04/07/2026
“L’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di “passare oltre” (cfr vv. 31.32).”
Da Lampedusa il Papa riconsegna alla Chiesa e all’Europa il senso più profondo dell’accoglienza, una responsabilità che nasce dal Vangelo e diventa prossimità concreta. Perché, come ha ricordato nell’omelia, «prossimi ci si fa, prossimo si diventa». Davanti a chi è spogliato di tutto, prima di ogni giudizio, viene la scelta di fermarsi, riconoscere un volto, prendersi cura.
O’scià. Un saluto che oggi diventa per tutti noi,
invito a custodire, insieme, il respiro della fede, della speranza e della ca**tà.
Ph. Vatican News