Girls Next Door - Cremona

Girls Next Door - Cremona Il nostro obiettivo è un futuro di parità e inclusione | la nostra email: [email protected]

Non avremmo mai voluto rifare questo genere di post: ma anche quest'anno, 25 novembre 2025, ricordiamo chi non c’è più.N...
25/11/2025

Non avremmo mai voluto rifare questo genere di post: ma anche quest'anno, 25 novembre 2025, ricordiamo chi non c’è più.
Non si parla di numeri o statistiche: sono donne, vite spezzate, sogni interrotti, sorrisi che non vedremo più.

In occasione di questa giornata, oltre che onorare le vittime, vogliamo ricordare che la violenza spesso comincia con gesti apparentemente piccoli, parole che sembrano innocue e richieste che lentamente rubano libertà, autonomia e dignità. Controllare, manipolare, sminuire, minacciare… tutti semi che possono crescere in tragedia.
La violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica spesso nasce così: silenziosa agli occhi di chi guarda, devastante per chi la vive.

Ogni storia di abuso è una storia di coraggio. Parlare, condividere, ascoltare: è così che si spezza il silenzio.
Oggi nominiamo chi non può più farlo. Oggi ascoltiamo le loro voci, attraverso la memoria, il ricordo e l’azione.

Non restare in silenzio. Proteggi la libertà di chi ami.

Il 22 settembre l’Italia si ferma.Ci fermiamo per Gaza, per i bambini che non hanno più una casa, per le madri che piang...
21/09/2025

Il 22 settembre l’Italia si ferma.
Ci fermiamo per Gaza, per i bambini che non hanno più una casa, per le madri che piangono i propri figli, per chi da mesi vive sotto le bombe.

Non è solo uno sciopero: è un grido di umanità.
Perché continuare a tacere significa accettare il massacro.
E noi non vogliamo essere complici.

Paolo Mendico era un ragazzo di 14 anni, dai lunghi capelli biondi e con una potente passione per la musica.La musica, d...
20/09/2025

Paolo Mendico era un ragazzo di 14 anni, dai lunghi capelli biondi e con una potente passione per la musica.
La musica, da sempre, lo ha aiutato a zittire quelle prese in giro perpetrate da anni nei suoi confronti.
"Paoletta", "Fe*******ia", "Nino D'Angelo" e altri appellativi gli venivano attribuiti solo perché aveva deciso di essere se stesso.
Appellativi come "Fe*******ia". Come se essere femmina o femminile fosse una cosa da nascondere, una vergogna, uno degli insulti più gravi.
L'Istituzione scolastica ha ignorato, o meglio, si è proprio voltata dall'altra parte davanti a questi continui episodi di bullismo. Anzi, possiamo dire che è stata partecipe, incitando la rissa, come ha detto il padre di Paolo ai telegiornali.
La scuola, nonostante le denunce sporte dai genitori di Paolo, non ha fatto niente per contrastare questi episodi. Denunce su denunce, dalle elementari fino ad adesso.
Ma è l'indifferenza che uccide, che miete vittime. Paolo è l'ennesima vittima dell'indifferenza, la quale si è fatta sentire anche al suo funerale, quando si è presentato solo uno dei compagni di classe.
Gli altri compagni? I professori? Il preside della sua scuola? Non hanno potuto esserci, anzi, non hanno voluto esserci, forse per la troppa vergogna che non li ha assaliti mentre mettevano in atto comportamenti del genere.
Paolo, l'ultima vittima dell'odio e dell'indifferenza.

4 settembre 2025Da ogni fiume ad ogni mare 🇵🇸❤️
04/09/2025

4 settembre 2025
Da ogni fiume ad ogni mare 🇵🇸❤️

Il 4 settembre ci saremo anche noi.Come collettivo e soprattutto come esseri umani scegliamo di non stare in silenzio e ...
03/09/2025

Il 4 settembre ci saremo anche noi.

Come collettivo e soprattutto come esseri umani scegliamo di non stare in silenzio e di non accettare che la sofferenza di un popolo venga normalizzata.
Combattiamo per la Palestina perché la vita, la libertà e la dignità non sono negoziabili : la nostra voce è il minimo, il nostro silenzio sarebbe complicità.

