09/06/2026
📚 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐈𝐋𝐀 𝐂𝐇𝐈𝐔𝐃𝐄 𝐋𝐀 𝐗𝐈𝐕 𝐄𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
È calato il sipario sul weekend finale del più antico premio letterario del Mezzogiorno. Tre giorni tra Cosenza e Camigliatello Silano, cinque appuntamenti, una grande partecipazione di pubblico. Ieri mattina, a Palazzo Arnone, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐅𝐫𝐞𝐬𝐮 ha tenuto la lectio magistralis “Le radici e le ali. È dalla terra che si spicca il volo”. Ha raccontato l’infanzia a Berchidda, il padre pastore, la tromba nascosta nella parte alta della libreria perché proprio lui, ancora piccino, non la rompesse, la Sardegna come un sasso gettato nel Mediterraneo i cui cerchi concentrici vanno a lambire tutte le coste. Ha parlato della normalità come forza: «Le persone che costruiscono, quelle che edificano, quelle che abbattono i muri, sono molte, molte di più». Al termine, ha lasciato il pubblico con un’intensa versione di “Bella ciao”… naturalmente in un assolo con la sua tromba.
🎺 La sera, la cerimonia di premiazione condotta da 𝐑𝐢𝐭𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐀𝐫𝐦𝐞𝐧𝐢 che ha aperto ricordando 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐮𝐬𝐞𝐰𝐢𝐜𝐳: «Gli occhi di Marta erano molto attenti, molto acuti, curiosi, partecipi, critici, affettuosi. Sono sicura che questa sera è ancora con noi».
🎺 𝐓𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐆𝐫𝐞𝐜𝐨 ha ricevuto il Premio saggistica intitolato proprio a Marta per “Critica della ragione bellica” (Laterza): «In Italia ci sono sei milioni di persone che fanno volontariato tutti i giorni. Questa è la realtà che dobbiamo imparare a vedere».
🎺 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢 ha ricevuto il Premio Sila sezione Letteratura per “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli): «Platone non è morto, ci dice ancora che senza armonia e giustizia non c’è vita felice».
🎺 Infine, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐅𝐫𝐞𝐬𝐮 ha ricevuto il Premio alla Carriera.
🎺 La XIV edizione è stata chiusa da un breve ma pregnante intervento del presidente della Fondazione, Enzo Paolini, che ha rivendicato il ruolo del Premio Sila