13/05/2026
È un sabato mattina come tanti. Ti svegli e ripassi mentalmente le cose da fare, quando senti il suono del telefono. Leggi il messaggio con un filo di fastidio, interrotto nei tuoi pensieri, ma il mondo si ferma: "Massimiliano è morto ieri mattina, eravamo a letto", scrive la moglie Giusy.
Massimiliano Bergamaschi era in Cina. Da quando era in pensione, girare il mondo con Giusy era diventata la loro bellissima abitudine. Massimiliano era un uomo forte, in salute, ma soprattutto una persona buona. La sua sensibilità emergeva nel modo di stare con gli amici e nel suo instancabile impegno per il sociale: prima nel comitato di quartiere, poi nella nostra associazione, "LocoMotiva".
Qui ho imparato a conoscere il suo pragmatismo. Lavorava in silenzio, con una maestria rara: gli spiegavi un progetto e lui lo realizzava. Con lui in campo, tutto diventava semplice. Mai una parola di troppo, sempre i fatti.
Sono costernato. Certe partenze pesano più di altre. Ci mancherai, mi mancherai, Massimiliano e ti penserò ogni volta che guarderò quel trenino che stavamo progettando insieme e che ora dovremo finire senza di te. Un grande abbraccio a Giusy e ai figli.
Pietro Sparacino, per LocoMotiva