🇵🇸

Disclaimer: Jiao (vero nome di sorella Hong), NON è una donna trans. Utilizzava trucco pesante e abiti femminili con il ...
24/08/2025

Disclaimer: Jiao (vero nome di sorella Hong), NON è una donna trans. Utilizzava trucco pesante e abiti femminili con il solo obiettivo di attirare uomini, ma è noto alle cronache che si tratti di un uomo cis, motivo per cui abbiamo utilizzato pronomi maschili per parlarne.

In Cina, nel luglio 2025, esplode una vicenda inquietante: un uomo di 38 anni, identificato come Jiao ma diventato noto online come Sister Hong o Red Uncle, è stato arrestato a Nanchino. Usando travestimenti sofisticati (trucco pesante, parrucche e voce femminile), attirava uomini, molti dei quali eterosessuali e professionalmente inseriti, in incontri intimi. Ma non era un appuntamento qualsiasi: una volta entrati in casa, venivano filmati di nascosto con telecamere nascoste — video poi distribuiti online a pagamento e senza il loro consenso .

Le immagini dei protagonisti sono arrivate a coinvolgere oltre 1.000 persone, tra cui studenti e lavoratori ordinari e alcune di esse sono arrivate sui social senza alcun
tipo di tutela identitaria . Il tutto ha trasformato una violazione della privacy in uno spettacolo globale, con hashtag virali e meme ovunque, al ritmo di milioni di visualizzazioni su Weibo, TikTok e Instagram .

E mentre molte vittime affrontano danni reali — ci sono persino casi confermati di infezioni da HIV tra gli uomini coinvolti — la risposta del pubblico si è trasformata in derisione collettiva. Il trauma diventa meme, l’abuso diventa costume di Halloween, la privacy viene riscritta in chiave ironica.

La domanda è semplice, ma urgente: perché, quando a subire violenza digitale è un uomo, si ride invece che reagire? Perché alle narrazioni satiriche si preferisce la solidarietà? Quel che è chiaro è che la violenza — anche dietro una risata — resta violenza.

Ricordiamo che ogni vittima merita ascolto, ogni violazione è gravissima e che l’empatia non dovrebbe avere genere.

Si chiama “Mia Moglie”.Un nome che dovrebbe evocare amore, rispetto, intimità.E invece è un gruppo pubblico su Facebook,...
20/08/2025

Si chiama “Mia Moglie”.
Un nome che dovrebbe evocare amore, rispetto, intimità.
E invece è un gruppo pubblico su Facebook, con oltre 32.000 uomini che si scambiano le foto delle proprie compagne come se fossero trofei da mettere in vetrina.
Scatti rubati, selfie inviati per fiducia, momenti di vita quotidiana trasformati in merce da esibire.
“Cosa le fareste?”
“La stuprerei io.”
Sono solo alcuni degli aberranti commenti scritti sotto i post del gruppo, con quella solita e disgustosa leggerezza con cui viene trattata la violenza di genere.
Eppure non c’è nulla di normale: è violenza.
È mentalità patriarcale che ancora una volta ride in faccia alle donne.
È la cultura dello stupro che si traveste da cameratismo, da goliardia, da “scherzo tra uomini”.
E intanto, mentre le critiche esplodono, c’è chi ride, chi minimizza, chi crea nuovi spazi nascosti per continuare. Come se la dignità, la libertà, il corpo di una donna fossero sempre disponibili, sempre negoziabili.
Ci teniamo a ricordare che diffondere immagini intime senza consenso è un reato.
Ma ancora prima che sia un reato, è un atto di violenza: lacera la fiducia, umilia, distrugge.
Questo non è un fatto isolato. È l’ennesima prova che viviamo in una società che troppo spesso difende i carnefici e mette a tacere le vittime.
Ancora una volta, invitiamo a non tacere: ogni foto rubata è una ferita,
ogni commento sessista è uno sputo su tutte le lotte che combattiamo ogni giorno e ogni risata è complicità nella violenza.

Indirizzo

Cremona
26100

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Girls Next Door - Cremona pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi