11/06/2026
“Ha sofferto tanto.”
“Non riesce a controllarsi.”
“In fondo è una brava persona.”
Molte donne finiscono per giustificare comportamenti violenti cercando spiegazioni nel dolore dell’altro. Ed è umano farlo, soprattutto quando c’è affetto, legame emotivo o speranza che qualcosa cambi.
Ma capire la sofferenza di una persona non significa dover accettare la violenza che agisce. Un’infanzia difficile, lo stress, la rabbia o le fragilità personali possono spiegare un comportamento. Non lo rendono meno dannoso. La responsabilità della violenza appartiene sempre a chi la sceglie.
Parlarne serve anche a questo: rompere quelle narrazioni che spostano il peso sulle vittime e riconoscere che nessuna difficoltà giustifica la violenza.
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