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LA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILE (CER) DI CREMONA SI PRESENTA ALLA CITTÀ𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝟏𝟗 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 – 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕.𝟒𝟓 𝐀𝐮𝐥𝐚 𝐦...
04/06/2026

LA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILE (CER) DI CREMONA SI PRESENTA ALLA CITTÀ
𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝟏𝟗 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 – 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕.𝟒𝟓 𝐀𝐮𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 | 𝐂𝐑

Durante l’incontro, i relatori che si alterneranno presenteranno che cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile e come funziona, quali vantaggi (economici e non) porta, come si diventa soci e perchè la cittadinanza può essere protagonista di questo progetto, che guarda al futuro energetico della nostra città.

La Fondazione CER Città di Cremona ETS di cui Arci Cremona è tra i soci fondatori, non ha fini di lucro e ha come obiettivo la costituzione e gestione di configurazioni di una o più comunità energetiche rinnovabili, favorendo la produzione, l’autoconsumo e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, con benefici ambientali, economici e sociali per i soci e per la città.

La Comunità Energetica Rinnovabile è un modello che permette di scambiare energia elettrica, generata da fonti rinnovabili locali.
Si può partecipare alla CER con tre diversi profili: Produttore / Consumatore / Prosumer.

È già operativo il portale ufficiale https://www.cersolidaliets.it/, punto di riferimento per chiunque voglia approfondire il funzionamento della Comunità Energetica. Attraverso il sito è possibile presentare la propria manifestazione d'interesse e fare domanda di adesione come socio.

La Fondazione CER Città di Cremona pone al centro la sua missione sociale; come previsto dallo Statuto, il 30% degli incentivi ricevuti dallo Stato sarà destinato a un fondo di solidarietà. Tali risorse verranno impiegate per l’abbattimento della povertà energetica e per lo sviluppo di progetti a forte impatto sociale e ambientale, restituendo valore alla comunità locale. La quota restante di incentivo sarà ripartita tra produttori e consumatori.

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02/06/2026

𝐒𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Il 30 Maggio si è tenuto il terzo Cremona Pride,
Giugno è il mese d'elezione per i Pride in giro per l'Italia e nel Mondo.
Il 2 e 3 giugno 1946, dopo 22 anni di dittatura fascista e una guerra che aveva devastato il Paese, il popolo italiano tornò alle urne. Agli elettori maggiorenni, per la prima volta anche alle donne, furono consegnate due schede: una per scegliere tra Monarchia e Repubblica, l’altra per eleggere l’Assemblea Costituente che avrebbe scritto la nuova Costituzione.

La Repubblica Italiana nasce dalla Resistenza, dal voto del giugno 1946, dalla partecipazione democratica e dalla volontà di lasciarsi alle spalle guerra, autoritarismo e violenza. Oggi più che mai, a ottant’anni da quella scelta, ricordarne il significato significa riaffermare i valori che ne sono alla base: democrazia, giustizia sociale, solidarietà e pace. Perché il futuro si costruisce con più diritti e meno armi.

𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝟑
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

[segue nei commenti]

LA LIBERAZIONE NON È UN DATO ACQUISITO: È UNO SPAZIO DA ABITARE. Il 25 aprile attraversa il tempo, ma non cammina da sol...
15/04/2026

LA LIBERAZIONE NON È UN DATO ACQUISITO: È UNO SPAZIO DA ABITARE.

Il 25 aprile attraversa il tempo, ma non cammina da solo. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, sentiamo forte il bisogno di ribadire che la libertà non è un’eredità statica da conservare in bacheca, ma un processo collettivo che va alimentato ogni giorno, nelle piazze e nei nostri circoli.

Oggi più che mai, in un contesto che tenta di restringere gli spazi del dissenso e di delegittimare la partecipazione critica, la nostra Costituzione ci ricorda che la democrazia vive solo se c'è conflitto, confronto e presenza fisica. L'antifascismo non è una ricorrenza, è un orientamento del presente: è la scelta di non restare a guardare mentre i diritti vengono compressi.

Perché la Resistenza odia l’indifferenza e si nutre di partecipazione.
Perché sappiamo che nessuna repressione può fermare il desiderio di una società più giusta, ma solo la liberazione può spalancare le porte del futuro.
E soprattutto, perché la storia ci insegna che non esistono salvatori: solo i popoli si liberano.

Ci vediamo a Cremona per tre giorni di socialità, memoria attiva e lotta. Per ricordarci che la memoria è un atto politico e la festa un momento di comunità resistente.

