26/07/2026
Pastasciutta antifascista insieme al Presidente Ottavio e ai ragazzi di Libera.
Il 25 luglio 1943 non portò la democrazia né la sconfitta del fascismo. Dopo quella data arrivò la guerra, la Repubblica Sociale, gli eccidi, le deportazioni, la viltà dei nazifascisti che non si fermarono neppure di fronte a donne e bambini. Fu la lotta di Resistenza a portare la democrazia e i principi, oggi, custoditi nella nostra Costituzione.
Una Costituzione che riconosce le donne e gli uomini uguali senza distinzione alcuna di razza, di sesso, di religione, di opinione politica. Una Costituzione antifascita, perché all' opposto del Fascismo, non divide gli uomini in razze superiori ed inferiori, non riconosce le donne come semplici procreatrici di prole sottomesse al maschio, riconosce e tutela non un unica religione ma tutte quante, ripugna chi schiaccia la diversa opinione politica con la forza.
Ma in quella sera del 25 luglio, alla notizia dell' arresto del criminale Mussolini, la famiglia Cervi, seppe cogliere e trasmettere con la loro pastasciutta un sentimento che ormai pareva sparito: la speranza di riuscire a superare la condizione di sudditi per divenire cittadini liberi.
Essere antifascisti oggi, significa riuscire a vedere, prima degli altri, quando i principi democratici e costituzionali sono sotto attacco, quando i diritti fondamentali dell' uomo sono violati sistematicamente. Perché la libertà non è scontata e la solidarietà che unisce una comunità si può perdere nel dividere il "Noi" da "Loro". Perché la guerra può relegare sempre più ai margini la pace. Perché la forza può sostituire la democrazia. W la Resistenza, W i fratelli Cervi, W l'Italia liberata.