Murgia a Pedali

Murgia a Pedali Murgia a Pedali è un racconto lento e meditativo, il cui protagonista è il territorio murgiano Una sensazione da non perdere.

Murgia a Pedali non si propone come una banale pagina social o un semplice blog dove postare foto e video. Certo, nella pratica questo è, ma il mezzo si distingue dal fine, che è un altro. Murgia a Pedali, infatti, vuole essere un racconto del territorio murgiano, un racconto rispettoso, che non lo calpesti, meditativo, in cui le due ruote siano protagoniste di un viaggio interiore nella bellezza

paesaggistica, un racconto lento, come lenta è stata la mano dell’uomo che ha modellato il territorio stesso nel corso dei secoli, forgiandone un quadro di rara bellezza, che nella sua dimensione rurale richiama continuamente quel legame indissolubile tra elementi naturali ed antropici. Murgia a Pedali ha l’ambizione, si spera non utopica, di contribuire ad una sensibilizzazione verso i temi dell’eco-sostenibilità e del rispetto per l’ambiente che ci circonda, promuovendo un uso ragionevole della bicicletta quale elemento di valorizzazione e di scoperta dell’intero territorio. Riuscendo a fare questo ci auguriamo che voi, che avrete la bontà di seguirci, possiate giungere a provare la nostra stessa sensazione di quando ci si trova a pedalare su un filo di terra tra due ali di natura e sullo sfondo fa capolino il bianco candore della pietra a secco delle sapienti architetture rurali, di quando si sguscia fuori da un bosco e si scorge lì, ad osservare ovunque ci si trovi, maestosa e rassicurante, la sagoma di Castel del Monte, di quando ci si immerge nell’aspetto verde e rigoglioso della flora primaverile o in quello giallastro tipico della mietitura, nei colori brulli dell’arsura estiva o nelle tinte spente e malinconiche delle foglie morte autunnali, una sensazione che non può far altro che sortire una sorta di senso di pace, armonia, una profonda gratificazione che nasce forse dal ritrovato equilibrio tra uomo e natura.

𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 - 𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐃𝐈𝐀Una melodia in immagini. Perdonerete la banalità dell’affermazione, ma il raffinato spettacolo ...
01/09/2026

𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 - 𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐃𝐈𝐀

Una melodia in immagini. Perdonerete la banalità dell’affermazione, ma il raffinato spettacolo offerto da 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐝𝐢𝐚 fa decisamente passare in secondo piano la fatiscenza che purtroppo attanaglia questa splendida dimora estiva ottocentesca.
Eretta dalla nobile famiglia di origini altamurane, essa divenne il luogo ricreativo prediletto del 𝐁𝐚𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 (𝐨 𝐍𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚) 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐝𝐢𝐚, già Deputato, Senatore e Ministro del Regno d’Italia, che qui, rifacendoci alle sue parole iscritte ad imperitura memoria nell’epigrafe lapidea:

“…𝑟𝑖𝑐𝑟𝑒𝑎𝑣𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑠𝑖 𝑒𝑠𝑡𝑖𝑣𝑖
𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒
𝑎𝑙𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜
𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑐𝑢𝑟𝑒 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑒𝑠𝑡𝑟𝑖”

Geniali, quanta verità… e quanta attualità!
A lui, probabilmente, si deve anche il restauro, datato 1886, dell’annessa masseria, di origine seicentesca, attrezzata con tutto l’occorrente per una proficua attività bucolica e produttiva.
D’altronde siamo in una zona particolare, laddove l’agro tranese si incunea nei territori andriese e coratino, non lontani dalle transumanti reminescenze del Tratturo Barletta-Grumo, che ormai ha abbandonato la Murgia vera e propria, e da lame che dall’altopiano fendono il terreno e corrono in direzione mare. La zona è quella di Santa Chiara e di Lama d’Oro: chissà che il nome non derivi proprio dalla fertilità della sua terra.
Di sicuro era una zona ricca, che ha lasciato tante importanti testimonianze storico-architettoniche da parte di nobili famiglie, le quali vi eleggevano la propria residenza estiva.
La maestosa facciata tripartita, sormontata da un grande timpano e celata a stento da un rigoglioso parco di lecci, ai tempi delizioso esempio di giardino all’italiana, incastona la grazia della villa, dotata anche di due livelli sotterranei e un sorprendente prospetto posteriore, con doppia struttura gemella che, volando con la fantasia (non prendetela in maniera letterale!), ricorda concettualmente il prospetto di Via del Corso da Piazza del Popolo a Roma e che include anche un’affrescata ca****la privata, ornata persino di cupola interna.
Una bellezza ed un fascino che si stanno purtroppo rapidamente perdendo. Chissà per quanto ancora potremo ammirare questa "melodia in immagini".

𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐀𝐍𝐃𝐎... 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐁𝐀Giusto il tempo di inforcare i pedali nell'incessante calura estiva, che le nostre d...
26/08/2026

𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐀𝐍𝐃𝐎... 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐁𝐀

Giusto il tempo di inforcare i pedali nell'incessante calura estiva, che le nostre due ruote sono attratte da un punto in particolare, più volte accarezzato di sfuggita, sulla morbida Murgia coratina tra le contrade 𝐓𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐢 e la 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 (o Vaddaria).
Qui sorge 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐋𝐚 𝐒𝐨𝐫𝐛𝐚 (o Sorvo, come da IGM), in posizione privilegiata, ad osservare i panorami murgiani accarezzati dal vento, spersa tra ettari di vigneti.
Sono vigneti fecondi, nel bel mezzo della vendemmia, di un'importante azienda veneta che viene a diversificare la sua produzione di Prosecco con i frutti della terra pugliese.
E' un piacere approfittare della gentilezza dei proprietari per scoprire e conoscere questa realtà, colloquiando circa le potenzialità inespresse del nostro territorio, mentre ammiriamo la pietra viva di questa dimora, con la sua doppia scalinata di accesso, le garitte angolari, la graziosa ca****la.
Chissà se il toponimo deriva dal dolce frutto a forma di piccola pera circolare. Quel che è certo è la soave amenità di questo luogo, con quel retrogusto di amaro in bocca derivante dal fatto che certe bellezze vengono spesso più apprezzate da chi viene da fuori piuttosto che da noi "autoctoni".

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐁𝐈𝐀𝐍𝐂𝐀Nel vasto repertorio fotografico territoriale di masserie e perle architettoniche a nostra d...
11/08/2026

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐁𝐈𝐀𝐍𝐂𝐀

Nel vasto repertorio fotografico territoriale di masserie e perle architettoniche a nostra disposizione, riemerge oggi a nuova luce 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚.
Il colore bianco in realtà risalta poco, mentre più rilevante e caratteristica è la disposizione su un pendio abbastanza acclive, sito in una parte dimenticata del territorio andriese, tra le contrade 𝐏𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 e 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨.
Il piccolo casino novecentesco, datato 1951 e quasi sicuramente aggiunto in una fase successiva, assieme a due grandi trulli adiacenti, completano questo quadro rurale immerso nella selvaggia cornice murgiana.

𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 - 𝐓𝐎𝐑𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐋𝐄𝐑𝐌𝐀L’agro di Bitonto è ricco di torri e casali che raccontano una realtà rurale storicamente viva e ...
03/08/2026

𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 - 𝐓𝐎𝐑𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐋𝐄𝐑𝐌𝐀

L’agro di Bitonto è ricco di torri e casali che raccontano una realtà rurale storicamente viva e produttiva, riflesso di una città, autonoma sin dalla metà del ‘500, fiorente e culturalmente “contaminata” dalla presenza di numerose famiglie nobili di origini spagnole.
Sono proprio i richiami spagnoleggianti a caratterizzare il gioiellino rurale protagonista di tale racconto: 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝗿𝗺𝗮.
Avete presente le “Missioni spagnole” negli Stati Uniti d’America, quelle costruzioni bianche osservabili in qualche vecchio film hollywoodiano? Ecco, l’atmosfera sembra essere più o meno quella. Percorrere la via centrale, che attraversa quello che ormai è, a tutti gli effetti, un piccolo borghetto, è immergersi in un luogo in cui il tempo pare essersi fermato.
L’antico podere trova testimonianza di esistenza già a partire dalla seconda metà del XVI secolo, periodo in cui i 𝗗𝗲 𝗟𝗲𝗿𝗺𝗮, nobile casato originario del Regno di Spagna, giunsero in città. Tra i loro più illustri rappresentanti si annoverano alti prelati e uomini di cultura, ma anche figure un po’ più torbide, blasonati con il titolo nobiliare di Duchi di Castelmezzano e di Ciliano. Proprio Ciliano era l’antico nome della zona, molto vicina all’attuale frazione di Mariotto. Attraverso un efficace ricorso all’istituto dell’enfiteusi, i Duchi De Lerma resero il feudo di Ciliano una delle più fiorenti proprietà agricole della provincia, pullulante di fertili uliveti e vigneti, sottratti alle superfici boschive.
Informazioni preziose, ricavate da un amico che ringraziamo, su un posto ricco di storia dunque, la cui struttura è formata da corpi di fabbrica risalenti ad epoche diverse, tra i quali spiccano l’antica torre quadrangolare, interamente in pietra, che svetta sull’intera proprietà e la graziosa ca****la gentilizia, con epigrafe datata A.D. 1858.
Tralasciando qualche aggiunta naïf e qualche scritta un po’ kitsch più recenti, resta la bellezza e la tranquillità agreste di un luogo dal placido candore, da godersi con la consueta lentezza.

