Fondazione Riccardo Misasi

Fondazione Riccardo Misasi Promuove intese con enti scientifici , culturali ed educativi,italiani e stranieri, con istituzioni pubbliche e con privati.

“La Fondazione Riccardo Misasi - Ereditare la Terra vuole proporre, incentivare , attuare e sostenere ogni azione di promozione umana, civile e culturale che ispirandosi al pensiero e alla vita di Riccardo Misasi sappia realizzare le parole “Guardare al futuro con cuore antico “
Essa intende difendere e valorizzare il patrimonio umano, storico e
naturale della Calabria, dell'Italia e dei Luoghi e

per questo, conformandosi alla
beatitudine evangelica "I MITI EREDITERANNO LA TERRA", favorire la
diffusione di una cultura dell’essere "EREDE DELLA TERRA" in cui ogni uomo
e ogni luogo siano centro della terra, una cultura dell'autonomia e della
solidarietà, della libertà e della responsabilità, della tolleranza e del rispetto di
ogni diversità. Per il perseguimento dei suoi fini di solidarietà umana, civile e sociale, nei settori
di sua attività la Fondazione svolge da sola o con altri, attività di studio, di ricerca, di promozione, di intervento, d'impresa, di produzione e di
edizione, di formazione, di tutela, di organizzazione di eventi, convegni, mostre,seminari , premi e borse di studio. crea nuove istituzioni culturali, scuole, centri di ricerca e formazione, centri di servizi ed assistenza. Promuove (piani di ) intervento, di solidarietà, assistenza, formazione per il recupero del disagio umano nonché dell’emarginazione. Promuove ed organizza temporaneamente ed anche stabilmente riunioni ,gruppi, associazioni affiliate e compie ogni altra iniziativa, anche di tipo finanziario ed imprenditoriale per il raggiungimento dei suoi scopi.

16/04/2026

Roberto Ruffili. 38 anni fa, veniva trucidato da un commando delle Brigate Rosse. Un uomo mite, intelligente e aperto al dialogo. Un politico democristiano colto e attento. Un amico, come lo sono tutti quelli che con pazienza e umiltà " fanno la Verità", così come ci insegna il Vangelo. È stato ucciso per le sue idee e per bloccare un processo di riforme che si cercava di mettere in campo in quegli anni.
Non ti dimenticheremo! E onoreremo la tua testimonianza e il tuo pensiero.
Grazie Bobo. 🔥

16/03/2026

Il 16 marzo è l’anniversario di uno dei momenti più bui e tragici della nostra storia repubblicana. Il 16 marzo 1978, a Roma, in Via Fani le brigate rosse assassinarono Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, gli agenti della scorta di Aldo Moro, servitori dello Stato uccisi nel compimento del loro dovere.
In quell’agguato fu rapito il Presidente della Democrazia Cristiana, assassinato il successivo 9 maggio.
In questa settimana che ci sta portando a un referendum che ci vedrà schierati su fronti nettamente opposti, causato dall’incapacità politica di affrontare le riforme della nostra Costituzione con il necessario spirito costituente e dalla volontà di cambiarla solo a colpi di maggioranza, è importante ricordare le parole pronunciate da Aldo Moro proprio all’Assemblea Costituente, il 13 marzo 1947: “…elaborando il progetto di Costituzione e preparandoci a votarlo, noi attendiamo ad una grande opera: la costruzione di un nuovo Stato […] dico che se nell'atto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita. Divisi – come siamo – da diverse intuizioni politiche, da diversi orientamenti ideologici; tuttavia, noi siamo membri di una comunità, la comunità del nostro Stato e vi restiamo uniti sulla base di un'elementare, semplice idea dell'uomo, la quale ci accomuna e determina un rispetto reciproco degli uni verso gli altri”.

20/01/2026
Domani a Metanopoli, alla presenza di Monsignor Delpini Arcivescovo di Milano, sarà inaugurata la Mostra degli Arazzi, r...
29/11/2025

Domani a Metanopoli, alla presenza di Monsignor Delpini Arcivescovo di Milano, sarà inaugurata la Mostra degli Arazzi, realizzati su committenza della Fondazione e della Cattedrale di Cosenza.
La Fondazione in accordo con la Cattedrale custodisce il terzo originale delle opere ed organizza la loro esposizione in mostre in Italia e nel mondo. Domani saremo a Milano. È motivo di orgoglio che la Calabria e la a Città di Cosenza siano riconosciute, al di fuori dei confini regionali, nella loro capacità di realizzare iniziative di promozione dell'arte di interesse universale.

23/11/2025

Il 23 novembre 1923 moriva a Roma Nicola Misasi, scrittore, docente e giornalista di origini paternesi. Dal 1400 la sua famiglia era in Paterno Calabro. La cui origine antica fu greco epirota. A Paterno nacque; crebbe e si formò, tra Paterno, Cosenza e, successivamente Napoli e Roma. Cosenza divenne poi stabilmente la sua città. Le sue opere sono contrassegnate da romanticismo e verismo. Fu autore originale e vero interprete dello "spirito" della sua terra.
Oggi vogliamo ricordare in particolare la sua capacità critica degli eventi del Risorgimento. Pur avendo aderito convintamente a tale movimento conservò un' accorta capacità di analisi degli elementi di criticità che quel movimento comportò soprattutto verso il Meridione d"Italia e, in particolar modo, per la Calabria.
Nicola Misasi era e restò uno spirito libero

05/11/2025

La felicità non è un punto d’arrivo, ma un ritorno: là dove il cuore finalmente riposa nell’Amore che non passa.

Mattarella alla commemorazione di Riccardo Misasi: “Un Calabrese prestato all’Italia” - quicosenza
30/10/2025

Mattarella alla commemorazione di Riccardo Misasi: “Un Calabrese prestato all’Italia” - quicosenza

Originario di Cosenza, Riccardo Misasi fu un esponente di spicco della corrente di Base della Democrazia Cristiana

Ricordare è attualizzare. Non guardare indietro, piuttosto è un andare verso il nostro fine ultimo. Il Bene universale. ...
21/09/2025

Ricordare è attualizzare. Non guardare indietro, piuttosto è un andare verso il nostro fine ultimo. Il Bene universale.
È infatti ricondurre al cuore. Noi sappiamo che lì, nel cuore c'è Dio.
Ricordare è un'avventura d'amore.
Oggi, nel giorno del venticinquesimo anniversario del suo essere nel Cuore di Dio, festeggio la vita di mio padre Riccardo.
Molti dicono che le persone vivono finché le ricordiamo. Non è vero. È esattamente il contrario. Le persone vivono sempre e per sempre, quando ce ne ricordiamo è allora che finalmente noi viviamo. Grazie papà per averci insegnato ad essere, umili seri e responsabili, gioiosi e generosi, prudenti e coraggiosi, ad amare la conoscenza, a promuovere la fraternità e la libertà. E soprattutto ad amare la vita.

Indirizzo

Cosenza
87100

Sito Web

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