03/06/2026
PAROLE DELLA COSTITUZIONE
Art. 3
Il testo
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Cosa ci dice
L'articolo 3 è probabilmente il più coraggioso della Costituzione.
Ci ricorda che l'uguaglianza non significa che tutti possediamo le stesse cose, viviamo le stesse esperienze o partiamo dalle stesse condizioni.
Significa che nessuno vale più di un altro.
Significa che la povertà, il luogo in cui si nasce, il sesso, la religione, le idee politiche o la condizione sociale non possono determinare il valore di una persona né limitarne i diritti.
Per questo la Costituzione affida alla Repubblica un compito difficile: ridurre gli ostacoli che impediscono a molti di partecipare pienamente alla vita della comunità.
L'uguaglianza non significa che tutti avranno lo stesso destino.
Significa che nessuno deve essere considerato inferiore, meno degno o meno libero degli altri.
Parole dall'Assemblea Costituente
Lelio Basso
"Non basta proclamare i diritti; occorre creare le condizioni perché tutti possano realmente esercitarli."
L'uguaglianza, per i Costituenti, non doveva essere una promessa scritta sulla carta, ma una realtà concreta nella vita delle persone.
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L'essenza antifascista
L'articolo 3 nasce anche come risposta alle leggi razziali del 1938, che privarono migliaia di cittadini italiani ebrei dei loro diritti solo per la loro origine.
Nasce dopo il confino di oppositori come Antonio Gramsci e Sandro Pertini, perseguitati per le loro idee.
Nasce per affermare che nessuno può essere discriminato per ciò che è, per ciò che pensa o per ciò in cui crede.
Dopo il fascismo, la Costituzione sceglie una strada diversa: la dignità non si misura. Si riconosce.