20/09/2026
20 SETTEMBRE 1943
Un ordine di Hi**er cambia il nome a centinaia di migliaia di uomini. Da quel giorno i soldati italiani catturati non hanno più lo status di prigionieri di guerra: diventano «internati militari italiani», una sigla inventata per toglierli dalla Convenzione di Ginevra, dalla protezione della Croce Rossa, da ogni tutela. Sono manodopera del Reich.
Erano stati disarmati dopo l’8 settembre in Italia, in Grecia, nei Balcani, in Francia, nell’Egeo: circa 800.000. Di questi, 650.000 finiscono nei l***r in Germania, Austria, Polonia.
Nei campi la proposta arriva più volte, soprattutto agli ufficiali: aderire alla Germania e alla Repubblica sociale, e tornare a casa. Accetta circa il 10%. Tutti gli altri dicono no, sapendo cosa comporta: fame, freddo, fino a dodici ore al giorno di lavoro coatto nelle fabbriche e nelle miniere del Reich. Fra i 37.000 e i 50.000 non torneranno.
Dal 2025 la legge 6 li ricorda ogni 20 settembre con la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi.