21/05/2026
Negli ultimi anni, la ricerca oncologica ha spostato lo sguardo verso un protagonista finora considerato un semplice ospite: il microbiota. Questo complesso ecosistema, composto da decine di migliaia di miliardi di microrganismi (batteri, virus, funghi e protozoi), non è solo un "inquilino" del nostro intestino, della nostra bocca o della nostra pelle, ma un attore biologico fondamentale per la salute umana.
Si stima che circa il 15-20% dei tumori sia associato a microrganismi patogeni, ma il legame è ancora più profondo: uno stato di disbiosi (squilibrio della flora) può favorire l'infiammazione cronica, un terreno fertile per lo sviluppo di neoplasie. Quando l'equilibrio si rompe, possono essere prodotte sostanze tossiche, come l'idrogeno solforato, capaci di danneggiare il DNA cellulare.
Una dieta ricca di fibre e di cibi fermentati (come yogurt, kefir, kombucha e verdure fermentate) aumenta la diversità del microbiota e riduce i marcatori molecolari dell'infiammazione, potenziando il sistema immunitario. Al contrario, un eccesso di carne rossa è associato a squilibri che possono innalzare il rischio oncologico.
Per quanto riguarda le terapie oncologiche, è stato osservato che alcuni batteri intestinali sono in grado di rendere i farmaci immunoterapici molto più efficaci. Ricerche avanzate hanno dimostrato che il ceppo Lactobacillus paracasei produce dei postbiotici (sostanze derivate dal metabolismo batterico) capaci di indurre le cellule tumorali a mostrare i propri recettori HLA rendendole così attaccabili dai linfociti T del sistema immunitario. Inoltre, molecole come il butirrato e il pentanoato (acidi grassi a catena corta) agiscono come "carburante" per le cellule immunitarie, aumentandone la letalità contro il tumore.
Insomma, monitorare la composizione batterica permette oggi di prevedere chi potrebbe sviluppare tossicità gravi agli inibitori dei checkpoint immunitari.
La cura della persona passa per la protezione degli equilibri naturali. Comprendere la scienza che vive dentro di noi è il primo passo per un percorso di cura più consapevole.