22/08/2025
È pieno di gente che ogni giorno si scambia foto di donne n**e e pose di ogni genere commentando e comunque approvando la modalità “carne da macello”.
Certamente questo caso in cui fossero addirittura le proprie mogli coinvolte a loro insaputa, ha qualcosa di molto più disturbante e complesso come fenomeno.
In ogni caso dico a tutti gli uomini di ridare la dignità a quel l’essere meraviglioso che siamo: donne.
Senza ridurre tutto a commenti e poco altro di basso livello che non può che creare onde negative di pensiero.
Sarebbe altrettanto bello che tutte le donne che inseguono gli stereotipi malati di questa società smettessero di promuovere la prostituzione come qualcosa di normalissimo con chinotti tour e altro, facendo credere che il mondo sia giusto così.
K.T.
Mogli, compagne e fidanzate fotografate di soppiatto mentre dormono o cenano, mentre prendono il sole o si cambiano d’abito. Seni e natiche in bella vista fotografati di nascosto o condivisi nei momenti di intimità. E tutto finisce su Facebook come «carne da macello» tra commenti volgari e sessisti: «Bel fisico da puledra la signora, si può vedere altro?», «È un peccato si vergogni, falle delle foto di nascosto, seguo con interesse» solo per citare i commenti meno volgari.
È stata chiusa ieri, mercoledì 20 agosto, la pagina Facebook Mia moglie: 31 mila iscritti, quasi tutti uomini, che dal 2019 ad oggi hanno condiviso e commentato immagini intime di compagne o mogli che non hanno mai dato il consenso alla divulgazione dei contenuti, e che sono state trattate come merce di scambio tra persone senza scrupoli. Centinaia i veneti che hanno postato, commentato e condiviso: professionisti, imprenditori, funzionari pubblici, candidati sindaci, medici, giornalisti. È bastato controllare tra le informazioni del gruppo, prima che venisse cancellato, per notare l’enorme numero di iscritti residenti nella nostra regione.
Fino a ieri mattina la pagina era aperta, accessibile a tutti, ma quando gli «animatori» si sono resi conto di essere stati scoperti, hanno cominciato a diffondere il link di indirizzi Telegram segreti, in cui continuare i loro subdoli giochi. La polizia postale ha chiuso la pagina dopo le segnalazioni di varie attiviste femministe, ma i nomi di chi ha commentato e condiviso fotografie e video senza consenso sono in una dettagliata informativa che finirà in procura. 👉 L'articolo di Roberta Polese prosegue sul sito del Corriere