📣24 APRILE
Ore 12:45: “Resistenza e libertà” – Presidio sociale in Ciclofficina (via Dante, Stazione autobus).

Ore 19:00: Critical Mass Resistente – Partenza da Piazza Roma, arrivo al Circolo Signorini per unirsi ai Canti

Ore 20:00: Cena e canti di Resistenza al Circolo Arci Signorini. Menu fisso 20 euro - bevande escluse (Prenotazione obbligatoria al 379 3053365 .carlo.signorini ).
A seguire canti partigiani a cura di Maurizio Corda

📣25 APRILE – Festa della Liberazione d'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
Ore 10:00: Corteo cittadino della Liberazione – Partenza da Piazza San Luca.
Arci partecipa con lo spezzone Cantato.

Ore 12:30: Picnic libero al parco di Porta Mosa.
Portate telo per il prato, la pappa e la voglia di stare assieme!

📣26 APRILE –
Ore 12:00: Pranzo popolare della Liberazione al circolo.
Ore 16:30: Corteo in paese – “Un fiore per Albert”.
Ore 18:00: Incontro con il Comitato anti re

𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞Ci sono parole che vengono rovesciate.Guerre chiamate pace.Controllo chiamato sicur...
09/04/2026

𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Ci sono parole che vengono rovesciate.
Guerre chiamate pace.
Controllo chiamato sicurezza.
Repressione chiamata ordine.
Anche la liberazione, oggi, viene usata così.
Ma la liberazione non si impone.
Non si arma.
Non si decide dall’alto.
Nessuna repressione, solo liberazione.

Visual

La liberazione non è una parola neutra.Non è uno slogan da usare quando conviene.Non è qualcosa che si esporta.La libera...
02/04/2026

La liberazione non è una parola neutra.
Non è uno slogan da usare quando conviene.
Non è qualcosa che si esporta.

La liberazione è un atto collettivo.
È una scelta.
È conflitto.

Solo i popoli si liberano.

Il 25 aprile non è una ricorrenza.
È una pratica.

Visual

22/03/2026

Referendum Giustizia 2026 - Arci dice No

Intervento della Presidente di Arci Cremona alla piazza conclusiva della campagna per il No a Cremona.

Il Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale riunisce associazioni, giuristi e cittadine e cittadini impegnati nella difesa della Costituzione, dell’autonomia della magistratura e della qualità della nostra democrazia.

Il Comitato si oppone alla Legge Nordio, all’autonomia differenziata e al premierato, considerati parte di un progetto politico unitario che punta a una pericolosa concentrazione e verticalizzazione del potere, in contrasto con i principi della Costituzione.

Fumetti per il NO in MOSTRA || oggi Venerdi 20 marzo ore 18.30 || Giardini di Piazza Roma con Società Civile x il NO "Gi...
20/03/2026

Fumetti per il NO in MOSTRA || oggi Venerdi 20 marzo ore 18.30 || Giardini di Piazza Roma con Società Civile x il NO "Giustizia Costituzione Democrazia" - Com. Cremonese

Fumettiste e fumettisti per il NO al referendum costituzionale del 22-23 marzo

La mostra Fumetti per il NO a cura di Guido Siliotto con il contributo di 15 fumettisti e fumettiste di fama (inter)nazionale, sarà visibile anche a Cremona durande l'iniziativa del Comitato Cremonese per il NO, presso lo stand di Arci Cremona.

L'iniziativa si svolge dalle 18 alle 23 con musica live, interventi, stand informativi e dj set scoppiettanti a cura di FUNKYRALLO & DJ HEROAN. Circolo Arcipelago

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Una vignetta per fermare una legge sbagliata nel metodo e nei contenuti, che non risolve i veri problemi della Giustizia, ma che incide negativamente sull'autonomia e sull'indipendenza della magistratura, con gravi ricadute sulla tutela dei diritti.

Ancora una volta il fumetto conferma la sua forza dirompente, capace con semplicità ed immediatezza di farsi portavoce di battaglie civili in maniera spesso molto più efficace di mille parole.

La mostra a cura di Guido Siliotto è allestita in vari luoghi d'Italia con le opere di: Eliana Albertini, Simone Angelini, Armin Barducci, Andrea Bruno, Pablo Ca****lo, Adriano Carnevali, Francesco Cattani, Gianluca Costantini, Federica Ferraro, La Came, Maicol & Mirco, Mario Natangelo, Andrea Piccardo, Luca Ralli, Silvia Rocchi e Davide Toffolo.

