30/08/2026
Parlo oggi a nome dell’Associazione Interculturale Daawa, una realtà che opera nel territorio di Cosenza con un impegno concreto, silenzioso e costante.
Un impegno che, anche nel solo mese di agosto, si è trasformato in un servizio prezioso per le persone più vulnerabili della nostra città.
Agosto, lo sappiamo, è un mese difficile per molti: il caldo intenso, la solitudine, la chiusura dei servizi, l’assenza di reti familiari.
In questo contesto, Daawa ha scelto di non restare ferma.
Ha scelto di esserci.
Ogni sabato di agosto, il nostro mezzo associativo ha accompagnato anziani, disoccupati e ragazzi vulnerabili in difficoltà al mare di San Lucido, offrendo loro un momento di sollievo, di socialità e di dignità.
Abbiamo preparato cibo, bevande e assistenza, tutto gratuitamente, tutto con le nostre sole forze, senza finanziamenti esterni, ma con la volontà profonda di servire la comunità.
Queste iniziative non sono eventi isolati.
Sono la dimostrazione che l’intercultura non è una parola astratta, ma una pratica quotidiana.
È presenza, è ascolto, è responsabilità.
È la capacità di costruire ponti tra persone diverse, senza chiedere nulla in cambio.
Accanto a questo, proprio in agosto, abbiamo avviato la Campagna di Raccolta Libri Scolastici per i bambini e gli studenti poveri della città.
Perché crediamo che l’educazione sia il primo strumento di libertà, e che nessun giovane debba sentirsi escluso solo perché la sua famiglia non può permettersi un libro.
Tutto questo, lo ripeto, è stato realizzato con risorse minime, con volontari che hanno donato tempo, energie e cuore.
Eppure, nonostante le difficoltà, Daawa è riuscita a diventare un punto di riferimento, un esempio di eccellenza sociale e interculturale nel territorio di Cosenza.
La nostra forza non sta nei finanziamenti.
Sta nella fiducia delle persone.
Sta nella stima che la comunità ci riconosce.
Sta nella capacità di trasformare un mese difficile come agosto in un’occasione di s