IL PROGRAMMA SI TROVA A
http://festivalpastoralismo.org
Festival del pastoralismo – Bergamo si prefigge di valorizzare l’immagine delle Terre Alte alpine quale area ricchissima di storia, di culture umane, di espressioni artistiche attività produttive troppo spesso messa in secondo piano dall’immagine di una montagna quale mero fondale di attività ricreative e sportive o da destinare al ritorno
di una malintesa “natura selvaggia” . Festival del Pastoralismo - Bergamo promuove, nel quadro delle nuove esigenze di riterritorializzazione, l’incontro tra la cultura urbana e la realtà agropastorale alpina, una realtà che oggi riveste un rinnovato significato economico ed ecologico ma che, al tempo stesso, è caratterizzata da un persistente legame con le culture ancestrali e quindi da una pluralità di risorse e di patrimoni spendibili anche sul piano turistico e agroalimentare. Il format è basato su un evento principale in una città pedemontana (interessate in un passato non lontano ai passaggi delle transumanze e ai commerci dei prodotti caseari dell’alpeggio) e su eventi satelliti nelle valli all’insegna di storia, gastronomia, tradizioni e rituali, consumo consapevole, ecologia umana. Gli eventi consistono in convegni, proiezioni di film e presentazioni di libri a tema, mostre culturali, mostre-mercato di prodotti dell’artigianato alimentare e non, eventi gastronomici, performances musicali, laboratori didattici. La visibiltà esterna dell’evento nello spazio urbano è affidata alla “transumanza” con passaggio di greggi in città e paesi. Attraverso la rievocazione di un paesaggio visivo e sonoro coinvolgente si opera il riavvicinamento simbolico tra le dimensioni dell’uomo in simbiosi con l’animale (e indirettamente anche con le comunità vegetali e lo spazio naturale) e quella artificializzata dello spazio urbano. La promozione di una cultura ecologica di riscoperta del legame territoriale è perseguita attraverso la combinazione di supporti cognitivi (la componente legata alle mostre, alle conferenze, alla didattica) ed emotivi. Oltre alle “transumanze” l’ aspetto di spettacolarizzazione e di stimolazione emotiva si affida alle suggestioni della riscoperta di espressioni culturali e rituali “tribali” riproposte nel contesto cittadino con azioni svolte dagli autentici partecipanti a questi vecchi-nuovi riti della cultura agropastorale alpina. La dimensione dello scambio e della contaminazione incrociata tra culture è rafforzata dall’organizzazione estiva di eventi sugli alpeggi e nelle valli con la“salita al monte” dei cittadini speculare alla “discesa in città” di animali, pastori e montanari. Occasione per capire e valorizzare sia le comuni radici che le differenze (come elemento di una ricchezza complementarietà oggi spesso compromesse da chiusure particolaristiche e stereotipizzazioni). Nella programmazione e organizzazione degli eventi che valorizza l’autorganizzazione e il volontariato hanno un ruolo attivo i pastori, i produttori caseari di montagna, le associazioni culturali locali, gli operatori del commercio e del turismo, i gruppi spontanei, le pro loco determinandosi già su questo terreno un significativo scambio di punti di vista come premessa di rafforzamento di reti esistenti e di crazione di nuove (da questo punto di vista è da citare il contributo della rete “principi delle Orobie” che coinvolge operatori caseari, turistici e culturali) .