ANPI - Corleone

ANPI - Corleone Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ANPI - Corleone, Organizzazione no-profit, Via San Bernardo 7, Corleone.

L’ANPI di Corleone, si è costituita il 02 Gennaio 2024, giorno in cui ricorre l'anniversario della nascita di Placido Rizzotto, eroe Corleonese, Partigiano e Segretario Generale della Camera del Lavoro di Corleone, ucciso da vile mano mafiosa

13/08/2026
13/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





06/08/2026

Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo.
Grazie.

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




Pastasciutta antifascista insieme al Presidente Ottavio e ai ragazzi di Libera. Il 25 luglio 1943 non portò la democrazi...
26/07/2026

Pastasciutta antifascista insieme al Presidente Ottavio e ai ragazzi di Libera.
Il 25 luglio 1943 non portò la democrazia né la sconfitta del fascismo. Dopo quella data arrivò la guerra, la Repubblica Sociale, gli eccidi, le deportazioni, la viltà dei nazifascisti che non si fermarono neppure di fronte a donne e bambini. Fu la lotta di Resistenza a portare la democrazia e i principi, oggi, custoditi nella nostra Costituzione.
Una Costituzione che riconosce le donne e gli uomini uguali senza distinzione alcuna di razza, di sesso, di religione, di opinione politica. Una Costituzione antifascita, perché all' opposto del Fascismo, non divide gli uomini in razze superiori ed inferiori, non riconosce le donne come semplici procreatrici di prole sottomesse al maschio, riconosce e tutela non un unica religione ma tutte quante, ripugna chi schiaccia la diversa opinione politica con la forza.
Ma in quella sera del 25 luglio, alla notizia dell' arresto del criminale Mussolini, la famiglia Cervi, seppe cogliere e trasmettere con la loro pastasciutta un sentimento che ormai pareva sparito: la speranza di riuscire a superare la condizione di sudditi per divenire cittadini liberi.
Essere antifascisti oggi, significa riuscire a vedere, prima degli altri, quando i principi democratici e costituzionali sono sotto attacco, quando i diritti fondamentali dell' uomo sono violati sistematicamente. Perché la libertà non è scontata e la solidarietà che unisce una comunità si può perdere nel dividere il "Noi" da "Loro". Perché la guerra può relegare sempre più ai margini la pace. Perché la forza può sostituire la democrazia. W la Resistenza, W i fratelli Cervi, W l'Italia liberata.

PAROLE DELLA COSTITUZIONEArt. 4Il testo«La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le c...
15/07/2026

PAROLE DELLA COSTITUZIONE
Art. 4
Il testo
«La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.»
Cosa ci dice
L'articolo 4 completa una delle scelte più importanti della Costituzione.
Se l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, allora il lavoro non può essere un privilegio riservato a pochi.
Per questo la Repubblica non si limita a riconoscere il diritto al lavoro: si impegna a creare le condizioni perché quel diritto diventi reale.
Ma i Costituenti ci ricordano anche un'altra verità.
Il lavoro non è soltanto ciò che ci permette di vivere.
È il modo con cui ciascuno di noi, liberamente, mette le proprie capacità al servizio della comunità.
Perché una Repubblica cresce quando ogni persona può contribuire, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, al bene comune.
Parole dall'Assemblea Costituente
Gustavo Ghidini
«Diritto e dovere sono termini correlativi e l'uno si lega indissolubilmente all'altro.»
Per i Costituenti il lavoro non era soltanto una fonte di reddito, ma il fondamento della dignità della persona e della partecipazione alla vita democratica.
L'essenza antifascista
L'articolo 4 nasce anche dalla memoria di un tempo in cui rivendicare il diritto al lavoro poteva costare la vita.
Le squadre fasciste incendiarono Camere del Lavoro, Case del Popolo, cooperative e leghe contadine, colpendo chi organizzava i lavoratori e chiedeva diritti, salario e dignità.
Per questo la Costituzione non considera il lavoro uno strumento del potere, ma un diritto della persona e un pilastro della democrazia.
Difendere il lavoro significa difendere la libertà.

06/06/2026

Il 6 giugno 1944 nasce l'ANPI! Nasce sui monti,nasce per le strade e nelle fabbriche,nelle campagne e nelle città. È nata in tutti i luoghi in cui si è manifestata la lotta antifascista e antinazista! È nata dalle lotte partigiane. Io ho incontrato l'ANPI nel 1984 ed ho scoperto una realtà storica che spesso non passava nei libri di storia. Ho avuto l'onore e la fortuna di parlare,allora,con i partigiani siciliani e catanesi che hanno contribuito a dare pace e Libertà, diritti e democrazia ad un paese distrutto dal ventennio fascista e dalla guerra ed occupazione nazista. L'ANPI ha il merito di mantenere viva la memoria ma anche di guardare al presente valorizzando la Costituzione, declinando Storia, memoria e presente. Grazie ANPI
Pina Palella

PAROLE DELLA COSTITUZIONE                           Art. 3 Il testo"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono ...
03/06/2026

PAROLE DELLA COSTITUZIONE
Art. 3
Il testo

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Cosa ci dice

L'articolo 3 è probabilmente il più coraggioso della Costituzione.

Ci ricorda che l'uguaglianza non significa che tutti possediamo le stesse cose, viviamo le stesse esperienze o partiamo dalle stesse condizioni.

Significa che nessuno vale più di un altro.

Significa che la povertà, il luogo in cui si nasce, il sesso, la religione, le idee politiche o la condizione sociale non possono determinare il valore di una persona né limitarne i diritti.

Per questo la Costituzione affida alla Repubblica un compito difficile: ridurre gli ostacoli che impediscono a molti di partecipare pienamente alla vita della comunità.

L'uguaglianza non significa che tutti avranno lo stesso destino.

Significa che nessuno deve essere considerato inferiore, meno degno o meno libero degli altri.

Parole dall'Assemblea Costituente
Lelio Basso

"Non basta proclamare i diritti; occorre creare le condizioni perché tutti possano realmente esercitarli."

L'uguaglianza, per i Costituenti, non doveva essere una promessa scritta sulla carta, ma una realtà concreta nella vita delle persone.

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L'essenza antifascista

L'articolo 3 nasce anche come risposta alle leggi razziali del 1938, che privarono migliaia di cittadini italiani ebrei dei loro diritti solo per la loro origine.

Nasce dopo il confino di oppositori come Antonio Gramsci e Sandro Pertini, perseguitati per le loro idee.

Nasce per affermare che nessuno può essere discriminato per ciò che è, per ciò che pensa o per ciò in cui crede.

Dopo il fascismo, la Costituzione sceglie una strada diversa: la dignità non si misura. Si riconosce.

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90034

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