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐃𝐈 𝐒. 𝐋𝐄𝐎𝐍𝐀𝐑𝐃𝐎Durante i nostri giri, in questi anni, abbiamo ammirato e divulgato veramente...
23/07/2026

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐃𝐈 𝐒. 𝐋𝐄𝐎𝐍𝐀𝐑𝐃𝐎

Durante i nostri giri, in questi anni, abbiamo ammirato e divulgato veramente tante perle di bellezza architettonica identitaria. Molte di queste, ahinoi, un po' per pigrizia, un po' per evitare l'oversharing, sono passate fugacemente sotto traccia nei nostri post.
Dal vasto repertorio fotografico, oggi riemerge per voi la 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗮𝗿𝗱𝗼!

San Leonardo, un toponimo che ai conoscitori più superficiali della Murgia non dirà molto; in effetti la zona è sicuramente meno battuta dalle masse turistiche ed autoctone che prediligono le tradizionali rotte murgiane. Eppure, una “passata” da queste parti val la pena di farla, perdonerete il tono confidenziale.
I panorami qui osservabili sono infatti particolari, di una bellezza che ricorda vagamente le vallate appenniniche. I pregevoli manufatti rurali si disperdono tra le ampie vedute ed i campi coltivati, perfettamente incastonati nei pendii, prima di immergersi nel verde del fitto bosco di querce roverelle.
Seguendo l’inizialmente dolce acclivio, poi più arcigno, dopo aver varcato i pilieri di ingresso del latifondo della possidente 𝗙𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗶𝗮 (acquistato, come suggerisce l’iscrizione lapidea, da parte del Cav. Riccardo Ceci dalle Sig. Doria nel 1902), è impossibile non notare sulla destra l’imponenza della grande masseria, con la sua corte interna, la notevole antica cantina e, non ultima, la graziosa ca****la dove anche “𝘔𝘰𝘯𝘴. 𝘌𝘶𝘨𝘦𝘯𝘪𝘰 𝘛𝘰𝘴𝘪, 𝘝𝘦𝘴𝘤𝘰𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘈𝘯𝘥𝘳𝘪𝘢, 𝘴𝘪 𝘣𝘦𝘰̀ 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘢𝘶𝘳𝘦, 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 1922”, prima di divenire Vescovo di Milano, citando testualmente l’epigrafe.
E chissà se il Monsignore si è beato anche della stupenda vista su Castel del Monte da un versante inedito per molti, alla sommità dell’ascesa!

𝘐𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘰𝘥𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘭'𝘢𝘭𝘣𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘔𝘶𝘳𝘨𝘪𝘢...𝘙𝘪𝘧𝘶𝘨𝘨𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭'𝘢𝘴𝘧𝘪𝘴𝘴𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘶𝘳𝘢 𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘢, 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘢𝘵𝘢 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘶...
20/07/2026

𝘐𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘰𝘥𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘭'𝘢𝘭𝘣𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘔𝘶𝘳𝘨𝘪𝘢...
𝘙𝘪𝘧𝘶𝘨𝘨𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭'𝘢𝘴𝘧𝘪𝘴𝘴𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘶𝘳𝘢 𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘢, 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘢𝘵𝘢 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘶𝘳𝘯𝘢 𝘪𝘯 𝘢𝘨𝘳𝘰 𝘳𝘶𝘷𝘦𝘴𝘦 𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘰𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.

Un'esperienza soddisfacente, partecipare in piccola rappresentanza di Murgia a Pedali alla pedalata notturna ben organizzata dagli amici di Dynamik Bike di Bitonto, che ringraziamo.

𝐸 𝑑'𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒, 𝑛𝑒𝑙 𝑏𝑟𝑢𝑙𝑙𝑜 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑔𝑟𝑒𝑠𝑡𝑒, 𝑠𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 "𝑏𝑎𝑙𝑙𝑒"...𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑎𝑠𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑙...
07/07/2026

𝐸 𝑑'𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒, 𝑛𝑒𝑙 𝑏𝑟𝑢𝑙𝑙𝑜 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑔𝑟𝑒𝑠𝑡𝑒, 𝑠𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 "𝑏𝑎𝑙𝑙𝑒"...
𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑎𝑠𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑙𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 (𝑜 𝐶𝑎𝑙𝑒𝑛𝑑𝑎𝑛𝑜, 𝑠𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑒).

Buon pomeriggio a tutti!