Basta una vignetta per fermare una legge sbagliata? No. Ma noi le facciamo comunque.

Venerdi 20 marzo ore 18.30 || Giardini di Piazza Roma || stand dell'Arci

𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐚𝐫𝐦𝐨come Arci Cremona, sentiamo l'esigenza di interrogarci su qua...
16/03/2026

𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐚𝐫𝐦𝐨

come Arci Cremona, sentiamo l'esigenza di interrogarci su quanto sta accadendo a livello nazionale e internazionale.

Siamo dentro una fase di "guerra permanente" e di forti strette repressive (dal DL Sicurezza al riarmo europeo).

𝐂𝐫𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨.

Per questo, vorremmo trovarci per un momento di confronto:

📅 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨
🕘 𝐎𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎
📍 𝐕𝐢𝐚 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝟒 𝐂𝐫𝐞𝐦𝐨𝐧𝐚

𝐷𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜?

Inquadramento e aggiornamenti della rete nazionale Stop Rearm Europe - Italia , della mobilitazione Nessuna guerra porta libertà e dell'appuntamento"No Kings" del 28 marzo.
Chi sono i soggetti coinvolti nella rete a livello nazionale e locale.

Valutare insieme come declinare questi temi a Cremona:
come vogliamo collocarci in queste reti e in questo contesto? Come possiamo informare e coinvolgere la cittadinanza?

L'invito è aperto a tutte le realtà del Rete Italiana Pace e Disarmo , Fondazione Perugia Assisi, associazioni ambientali, sindacali, collettivi e singole persone che sentono l'urgenza di immaginare un'alternativa.

Prima di agire, dobbiamo strutturare un terreno comune.
Vi aspettiamo per ragionarci insieme.

Info [email protected]
Arci Cremona

Tavola della Pace di Cremona Cgil Cremona Coordinamento Provinciale Libera - Cremona Circolo Proletario ARCI "Carlo Signorini" APS Circolo Arcipelago Arci Persichello ARCI Soresina
Donne Senza Frontiere Rete Donne Se Non Ora Quando? - Cremona Amnesty International - Cremona Greenpeace GL Cremona Pier Luigi Rizzi SOMS 1908

STOP WAR NOWNot in our name. Nessuna guerra porta libertà.
04/03/2026

STOP WAR NOW
Not in our name. Nessuna guerra porta libertà.

STOP WAR NOW
Not in our name. Nessuna guerra porta libertà.

Qui sotto, l’appello europeo di Stop Rearm Europe. Diffondiamolo.

Non una base, non un sistema d’arma, non un soldo per la guerra. L’Italia e l’Europa facciano come la Spagna.
Mobilitiamoci. Prima che sia troppo tardi.

Sosteniamo lo sciopero degli studenti in Germania e la giornata europea studentesca contro la leva militare obbligatoria il 5 marzo.

Incontriamoci nell’assemblea nazionale online di Stop Rearm Europe il 13 marzo alle ore 17:00 a questo link:
https://arci-it.zoom.us/j/88321156778?pwd=orjg4an0PzAglhxYg9XBtSbeLzbtrB.1

Verso il 27-28 marzo a Roma, contro i Kings e le loro guerre.

APPELLO EUROPEO DI STOP REARM EUROPE

Fermare la marcia verso la guerra: cessate il fuoco immediato, disarmo, non escalation in Medio Oriente e in Europa.

Il mondo è sull'orlo del baratro. Mentre assistiamo alle devastanti conseguenze di una guerra di aggressione illegale contro l'Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele e alla continua destabilizzazione del Medio Oriente, il pericolo di un conflitto più ampio e catastrofico non è mai stato così grave. Il ciclo di violenza deve finire. Chiediamo un cessate il fuoco immediato e permanente e un ritorno alla diplomazia.

Questa crisi mette a n**o una cruda verità: il militarismo non offre soluzioni. Porta solo morte, distruzione e una maggiore instabilità. Eppure, di fronte a questi orrori, la risposta di capitali come Berlino, Bruxelles, Parigi e Londra non è quella di allentare la tensione, ma di segnalare l'intenzione di militarizzare ulteriormente e di unirsi alla guerra. Si tratta di una strada imprudente e pericolosa.

