale.
Una scelta politica. Apparentemente.
Poi però succede una cosa.
Il Tar Calabria, chiamato a valutare il ricorso del Comitato Tufolo–Farina, affida una verificazione tecnica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Non a un consulente qualunque, ma a un docente di urbanistica.
La relazione arriva.
E cambia tutto.
La professoressa Concetta Fallanca analizza gli atti, il Piano regolatore, il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dallo stesso Comune.
E scrive nero su bianco:
quelle aree sono classificate come “verde di quartiere”.
Non solo.
Una delle particelle è anche individuata nel Piano di Protezione civile come area di emergenza – attesa della popolazione.
Cioè uno spazio destinato a raccogliere cittadini in caso di calamità.
Lontano dagli edifici.
Accessibile.
Sicuro.
Non costruibile.
E allora la domanda non è più tecnica.
È semplice.
Perché si è deciso di costruire lì?

Il primo livello: forzare la realtà

La relazione universitaria non è isolata.
Conferma quello che avevamo già raccontato precedentemente:
il Comitato di quartiere,
gli ordini degli architetti,
gli ordini degli ingegneri.
Tre livelli diversi.
Stessa conclusione.
Quando succede questo, non siamo più davanti a un dubbio interpretativo.
Siamo davanti a una realtà.
E quando la politica continua comunque, quella realtà non viene discussa.
Viene forzata.

Il secondo livello: il tempo che non produce nulla

Adesso spostiamoci.
Roma. Ministero dell’Ambiente.
Conferenza dei Servizi sulla bonifica del SIN.
Anno 2026.
E qui arriva il secondo elemento.
Non esiste ancora un progetto integrale definitivo.
Non dopo anni.
Non dopo conferenze su conferenze.
Si prendono altri 45 giorni.
Ancora una proposta.
Ancora una valutazione.
Ancora tempo.
E allora la domanda cambia:
che cosa è stato fatto fino ad oggi?
La risposta, data a microfoni aperti da chi ha partecipato come uditore, è brutale:
“hanno pettinato le bambole”.

Il terzo livello: il doppio linguaggio

Dentro quella conferenza succede un’altra cosa.
Il sindaco usa toni e modi che non convincono nemmeno chi era dalla sua parte.
Le posizioni sembrano parlare lingue diverse.
E nel frattempo emerge il dato centrale:
Eni presenterà, forse, ancora una volta, tra 45 giorni un progetto completo.
Nel 2026.
Ancora.
E qui si apre una frattura.
C’è il linguaggio pubblico:
difesa del territorio,
critica a Eni,
richiesta di interventi.
E poi c’è il dato reale:
non esiste ancora una linea imposta.

Il quarto livello: il soil mixing

Nel frattempo, però, una linea esiste.
Si chiama soil mixing.
Viene sostenuta.
Sollecitata.
Difesa.
Ma il soil mixing non è una parola tecnica neutra.
È un sistema.
Significa non rimuovere i veleni, ma stabilizzarli nel terreno e costruire sopra un equilibrio artificiale.
Soprattutto significa:
cantieri, movimento terra, appalti, milioni.
E qui il cerchio si chiude.
Perché il soil mixing è perfettamente compatibile con una prospettiva:
la discarica di scopo dentro il sito.
Prima si stabilizza.
Poi si confina.
Poi si realizza.

Il quinto livello: le scuole e l’amianto

E mentre tutto questo accade, la città reale continua a vivere.
Dentro le scuole.
Dentro i quartieri.
L’Associazione Cittadini Liberi è costretta a fare accesso agli atti per sapere:
se il Liceo Gravina è pienamente agibile;
se anche gli altri istituti sono a norma;
se le certificazioni esistono davvero.
Nel frattempo:
i Capannoni Ciliberto crollano,
l’amianto si degrada,
si chiedono verbali, sopralluoghi, valutazioni sanitarie.
E anche qui il contrasto diventa insostenibile.
Perché da una parte ci sono operazioni da centinaia di milioni.
Dall’altra cittadini che devono chiedere documenti per capire se i figli sono al sicuro.

Il sesto livello: Antica Kroton
Il grande racconto che copre tutto il resto

C’è sempre bisogno di una grande storia.
Una storia capace di tenere insieme tutto.
A Crotone, questa storia si chiama Antica Kroton:
rigenerazione, valorizzazione, archeologia, identità.
Una città che riscopre sé stessa.
Che torna grande.
Che si proietta nel futuro partendo dal passato.
È il progetto perfetto.
Perché è difficile attaccarlo.
Chi può essere contro la cultura?
Chi può essere contro la storia?
Chi può essere contro la bellezza?
Ma Antica Kroton non è solo un progetto culturale.
È anche:
pianificazione urbana,
gestione degli spazi,
flussi di finanziamento,
cantieri,
appalti.
E quindi: economia pubblica.
E quando si muove economia pubblica di questa scala, il progetto smette di essere solo culturale.
Diventa struttura.
E diventa metodo.
Antica Kroton diventa così qualcosa di più.
Non solo un progetto, ma una narrazione di copertura.
Mentre si discutono varianti,
si rimodulano fondi,
si aprono cantieri
e si spostano equilibri,
la città guarda altrove.
Guarda il futuro.
Guarda la cultura.
Guarda il racconto.
È un meccanismo semplice.
Si costruisce un grande progetto simbolico grazie ad Urban Center.
Lo si carica di valore identitario parlando di archeologia a Napoli.
Lo si rende intoccabile grazie alla presenza di figure illustri e docenti.
Si spostano lì attenzione e consenso.
Ma nel frattempo il resto continua a muoversi senza lo stesso livello di controllo pubblico.
E senza che sia venuta alla luce alcuna scoperta, né reperti tali da giustificare la spesa, o quanto meno il movimento terra di alcune buche che assomigliano sempre di più a fondamenta di future palazzine.
Non è necessario che Antica Kroton sia “sbagliato”.
Non è questo il punto.
Il punto è un altro.
A cosa serve davvero dentro questo sistema?
Serve a rigenerare la città?
O serve anche a:
riequilibrare interessi,
distribuire risorse,
mantenere consenso,
coprire altre partite più controverse?

Il punto in cui tutto si collega

A questo punto, i pezzi non sono più separati.
Via Israele dimostra che si prova a costruire dove non si può.
La bonifica dimostra che non si riesce — o non si vuole — arrivare a una soluzione definitiva.
Il soil mixing indica una direzione economica precisa.
Le scuole e l’amianto mostrano il livello reale della gestione.
Antica Kroton diventa lo sfondo perfetto.
Perché mentre si racconta la città che sarà, nessuno guarda davvero quella che è.
Perché ormai il racconto è diventato più importante della realtà.

Il metodo Crotone

Non è caos.
Non è improvvisazione.
È uno schema che si ripete:
prima si individua un’area o un problema,
si costruisce una narrazione politica,
si ignorano o si ridimensionano i pareri tecnici,
si prende tempo mantenendo il controllo del processo,
e intanto si apre uno spazio economico.

Il doppio livello del potere

A questo punto diventa evidente.
C’è un livello visibile:
sindaco, assessori, dirigenti, consiglieri.
E poi ce n’è un altro, meno dichiarato:
filiere economiche, gestione degli appalti, interessi su bonifiche e urbanistica, poteri, ordini, caste e cerniere tra ’ndrangheta, politica e massoneria.
È lì che si tiene insieme tutto.
Quando università, liberi professionisti e cittadini stanno dalla stessa parte
e le decisioni vanno comunque altrove,
il dubbio diventa certezza.
Chi decide davvero non è la società civile.

Crotone non è immobile.

Si muove.
Ma si muove dentro una logica precisa:
non risolvere, ma gestire;
non rimuovere, ma contenere;
non chiarire, ma rimandare.
E mentre si rimanda, si costruisce.
Non sempre dove si può.
Spesso dove conviene.
E a quel punto il problema non è più Via Israele, la bonifica o il soil mixing.
È il sistema.
Perché un sistema così non esplode.
Si consolida.
E quando si consolida, smette di avere bisogno di spiegazioni.
Gli basta il tempo.
E a Crotone, il tempo, ormai, è la vera materia prima.

Indirizzo

Crotone
88900

Telefono

+393270791757

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