𝐋𝐔𝐆𝐋𝐈𝐎 - 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐀 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐀 𝐃𝐀 𝐂𝐀𝐏𝐎Una contrada dal nome particolare, anche un po’ inquietante. Un lembo di territor...
01/07/2026

𝐋𝐔𝐆𝐋𝐈𝐎 - 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐄𝐑𝐈𝐀 𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐀 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐀 𝐃𝐀 𝐂𝐀𝐏𝐎

Una contrada dal nome particolare, anche un po’ inquietante. Un lembo di territorio andriese le cui origini toponomastiche si perdono magari in un lontano fatto di sangue, in un assassinio di una giovane fanciulla, chissà. Sarebbe bello avere notizie storiche da cui attingere.
Qui però non c’è niente di macabro o sanguinolento, anzi. Nel racconto odierno c’è solo meraviglia architettonica e identitaria, quella di 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗙𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗠𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗼.
Una tenuta che costituisce uno splendido esempio di tradizionale masseria da campo, ben conservata e delicatamente coricata su una radura da cui si scambia languidi sguardi con Castel del Monte. L’epigrafe lapidea sul portale ci suggerisce il 1874 come anno di fondazione, anche se probabilmente era già presente una più antica struttura di dimensioni minori che fungeva da posta per la transumanza, data la vicinanza al Regio Tratturello Canosa – Ruvo.
Essa rappresentava il fulcro di un latifondo di circa 200 ettari di proprietà della famiglia Perfetti, prima di passare, negli anni ’30 del novecento, nelle mani della famiglia coratina che tuttora la detiene.
Le stalle per gli animali da lavoro, il gallinaio, le cantine, gli elementi di fortificazione (si notino le feritoie attorno al portale d’accesso, con le pose per i fucili), le norie dei due caratteristici pozzi, dettagli che arricchiscono il pregio della struttura in un crescendo che porta 𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗼 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮!
Superando le ante del grande portale d’accesso, si spalanca davanti a noi un mondo di rassicurante tranquillità rurale, una piacevole sensazione che ci fa scoprire uno spazio di focale importanza nella vita agreste tradizionale, un tempo brulicante di contadini e di animali al servizio della conduzione agricola, oggi cortile di ritrovo privilegiato per le famiglie che vi si riuniscono.
Noi non possiamo far altro che ammirare questo affresco di serenità bucolica, magari immaginando la placida quiete di una serata estiva nella corte, sotto un tetto di stelle.

𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 - 𝐄𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔Murgia a Pedali, oltre ad essere racconto costante in sella, è anche piacevole occasione di co...
27/06/2026

𝐂𝐄𝐍𝐀 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 - 𝐄𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

Murgia a Pedali, oltre ad essere racconto costante in sella, è anche piacevole occasione di convivialità tra i suoi soci.
E così, per celebrare la classica cena sociale estiva extra-pedali e trascorrere una piacevole serata insieme, questa volta abbiamo chiesto ospitalità a una nostra "vecchia" conoscenza, con la quale sapevamo di andare sul sicuro: Micco Colella, che ci ha deliziato con una squisita e abbondante accoglienza, con gusto dei sapori del territorio.
Presto torneremo anche a pedalare, intanto ci godiamo questi bei momenti di tranquillità estiva.

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐒𝐄𝐑𝐑𝐀𝐏𝐄𝐓𝐑𝐔𝐋𝐋𝐎Durante i nostri giri, in questi anni, abbiamo ammirato e divulgato veramente tante perle di b...
24/06/2026

𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐄𝐃𝐈𝐓𝐈: 𝐒𝐄𝐑𝐑𝐀𝐏𝐄𝐓𝐑𝐔𝐋𝐋𝐎

Durante i nostri giri, in questi anni, abbiamo ammirato e divulgato veramente tante perle di bellezza architettonica identitaria. Molte di queste, ahinoi, un po' per pigrizia, un po' per evitare l'oversharing, sono passate fugacemente sotto traccia nei nostri post.
Ora però, sperando di farvi cosa gradita, questi inediti possono farvi compagnia durante le calde settimane estive, in cui si pedala di meno.
Dal vasto repertorio fotografico, ecco emergere 𝗖𝗮𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗦𝗲𝗿𝗿𝗮𝗽𝗲𝘁𝗿𝘂𝗹𝗹𝗼, dominante come la sua posizione sulle alture ruvesi ai primordi della Difesa comunale, tra le contrade Alfieri e Parco del Conte, con vista privilegiata sul paese.
Noto anche come 𝗖𝗮𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗖𝗮𝗽𝘂𝘁𝗶, ceppo borghese-farmaceutico della famiglia ruvese, e datato 𝗔.𝗗. 𝟭𝟴𝟳𝟮, l'edificio si distingue nel curato contesto agreste per la sua geometrica solidità, arricchita in facciata da stupende garitte particolarmente prorompenti, da un'elegante scalinata a doppia rampa e da un timpano a tutto sesto sul portale d'ingresso.
Un'ennesima traccia che meritava il giusto spazio di racconto e conoscenza.

Indirizzo

Corato
70033

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