01/06/2026
𝐆𝐈𝐔𝐆𝐍𝐎 - 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐙𝐀𝐆𝐀𝐑𝐈𝐀
Vaste e feconde distese olivetate ci accompagnano sui dolci saliscendi che da Andria corrono in direzione Canosa.
E dove c’erano grandi e fertili latifondi, non possono mancare i centri di conduzione agreste, le masserie, che svettano tra gli alberi, interrompendone la pur sempre piacevole e verdeggiante monotonia. Tale nostra passione ci calamita verso un’altra antica “cattedrale” rurale, dagli intonaci sgargianti e dai pregevoli orpelli architettonici: è 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐙𝐚𝐠𝐚𝐫𝐢𝐚, che conferisce il nome all’omonima contrada.
Sicuramente centro focale del feudo del nobile casato andriese, poi smembrato tra le possidenti famiglie Spagnoletti, Porro e Vasaturo, essa si caratterizza come una grande struttura fortificata, con torre colombaia di avvistamento e garitte angolari, nonché alti muraglioni che la cingono, formando una particolare doppia corte, di cui non possiamo non apprezzare il bellissimo arco d’ingresso.
È sempre avvincente il modo in cui questi dettagli costruttivi raccontano la vita bucolica e la storia dei secoli scorsi.
Altri locali si trovano negli immediati dintorni, a dimostrazione della centralità rurale del complesso; tra di essi emerge un lamione sormontato da deliziosa torretta con merlatura.
Purtroppo, come sovente capita, molti ambienti sono andati quasi del tutto persi, ad esempio le stalle che circondavano tutt’intorno la corte esterna, ed una parte stessa del corpo principale della casa padronale è collassata, mentre la natura sta prendendo il sopravvento sul resto, rendendo inaccessibile l’accesso alla graziosa ca****la. Le condizioni degli interni e le preoccupanti crepe non lasciano presagire nulla di buono per il futuro, un vero peccato.
Ad ogni modo, quello che ad oggi è rimasto, e che cerchiamo di testimoniare, offre un altro fulgido esempio di quello spettacolo architettonico rurale che offrivano le nostre campagne nei secoli scorsi. Uno spettacolo che sta malinconicamente svanendo, vinto dalla modernità.