Proprio per questo è così urgente opporsi ai massicci piani di riarmo dell'Europa. L'attuale febbre geopolitica viene utilizzata per giustificare un accumulo di armi senza precedenti, ma la storia è chiara: le corse agli armamenti non producono la pace, ma creano le condizioni per la prossima guerra. La logica della deterrenza non ha mai impedito l'escalation, ma ha solo aumentato la posta in gioco quando fallisce.

Ecco perché il riarmo ci rende meno sicuri, non più sicuri:
Il riarmo aumenta il rischio di conflitti, non la pace. Quando Germania, Francia e Regno Unito segnalano di essere pronti a partecipare a una guerra e quando l'UE pianifica di investire 800 miliardi di euro in armi, getta benzina sul fuoco. Dice alle parti in conflitto che la risposta è più violenza, non la diplomazia, trascinando il nostro continente direttamente nella linea di fuoco.

Aumenta il pericolo attuale. Mentre assistiamo al peggioramento della situazione in Medio Oriente, l'idea di un'Europa riarmata, pronta a intervenire, è terrificante. Trasforma il nostro continente da potenziale mediatore di pace a partecipante diretto al conflitto, rendendo il mondo, e tutti noi, meno sicuri.

Si tratta di un massiccio trasferimento di ricchezza dalla vita alla morte. Questi 800 miliardi di euro saranno sottratti al nostro futuro, sottratti alla sanità, all'istruzione, all'azione per il clima, ai servizi sociali e alla cooperazione internazionale. Arricchiranno i produttori di armi, generando al contempo più debito e austerità per la gente comune. Si tratta di welfare al contrario, non di guerra.

Il riarmo dell'Europa non viene deciso dal popolo, ma da una classe politica a livello europeo e nazionale che è sistematicamente sovra-rappresentata dai lobbisti dell'industria degli armamenti e profondamente irresponsabile nei confronti dei cittadini comuni.

Ci costa le nostre libertà. Il riarmo ha anche un prezzo interno: la criminalizzazione delle proteste, la sorveglianza degli attivisti per la pace e la costante erosione delle libertà civili. Le culture di guerra mettono a tacere l'opposizione, e lo stiamo già vedendo accadere.

E quando la guerra si espanderà, non saranno coloro che l'hanno ordinata a pagare. Saranno i bambini e i giovani delle famiglie comuni gettati nel tritacarne: il nostro sangue per i loro profitti.

I pericoli del militarismo sono evidenti a Gaza, in Libano e nella guerra contro l'Iran. Vediamo dove porta questa logica: a più distruzione, più rifugiati e un aggravamento della catastrofe climatica. Non abbiamo bisogno di altre armi. Non abbiamo bisogno di prepararci ad altre guerre.

Abbiamo bisogno di un piano completamente diverso: sicurezza reale, sociale, ecologica e comune. Abbiamo bisogno di investimenti massicci nella diplomazia, nella costruzione della pace e in una transizione giusta. Dobbiamo reindirizzare i fondi per salvare vite umane, non per toglierle.

Vi esortiamo: agite ora.

Firmate la petizione contro il riarmo dell'Europa.
Unitevi al crescente movimento europeo contro la corsa agli armamenti.
Condividete questo messaggio e organizzatevi nella vostra comunità: scendete in piazza e manifestate per la pace!

Dobbiamo opporci ai tamburi di guerra. La scelta è chiara: investire in armi e guerra o investire nelle persone e nella pace. Noi scegliamo la pace. Fermate il riarmo dell'Europa.

✦ Strati della Cultura 2025 ✦Il margine e la scena: spazi, desideri, alternativeDal 27 al 29 novembre torna a Piacenza S...
24/11/2025

✦ Strati della Cultura 2025 ✦

Il margine e la scena: spazi, desideri, alternative

Dal 27 al 29 novembre torna a Piacenza Strati della Cultura, l’incontro nazionale promosso da e Arci Emilia-Romagna dedicato alla promozione culturale.

L’edizione 2025, intitolata “Il margine e la scena: spazi, desideri, alternative”, esplorerà come dai margini nascano pratiche e linguaggi capaci di ridefinire la cultura contemporanea.

Tre giorni di dibattiti, laboratori e musica per interrogarsi sul ruolo degli spazi culturali, sulle contro-egemonie dal basso e sulla capacità della cultura di generare conflitto, immaginazione e nuove forme di partecipazione.

Tra gli ospiti: Gennaro Ascione, Francesco Pacifico, Giusy Palomba, Marta del Grandi e Go Dugong.

Indirizzo

Corso XX Settembre, 62
Cremona
26100

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

Telefono

+390372707152

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