25/04/2026
Sono quarant’anni dal disastro di Chornobyl. Quarant’anni dall’incendio che si scatenò a seguito dell’esplosione del reattore numero quattro della centrale nucleare Lenin, in piena notte, all’una e ventitré (ora locale) del 26 aprile 1986.
☢️ Quarant’anni da quella scena angosciante, i 40 mila abitanti di Pripyat che abbandonano “temporaneamente” la città al lugubre suono di “Vnimànije, Vnimànije!”, russo per “attenzione, attenzione!”. L’Ucraina, infatti, faceva parte allora dell’Unione Sovietica, ed era sottoposta a un pluridecennale processo di russificazione.
⚛️ Per quanto tempo non si seppe niente di Chornobyl, assolutamente niente, qui da noi? Almeno fino al 29 aprile, quattro abissali giorni per il peggior disastro nucleare civile della storia. E noi, almeno, in Occidente avevamo la glasnost, quella vera, però: la trasparenza delle liberaldemocrazie.
🤐 Al di là della Cortina di ferro regnavano il silenzio e l’omertà di Stato. In Polonia, come ha raccontato Kacper Szulecki, davano iodio ai bambini senza spiegazioni. E il veleno radioattivo si spandeva per l’Ucraina. Ma le bugie, almeno, cominciavano a crollare. E i regimi con loro.
👉 Per il quarantennale del disastro di Chornobyl, vi proponiamo qualche lettura e visione.
📚 Serhii Plokhy, “Chernobyl. Storia di una catastrofe nucleare” (BUR Rizzoli)
📚 Francesco M. Cataluccio, “Chernobyl” (Sellerio)
📚 Yaryna Grusha, “L’album blu” (Bompiani)
📚 Yaroslav Hrytsak, “Storia dell’Ucraina. Dal medioevo a oggi” (il Mulino)
📖 London Ukrainian Review, Issue 6, March 2026: “Legacies of Chornobyl”
🎞️ Craig Mazin, Johan Renck, “Chernobyl” (HBO - Sky Atlantic)